Unreal Tournament 3 - Recensione  52

Il terzo capitolo dello sparatutto online di Epic è finalmente tra noi, pronto a inaugurare una nuova epoca fatta di battaglie all'ultimo frag.

Sono passati ben 8 anni da quando il primo episodio di Unreal Tournament inaugurò il genere degli sparatutto online, soddisfando così la voglia di frag sfrenato attraverso diverse modalità che negli anni hanno beneficiato di numerose variabili, merito di una community estremamente ampia e agguerrita. I due successivi episodi usciti tra il 2003 e il 2004, hanno introdotto oltre a una grafica aggiornata (da sempre fiore all’occhiello della serie) anche nuove modalità nonché armi, e grazie alla crescente diffusione di internet, dei clan e di un numero pressocché smodato di modification, il titolo a oggi è estremamente giocato. Gli aspetti che hanno fatto la fortuna della serie sono da ricercarsi in un gameplay frenetico, un ottimo bilanciamento delle armi e un’ampia varietà di scelta tra mappe e modalità di gioco. C’era dunque grande attesa per Unreal Tournament 3 (inizialmente noto come Unreal Tournament 2007), finalmente arrivato su PC e pronto a imporsi anche su Xbox 360 e PlayStation 3, ma senza sfide tra utenti di diverse piattaforme.

Schema di gioco collaudato

Il gameplay in questo capitolo non si discosta moltissimo da UT2004 e si presenta frenetico ed esplosivo come non mai. I comandi sono pochi ed essenziali; oltre a quelli di movimento è presente il pulsante d’azione e quello per cambiare strumento di fuoco, generalmente assegnato alla rotella del mouse. Ognuna delle dieci armi a disposizione (più il Redentore) presenta una modalità secondaria che ne modifica il volume di fuoco o la precisione. Nel caso del lanciamissili ad esempio vengono caricati fino a 3 razzi che possono essere lanciati a breve distanza fra di loro, mentre il fucile di precisione prevede uno zoom per cecchinare i nemici da distanza siderale. Sparpagliati per le mappe sono presenti oltre che armi e munizioni, anche armature, kit energetici e power-up capaci di rendere invulnerabili, amplificare il danno o rendere (quasi) invisibili. Le mappe più grandi prevedono l’utilizzo di diversi mezzi di combattimento, ognuno caratterizzato da differenti velocità di movimento, resistenza, potenza e frequenza di fuoco. Oltre ai classici Goliath e a mezzi volanti come i Manta o i Raptor, sono presenti i temibili Darkwalker (molto simili ai tripodi visti nel film “La Guerra dei Mondi”), dotati di discreta velocità e di un’impressionante potenza di fuoco oltre che di armi secondarie capaci d’indebolire i nemici. Quello che fa la differenza in battaglia è l’insieme di diversi fattori come la conoscenza della mappa per entrare quanto prima in possesso delle armi più potenti, il saperle utilizzare al meglio e soprattutto riuscire a muoversi quanto più velocemente possibile. I giocatori esperti sono infatti capaci, attraverso apposite combinazioni di salto e movimento, di risultare spesso imprendibili alla maggior parte dei nemici.

Wow... una trama!

Parlando di modalità di gioco, la prima sostanziale differenza in questo episodio è costituito dalla presenza di una storia (la cui trama risulta tutt’altro che memorabile) rispetto al classico torneo intergalattico. Il protagonista sarà Reaper, un componente dei Ronin, un gruppo di mercenari che viene assoldato da una delle tante megacorporazioni per combattere la guerra. Non sarà possibile scegliere l’aspetto del nostro avatar come invece avverrà per le battaglie online. La campagna si presenta piuttosto lineare e di fatto consiste in una lunghissima serie di sfide sempre più impegnative che introdurranno progressivamente il giocatore su quelle che sono le diverse modalità. In certi casi saranno presenti degli utilissimi filmati che spiegheranno quelle che sono le meccaniche di gioco e l’utilizzo degli elementi sparsi per la mappa. Il respawn trova il suo perchè nel corso della campagna, dove viene introdotta quella che è una nuova tecnologia militare che sembra poter fare la differenza in guerra, ovvero i rigeneratori, capaci istantaneamente di riportare in vita un caduto. Le megacorporazioni ovviamente attente ai costi di queste macchine, decidono di applicarle solo nelle situazioni più importanti, limitandone l'utilizzo. Nonostante gli sviluppatori si siano sforzati di dare una certa varietà agli obiettivi, determinate meccaniche risulteranno naturali agli appassionati, al punto che ad esempio nel corso di una delle prime missioni, dopo un lungo filmato di spiegazione, sentirete dire da uno dei vostri compagni di squadra: “Ma allora si tratta di un cattura la bandiera con veicoli?”. Giunti al completamento delle missioni, si entrerà in possesso di alcune “carte di gioco” che consentiranno ad esempio di ridurre il numero di giocatori avversari o la loro energia.

