Universe at War: Earth Assault - Recensione  0

Cosa succede quando tre potentissime razze aliene decidono di venirsi a fare una scampagnata sul pianeta Terra?

Le tre razze

Al primo avvio di Universe at War si potrà selezionare soltanto la prima campagna tra le tre disponibili, quella dei Novus. In realtà, macinando livelli, si scopre presto che, nonostante la possibilità di utilizzare tutte e tre le razze aliene, la trama segue una linea unica e che lo stacco tra una campagna e la successiva non è sottolineato, creando un continuum che si interrompe soltanto una volta arrivati alla fine del gioco.
Ma vediamo in dettaglio le tre fazioni, seguendo l’ordine in cui si utilizzeranno durante le campagne: i Novus sono tecnologicamente molto avanzati ma non hanno una grandissima resistenza ai colpi avversari. Questa debolezza relativa è compensata dall’incredibile velocità di spostamento permessagli dalla possibilità di creare una vera e propria rete di torri. Muovere interi eserciti in pochi attimi è qualcosa di inedito per gli RTS e rende questa fazione la più dinamica e adatta ai rush. L’unico modo per fermare i Novus è distruggergli le torri o portare un massiccio attacco nel cuore della loro base, cercando di radergli al suolo le infrastrutture chiave prima che il nemico abbia modo di ricompattarsi.
La Gerarchia, invece, segue una filosofia completamente diversa. Le armate sono lente ma estremamente potenti, le infrastrutture sono limitate ma mobili, cosa che gli consente di generare le truppe direttamente nel luogo dove infuria la battaglia, e, soprattutto, possono usare i marciatori, dei bestioni metallici grossi più dello schermo e capaci di spazzare via interi eserciti da soli.
Per ultimi ci sono i Masari. Il loro modo di combattere è veramente particolare. Tutto è incentrato nella loro base, che ha un sistema automatico di raccolta delle risorse dal mondo circostante e che può essere facilmente impostata a seconda delle necessità. I Masari possono inoltre passare dalla materia Luce alla materia Oscurità, cambiando radicalmente le abilità dell’esercito.

Potenzialità inespresse

Perché creare tre razze così ben caratterizzate se poi si sceglie di creare una campagna che non permette di utilizzarle al massimo? Se siete tra quelli che non giocate in multiplayer, vi perderete molte delle potenzialità di Universe at War, perché è solo giocando online o partecipando a una schermaglia che si riescono a capire veramente le peculiarità delle tre fazioni che, invece, in single player sono sotto sfruttate. Il problema è che le missioni sono fin troppo guidate e difficilmente si riesce a farle deviare dai binari preimpostati dagli sviluppatori. Probabilmente una narrazione troppo invasiva mal si lega con gli RTS, ma è un peccato sapere che molti non godranno del titolo al 100% visto che non avranno coscienza della profondità che si nasconde dietro il sistema di ricerca scientifica delle fazioni che permette una grande personalizzazione.
In effetti la campagna single player è la parte più debole del gioco, visto che è abbastanza noiosa nonostante qualche buona intuizione. Il problema è che appena ci si rende conto che l’unica strategia che paga è fare quanto hanno previsto gli sviluppatori, l’entusiasmo scema e, se la storia non è riuscita a coinvolgerci, si rischia di perdere ogni interesse per quanto avviene sullo schermo. Qualche missione più aperta c’è, per carità, ma la sostanza non cambia molto. In alcuni livelli sembra quasi di trovarsi di fronte ad un GDR con truppe, visto che tutto è incentrato sull’eroe di turno (uno per ogni fazione).
Ma il gioco non soffre soltanto di questo problema, perché altrimenti potremmo risolvere la recensione consigliandolo a tutti quelli che amano l’online e fine. Nonostante la bontà generale del lavoro svolto, purtroppo i difetti non mancano. Il più evidente è l’IA delle truppe, che ogni tanto prende l’iniziativa e fa cose che nessuno gli ha mai ordinato, come ad esempio partire all’attacco a testa bassa pur avendo ricevuto l’ordine di mantenere la posizione. Non capita spessissimo e, con la pratica, s’impara a limitare le iniziative personali, però il problema rimane e, soprattutto giocando in multiplayer, diventa complicato recuperare situazioni compromesse da mosse avventate fatte indipendentemente dalla nostra volontà.
Altro difettaccio è rappresentato dalla telecamera. La quantità di mondo di gioco inquadrata è molto limitata ma è limitata anche la possibilità di zoomare all’indietro, cosa che rende macchinoso spostare molte truppe da un punto all’altro. Il problema diventa fastidioso anche in presenza delle truppe più grosse, ovvero i marciatori della Gerarchia, che da soli occupano buona parte dello schermo. È tanto difficile, nel 2008, realizzare motori grafici che consentano di zoomare all’indietro in modo da inquadrare un’ampia porzione del campo di battaglia?

Universe at War: Earth Assault è disponibile per PC e sarà presto disponibile per Xbox 360

Tecnicamente parlando

Dal punto di vista tecnico Universe at War è ben fatto, con mappe dettagliate e verosimili e con truppe ottimamente modellate e discretamente caratterizzate. Gli effetti speciali non mancano, soprattutto durante le battaglie campali e il lavoro fatto in fase di progettazione permette di godere di sorprese visive fino alle battute finali del gioco.
Il gioco è in grado di girare sia sotto DirectX 9 che sotto DirectX 10 e, nel caso delle seconde, non si avranno cali di framerate… ma neanche miglioramenti grafici, ormai auspicabili dai nuovi giochi dato che Vista ha superato l’anno di vita. Dal punto di vista auditivo si segnalano gli ottimi effetti sonori e le musiche discrete che, nonostante la mancanza cronica di originalità, ben si legano con l’azione di gioco.
L’ultima nota la merita il sistema Live!, necessario per giocare online. Bene, con l’abbonamento Silver potrete giocare tranquillamente ma non avrete accesso ad una specie di classifica mondiale dei giocatori più bravi, disponibile soltanto per gli utenti Gold. Insomma, bisogna pagare per avere accesso ad una classifica? Forse bisogna migliorare l’offerta per far decidere a qualche utente di pagare quei soldi.

Commento

Universe at War fa rabbia per le potenzialità di cui dispone ma che vanno sprecate per il deprecabile design della campagna single player. Fortunatamente, giocando online o impostando una schermaglia, si ha la possibilità di godere dell’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori in fase di progettazione degli eserciti.

Pro

  • Tecnicamente ottimo
  • Le tre fazioni sono ben caratterizzate
  • Multiplayer ben realizzato
Contro
  • Campagna single player sottotono che non permette di sfruttare al massimo le fazioni
  • L’IA prende troppe iniziative autolesioniste
  • Telecamera poco versatile

Box Hardware


Requisiti Minimi:

  • Processore: Pentium 4 a 2,8 Ghz o AMD equivalente
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Nvidia GeForce 7600 o ATi X800 o superiori
  • Spazio su HD: 6 GB
  • Ottimizzato per: DirectX 10, 64 bit, Multi core
Configurazione di prova
  • Processore: Intel Pentium 4 3,4 Ghz
  • RAM: 2 Gb
  • Scheda Video: NVIDIA 7800GT