S.V.

Redazione

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Tomb Raider: UnderworldTomb Raider Underworld 0

Tomb Raider torna su cellulare dopo l'episodio celebrativo per l'anniversario della serie, in contemporanea con le versioni per PC e console. Stavolta Lara Croft cercherà di ritrovare sua madre, e per farlo dovrà esplorare l'interno di templi e tombe costruiti migliaia di anni fa da popoli che veneravano gli dei della mitologia nordica. A noi, naturalmente, il compito di accompagnarla nella sua avventura...

Chiusa la parentesi di Tomb Raider Anniversary, la saga basata sulle origini di Lara Croft continua: dopo aver scoperto che sua madre non è morta, bensì è intrappolata in un luogo sconosciuto, la bella archeologa cerca qualsiasi indizio per ritrovarla. Le vengono in aiuto gli studi di suo padre circa l'isola di Avalon, ma sulla sua strada ben presto compaiono tracce che c'entrano poco con le leggende britanniche, e che piuttosto si rifanno alla mitologia nordica. Certo, nella sua riduzione mobile TRU non conta più di tanto sull'apporto della trama, che viene raccontata esclusivamente tramite dialoghi testuali fra Lara e i suoi amici; ma le ambientazioni sono all'incirca le stesse, così come molto simili sono le insidie che la protagonista si troverà ad affrontare tanto nella versione 3D quanto in quella 2D del gioco, quest'ultima realizzata per venire incontro alle esigenze di chi possiede un terminale meno avvezzo alla grafica poligonale. Si tratta a tutti gli effetti di due prodotti differenti: quello più "evoluto" fa chiaramente riferimento alla versione Symbian di Tomb Raider: Legend, con la stessa visuale e un'impostazione simile; l'altro è un platform bidimensionale di tipo classico, peraltro molto simile alla riduzione mobile di Tomb Raider Anniversary.

Nella sua versione 3D, il gioco si presenta fortemente vincolato da "binari" che permettono a Lara solo determinati movimenti: lo spostamento all'interno delle location è prefissato, e al massimo si può decidere di farlo al contrario o di prendere strade alternative qualora siano disponibili. Troveremo spesso dei baratri da saltare (tasto 5) nonché pareti da scalare, talvolta tramite l'esecuzione di un semplice minigame basato sui riflessi. Non mancano i nemici, rappresentati da mostri umanoidi non meglio identificati: al loro cospetto, Lara tirerà fuori le pistole e un sistema di mira automatico ci permetterà di colpirli senza troppi problemi. La barra dell'energia, posta nella parte alta dello schermo, si svuota a seconda dei danni che subiamo e può essere ripristinata solo tramite la raccolta dei kit medici sparsi lungo gli stage. Gran parte del tempo viene speso per individuare le porte da aprire e per raccogliere le relative chiavi, in un contesto purtroppo piuttosto banale e molto appesantito dalla quasi totale mancanza di libertà. Diciamo che nel caso specifico di Tomb Raider Underworld la versione 2D si presenta in modo decisamente più simpatico e accessibile, nella forma di un platform di tipo classico in cui bisogna trovare l'uscita degli stage soprattutto arrampicandosi. Il controllo di Lara è molto semplice e intuitivo, con un buon numero di azioni eseguibili, inframezzate tra l'altro dagli stessi puzzle che contraddistinguono la versione 3D del gioco (a cui si può accedere direttamente dalla schermata di avvio, una volta sbloccati).

Passando a un discorso prettamente tecnico, la nuova avventura di Lara Croft appare discreta ma tutt'altro che spettacolare. La versione con grafica poligonale fa uso di modelli abbastanza semplici, con animazioni legnose, che si muovono all'interno di scenari spesso scialbi e privi di particolare fascino, anche se abbastanza vari nell'estetica. Per quanto concerne la versione 2D, le cose stanno decisamente meglio: lo sprite di Lara è ben disegnato e dispone di animazioni molto fluide, mentre le location appaiono decisamente più curate, con una maggiore attenzione ai particolari. Il sonoro è mediocre in entrambi i casi, mentre il sistema di controllo risponde prontamente agli input, senza particolari problemi.

Chi si aspettava un episodio rivoluzionario di Tomb Raider per cellulare, rimarrà senz'altro deluso da Underworld, che si pone più che altro come un capitolo "di assestamento" rispetto a quanto fatto in precedenza. Distinctive Developments ha cercato di realizzare un prodotto all'avanguardia, facendo riferimento ai risultati ottenuti con la versione Symbian di Tomb Raider: Legend, ma ha finito per rendere il gioco davvero macchinoso e limitato: Lara può procedere esclusivamente in avanti o indietro, seguendo percorsi predeterminati qualsiasi cosa faccia. E il sistema di combattimento semplicistico, privo di qualsiasi spessore, non migliora la situazione. La versione 2D, nella sua semplicità, si presenta decisamente meglio: gli sprite vantano animazioni davvero fluide e gli stage risultano forse un po' deboli nella scelta dei colori, ma certamente curati e ricchi di dettagli. Il nuovo prodotto di Eidos Mobile si pone dunque come un acquisto consigliabile solo ai fan sfegatati di Lara Croft, che però non possono aspettarsi di provare su cellulare le stesse emozioni dell'originale. O, perlomeno, non ancora.

Tommaso Pugliese

Pro

Contro

Pro

  • Grafica discreta, meglio in 2D
  • Buon numero di stage
  • Impegnativo quanto basta...

Contro

  • ...ma la noia è dietro l'angolo
  • Sonoro sottotono
  • Versione 3D troppo limitata e macchinosa