Deathmatch e Cattura la Bandiera

Le modalità di gioco in Unreal Tournament 3 sono complessivamente 6: Deathmatch, Team Deathmatch, Duello, Cattura la Bandiera, Cattura la Bandiera con veicoli e Warfare. Nel Deathmatch bisognerà fare punti sconfiggendo indistintamente tutti gli avversari che capitano a tiro, mentre giocando in Team, si verrà suddivisi in due squadre rossa e blu, fattore che consentirà peraltro di scorgere i nemici anche a distanza considerevole. Disputando match in modalità Duello, come suggerisce il nome ci si ritroverà da soli contro un unico avversario. Il Cattura la Bandiera consiste nell’impossessarsi della bandiera avversaria prendendola nella base posta dall’altra parte della mappa (generalmente in questo caso le mappe sono simmetriche) e riportandola nella propria, facendo in modo che nel frattempo la nostra bandiera non venga rubata. In questo caso le azioni individuali non pagano moltissimo e muoversi a gruppetti può consentire anche di proteggere al meglio il portatore della bandiera. Giocando nella variante con i veicoli, le mappe saranno decisamente più ampie e l’utilizzo di mezzi di terra o di aria consentirà di raggiungere in tempi rapidi la base nemica. Una volta rubata la bandiera, non sarà più possibile salire a bordo di un veicolo, restando così scoperti e obbligando i giocatori a cooperare al meglio. In alto sull'hud sono presenti due utilissimi indicatori che segnalano in che direzione muoversi per raggiungere le due bandiere.

Warfare

La nuova modalità Warfare (o Strategia) prevede una serie di nodi da conquistare progressivamente fino a raggiungere la base nemica, distruggere il nucleo del generatore e vincere la partita. In questa tipologia di gioco le mappe sono molto ampie e obbligano come non mai a coordinarsi per non disperdere la propria potenza. Per acquisire i nodi bisogna infatti generalmente conquistare avamposti ben difesi da torrette e veicoli, impiegando volumi di fuoco considerevoli per distruggere la barriera dei nodi stessi. Alcune mappe prevedono l’utilizzo di apposite sfere (una per ogni squadra) che possono istantaneamente distruggere un nodo nemico o rinforzare uno già conquistato. Portando con sè la sfera non sarà però possibile salire a bordo di alcun veicolo. Conquistando i nodi, si avrà accesso a nuove armi e potranno essere utilizzati i veicoli che in precedenza erano a disposizione del nemico. Per rendere più rapidi gli spostamenti è possibile materializzarsi una volta morti direttamente in una delle basi sotto il nostro controllo. Inoltre in qualunque momento, premendo il tasto Q, si attiverà l’Hoverboard, una sorta di tavola da surf che aumenta molto la velocità di movimento ma che impedisce di aprire il fuoco. Una minimappa sempre attiva nella parte alta dello schermo, consentirà comunque di capire a colpo d'occhio quale direzione prendere. Tra le modalità presenti in Unreal Tournament 3, Warfare è sicuramente quella dove l’affiatamento tra compagni paga moltissimo, vista la necessità a seconda delle situazioni di attaccare e nello stesso momento difendere i nodi appena conquistati. Se si vuole insomma giocare solo per sè stessi meglio puntare al Cattura la Bandiera o al Deathmatch.
In totale comunque il numero di modalità presenti in UT3 rappresenta sicuramente un passo indietro rispetto a UT2004, dove erano presenti anche: Bombing Run, Domination, Last Man Standing e Sopravvivenza. Tuttavia vista la presenza anche questa volta di un editor di livelli estremamente versatile, c’è la speranza che qualche mod ponga rimedio a questa lacuna.

