Ultimate Ghosts'n Goblins  1

C'era una volta un cavaliere senza macchia e senza paura, impegnatissimo a combattere in armatura e boxer contro orde di fantasmi e demoni per salvare la sua principessa in pericolo. Ve lo ricordate? Ebbene finalmente è tornato, e nonostante gli anni è più in forma che mai.

Il ritorno del cavaliere senza macchia (sui mutandoni)

Innanzi tutto una doverosa precisazione: questo Ultimate Ghosts’n Goblins non è certo un remake del primo episodio, come il titolo potrebbe oltretutto far erroneamente intendere, ma nemmeno rappresenta un completo rinnovamento della saga. Si tratta in realtà di una sorta di doveroso omaggio da parte di Capcom a gli storici estimatori della serie, nella forma di sapiente amalgama di elementi nuovi e vecchi, di classico e moderno che si fondono con successo, caratterizzando un prodotto che riesce nel non facile intento di accontentare un po’ tutti. La meccanica di gioco è quindi assolutamente quella “storica”, trattandosi di un platform a struttura bidimensionale (e, badate bene, solo struttura, perché come avremo modo di vedere in realtà il motore grafico è interamente tridimensionale), in cui dovremo aiutare il buon Arthur a superare livelli sviluppati orizzontalmente, facendoci strada attraverso orde di spiriti e non-morti per salvare la povera principessa, rapita per l’ennesima volta e tenuta segregata nel Dark Realm. Proprio i nemici che si frappongono sul nostro cammino rappresentano uno dei primi elementi di distinzione di questo capitolo, spiccando rispetto al passato non solo per varietà e numero di presenze contemporaneamente su schermo, ma anche per i pattern d’attacco, ora molto più irregolari ed imprevedibili. Particolarmente azzeccata inoltre è l’introduzione dei boss di fine livello, assolutamente strepitosi per caratterizzazione e rivelatisi alla prova dei fatti un gustosissimo diversivo tra un livello e l’altro.
Inevitabilmente, proprio per fronteggiare in maniera adeguata queste rinnovate minacce, anche le capacità offensive di Arthur si sono evolute di pari passo. Ora infatti il nostro eroe gode della possibilità di scagliare le proprie armi anche verso l’alto ed il basso ed è dotato, almeno per i livelli di difficoltà Novice e Standard, di una vera e propria barra energetica per le armature, che non si spezzeranno più al primo colpo lasciandolo vestito solo degli ormai leggendari mutandoni. Anche l’arsenale ha subito una sostanziosa revisione, infatti molte sono le new-entry affiancate alle immancabili lance, fiaccole o pugnali: in questo caso il lavoro svolto è convincente ma con qualche remora, poiché alcune armi si rivelano in realtà ben poco utili alla causa (ad esempio le fruste, seppur possano tornare utili per raccogliere oggetti apparentemente irraggiungibili), mentre altre fin troppo efficaci (i dardi a ricerca automatica del bersaglio). Conclude il capitolo potenziamenti l’introduzione delle magie (con tanto di barra che ne limita l’utilizzo) e di abilità speciali che il buon Arthur può apprendere nel corso dell’avventura, a tutto vantaggio della varietà dei combattimenti.
Sicuramente però uno degli aspetti che più interessa agli amanti della saga è il sistema di controllo, vero e proprio elemento caratteristico (nel bene e nel male) della serie. Ebbene, la strada intrapresa da Capcom per questo nuovo capitolo rispetta fedelmente la tradizione, poiché in pratica il controllo originale è stato riproposto con ben poche modifiche: preparatevi quindi a trovare un Arthur dai movimenti un po’ sgraziati e nervosi, dotato di un salto non direzionabile in volo che finirete per maledire più volte dopo l’ennesima caduta da una piattaforma. Si tratta di una scelta per certi versi coraggiosa, sicuramente gradita ai giocatori di vecchia data un po’ puristi (e chi vi scrive fa sicuramente parte di questa categoria), ma che tuttavia potrebbe rischiare di scontentare chi si avvicina per la prima volta ad un titolo della serie GnG aspettandosi un prodotto dotato di un sistema di controllo al passo coi tempi.

