Viewtiful Joe: Red Hot Rumble  0

Il supereroe più viewtiful di sempre si avventura nella sua prima conversione per PSP...

La macellazione

Red Hot Rumble è l’incarnazione PSP del beat’em up a la Smash Bros. uscito su Gamecube all’inizio dell’anno e protagonista di un discreto flop soprattutto a livello critico. Sorvolando sulla discutibile decisione da parte di Capcom di effettuarne una trasposizione, pare opportuno sottolineare subito come Red Hot Rumble su PSP conservi (quasi) integralmente pregi e difetti della versione precedente, rivelandosi sostanzialmente incapace di risollevare le sorti di un prodotto obiettivamente poco riuscito. Del tutto simili dunque le premesse del prodotto: vestendo i panni di uno tra gli oltre 20 personaggi disponibili (alcuni tratti dalla serie, altri extra come Dante di Devil May Cry), l’utente è chiamato ad affrontare tutta una serie di stage travestiti da sequenze d’azione di improbabili produzioni filmiche, combattendo contro uno, due o tre avversari per il raggiungimento degli obiettivi.

Red Hot Rumble su PSP conserva (quasi) integralmente pregi e difetti della versione Gamecube

La macellazione

Questi variano dal raccoglimento del maggior numero di bonus all’abbattimento di più nemici possibile e così via, in una costante corsa al primato all’interno di scenari dinamici ma comunque limitati da barriere. Ogni livello (o per meglio dire, copione) è inoltre composto da più sezioni distinte e da affrontare progressivamente, con l’ultima sempre dedicata ad uno scontro con un boss. Appare del tutto evidente come le idee alla base di Red Hot Rumble non siano niente male, specialmente in ottica multiplayer: ma basta poco per accorgersi come la produzione Capcom manchi il bersaglio in molti aspetti fondamentali. A partire dai personaggi, estremamente squilibrati tra loro al punto che alcuni sono praticamente inutilizzabili. Ma la vera croce del titolo sta nell’eccessiva confusione sviluppata dall’azione su schermo, tale da rendere in diversi frangenti perfino impossibile la semplice individuazione del proprio personaggio: monete, diamanti, nemici, esplosioni e quant’altro invadono in maniera del tutto assurda e spropositata l’area di gioco, facendo di Red Hot Rumble un beat’em up la cui fruizione è per larga parte affidata all’istinto e alla casualità...

Provaci ancora, Joe

La totale anarchia degli eventi visualizzati su schermo travolge a valanga sostanzialmente ogni aspetto ludico della produzione Capcom, vanificando per larga parte le potenzialità del titolo. Ecco quindi che il discreto repertorio di mosse a disposizione di ogni personaggio (effettuabili tramite le combinazioni dei due tasti d’attacco -normale e super- e lo stick analogico) trova un’applicazione assai ridotta in una situazione di caos come quella descritta finora. Ancora, i tipici VFX Powers della serie, qui presenti sotto forma di orb “usa e getta” in quattro versioni (slow, mach speed, sound effects e zoom), oltre a non essere particolarmente efficaci contribuiscono ad aumentare ulteriormente la confusione su schermo.

Non appena gli avversari salgono a due o tre, la situazione diventa davvero drammatica

Provaci ancora, Joe

Tutto sommato, comunque, Red Hot Rumble è ancora giocabile in sfide uno contro uno: ma non appena gli avversari salgono a due o tre, ecco che la situazione diventa davvero drammatica. Ciò influisce negativamente non solo sugli stage più avanzati del single player, ma soprattutto sul multiplayer ad hoc per quattro giocatori, che passa subito da aspetto teoricamente più interessante dell’intero pacchetto ad opzione da dimenticare al più presto. Più ragionevole, seppur non entusiasmante, la modalità game-sharing per due utenti, se non altro perché consente di giocare con un solo UMD. Per quanto infarcito di extra da sbloccare, Red Hot Rumble è quindi un titolo difficilmente capace di intrattenere a lungo, il che è un peccato anche alla luce di una realizzazione tecnica ottima: effetti speciali, colori e cambi di piano e d’inquadratura si sprecano, con personaggi ben delineati che si muovono in maniera fluida e convincente. Un piccolo spettacolo per gli occhi, che però soffre un po’ della combinazione tra uno schermo piccolo e l’enorme caos che si sviluppa su di esso.

Commento

Viewtiful Joe: Red Hot Rumble è semplicemente una buona conversione di un titolo qualitativamente solo sufficiente. Il prodotto Capcom soffre anche su PSP degli stessi problemi dell’incarnazione Gamecube, tradotti in una struttura ludica debole, un multiplayer insoddisfacente ed una intensa e perpetua confusione nell’azione di gioco, qui perfino maggiore a causa delle ridotte dimensioni dello schermo. Per quanto graficamente ottimo e portatore di qualche surplus rispetto alla precedente versione, Red Hot Rumble rimane anche su PSP l’exploit più deludente del supereroe di Clover Studios.

Pro

  • Ottima veste grafica
  • Grande quantità di livelli e personaggi
Contro
  • Azione su schermo troppo confusa
  • Struttura di gioco lacunosa
  • Mutliplayer ingestibile

Come Spiderman insegna, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Ma evidentemente, il tamarrissimo Viewtiful Joe non deve aver mai dato troppo peso a simili parole, considerando come dopo il successo -meritato- del primo capitolo della serie abbia utilizzato i propri poteri per scopi non propriamente nobili. Il nostro Joe non ha infatti esitato a trasformarsi ben presto in super-prezzemolino, uscendosene con un convenzionale sequel a distanza di un solo anno e lanciandosi in progetti non del tutto riusciti come il Double Trouble su DS e il Red Hot Rumble su Gamecube. E proprio di quest’ultimo titolo ci troviamo a parlare ora, in occasione della sua conversione su PSP.