Unreal Engine 3.0

Il motore grafico di Unreal Tournament, noto come Unreal Engine, anche in questa terza incarnazione si presenta spettacolare come non mai. Chi segue costantemente il mondo dei videogiochi saprà di come tutte le principali software house si siano di fatto assicurate la licenza per il sistema grafico di Epic nelle loro prossime produzioni. Personaggi, ambienti, armi e veicoli sono dotati di un grado di dettaglio eccezionale e per quanto non si raggiungano le vette di Crysis, il risultato resta in una parola “molto next-gen”. Le battaglie risultano dunque estremamente spettacolari e con un frame-rate costante anche nelle mappe più ampie, grazie a un’ottima gestione della memoria, che adesso carica le mappe progressivamente anziché in una volta sola, rendendo i tempi di caricamento a parità di PC, addirittura più rapidi rispetto a Unreal Tournament 2004. Ottima anche l’implementazione della fisica, presente sia nei corpi dei personaggi che nei veicoli. Per poter godere al meglio della grafica del gioco, è necessario un PC piuttosto recente, ma il motore è piuttosto scalabile, e anche disponendo di una macchina con uno o due anni sulle spalle, sarà possibile dunque giocare al titolo a patto di essere disposti ad abbassare più di qualche dettaglio. La prima patch già disponibile, e scaricabile dalla nostra Area Files, migliora poi la qualità complessiva della grafica e la sua resa. Per quanto riguarda l’audio, il parlato appare funzionale a quello che è il gioco e dunque aspettatevi un linguaggio piuttosto colorito e spaccone. I temi musicali non appaiono molto vari e possono essere comunque disattivati per immergersi maggiormente nell’azione e affidarsi in battaglia ancora di più all’udito. Il design delle mappe appare ottimo così come la varietà delle ambientazioni, che spaziano dai templi orientali alle fabbriche abbandonate, passando per foreste, ponti e strutture fantascientifiche a gogo. Lascia un po’ a desiderare lo stile dei personaggi, troppo simile a quello già visto in Gears of War e in generale con molta meno varietà rispetto al precedente episodio.

Commento

Unreal Tournament 3 non presenta grandi novità rispetto ai suoi predecessori, ma risulta comunque divertente grazie all’ottimo bilanciamento di armi e veicoli, nonché per un gameplay adrenalinico e liberatorio. Possiamo dire che Epic si è limitata ad aggiornare e potenziare al massimo quanto già visto in Unreal Tournament 2004, evitando di stravolgere uno stile e un gameplay decisamente collaudato e caratteristico. E forse, a dirla tutta, qualcosa si è persa nel processo. Le tante mappe a disposizione (destinate ad aumentare grazie all'inevitabile supporto dei modder) giocabili in single player o su internet, assicurano un gran numero di ore di divertimento. Il motore di gioco molto potente e alla portata della maggior parte dei PC presenti sul mercato, ne garantisce la validità negli anni.
Lunga vita al frag online.

Pro

  • Grafica di qualità e ben ottimizzata
  • Mappe molto varie
  • Grande longevità in solitario e online
  • Gameplay solido e appassionante
Contro
  • Le modalità di gioco potevano essere di più
  • Nessuna novità veramente di rilievo

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti minimi

  • Processore: Pentium IV da 2 GHz o AMD equivalente
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: GeForce 6200 o Radeon 9600
  • Spazio su disco: 8 GB
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Dual Core da 2,4 GHz o AMD equivalente
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: GeForce 7800 GTX o Radeon X1300 con 256 MB di memoria
  • Connessione DSL
Configurazione di Prova
  • Processore: Processore Intel Core 2 Duo 1,66 GHz
  • RAM: 2 GB DDR2
  • Scheda Video: Geforce 7300 con 256 MB di memoria