Via l’armatura dalla naftalina

Se quindi questo Ultimate Ghosts’n Goblins dal punto di vista del gameplay può essere tutto sommato considerato come un titolo vecchio stampo, per quanto concerne il comparto tecnico invece ci troviamo su livelli decisamente attuali. L’hardware della PSP è stato infatti adeguatamente spremuto, ed i risultati si vedono: i livelli, interamente realizzati in 3D, traboccano di dettagli e poligoni, ed il motore macina il tutto a 30 frame praticamente granitici (qualche saltuario rallentamento avviene nelle situazioni più caotiche), facendoci spesso dimenticare di trovarci a giocare con una consolina portatile. La direzione artistica è, come da buona tradizione della serie, curatissima, che tradotto significa un design di livelli e personaggi strepitoso, sebbene le animazioni non siano propriamente il massimo.
Pollice alzato anche il comparto audio, soprattutto per quel che concerne l’accompagnamento musicale, probabilmente il migliore della serie, mentre gli effetti si sono dimostrati un po’ troppo limitati.
Per quanto concerne il discorso longevità, il titolo giocato al livello di difficoltà Standard riesce a garantire dalle 6 alle 8 ore di divertimento, tuttavia tale valore sale drasticamente nel caso ci si voglia cimentare a livello Ultimate (nel quale si hanno a disposizione meno vite, si ricomincia da inizio livello ogni volta che si muore e le armature che si spezzano con un sol colpo) oppure si voglia sviscerare ogni segreto e recuperare ogni item. Opzione questa che, nel caso vogliate davvero rivivere il feeling di un Ghosts'n Goblins, noi non possiamo ovviamente esimerci dal consigliarvi caldamente.

Signori, un applauso a Capcom. Non è mai facile ripescare un franchise da anni fuori al mercato, perchè si corre il rischio di non sapere come adattare le meccaniche di gioco ed il comparto tecnico ai nuovi canoni videoludici, eppure la casa di Osaka ce l’ha fatta, anzi è perfettamente riuscita nell’impresa. Questo Ultimate Ghosts’n Goblins è infatti un perfetto mix di gameplay vecchio stampo, in modo da accontentare i fan della serie, e tecnica al passo coi tempi, ma sapientemente realizzata in modo da non stravolgere nulla. Perfetto insomma per i nostalgici e gli amanti della saga, ma altrettanto consigliato per chiunque voglia godersi un po’ di sano divertimento dal gusto così splendidamente retrò.

    Pro
  • E' Ghosts'n Goblins al 100%
  • Tecnicamente molto curato e ben realizzato
  • Impegnativo e longevo...
    Contro
  • ...però certi passaggi sono al limite del frustrante
  • Il sistema di controllo retrò potrebbe non piacere a tutti

È sempre magnifico incontrare dopo tanto tempo un vecchio amico. Avevamo lasciato il buon Arthur nella generazione a 16 bit, all’apice del suo successo, con al suo attivo presenze in praticamente tutte le piattaforme disponibili per l’epoca. Lo consideravamo un’icona videoludica ormai, senza sapere che negli anni successivi sarebbe in realtà sparito dalla circolazione, relegando la sua presenza a delle veloci comparsate in qualche titolo qua e là (qualcuno se lo ricorda in Marvel vs. Capcom: Clash of Super Heroes?). Diciamoci la verità, dopo averlo visto soppiantato anche da Maximo, nella prima incarnazione a 3 dimensioni della serie della “Doppia G”, abbiamo davvero temuto che per Arthur fosse inesorabilmente arrivato il tempo del definitivo pensionamento. Ma ci sbagliavamo, eccome se ci sbagliavamo…