Watchmen: the End is NighWatchmen: The End is Nigh - Recensione 

Botte da orbi per il tien in della film tratto dal capolavoro di Alan Moore.

La fine non è vicina, la fine è arrivata per il genere dei picchiaduro a scorrimento. Il tie in di Watchmen, film uscito nelle sale il 6 marzo, ci mette nei panni di due degli eroi creati dalla penna di Sua Maestà Alan Moore, Gufo Notturno II e Rorschach, ambientando il gioco non durante gli avvenimenti raccontati nella pellicola, ma dieci anni prima, nei turbolenti anni 70. Picchiaduro a scorrimento nella sua accezione più classica e intransigente, il gioco di Deadline Games ci riporta indietro di almeno quindici anni, e grafica a parte, sembra aver appreso poco o nulla da quello che è passato sui nostri schermi negli ultimi tre lustri.

Dinamico Duo

Tutto è fin troppo schematico e ripetitivo, si entra in una stanza, si picchiano tutti e si passa alla successiva. Punto. Non che visto il materiale di partenza si richiedesse necessariamente un titolo complesso, ma qui si è veramente ai minimi termini, c'è veramente poco da fare e quel poco che si fa è noioso, e in parte mal implementato. I due eroi, ognuno con un proprio stile di combattimento e un buon numero di combo, devono combattere ondate di nemici tutte uguali e dalla scarsa intelligenza artificiale, in pratica nelle situazioni affollate raramente vedremo i nemici scagliarsi addosso tutti insieme, al contrario aspetteranno diligentemente il proprio turno per menare le mani. Non tutto è da buttare comunque. Alla stessa stregua del film i programmatori hanno spinto abbastanza sul versante dell'ultraviolenza, ed è sicuramente piacevole vedere Rorschach eseguire, mediante i classici quick time events, delle mosse finali che premiano il giocatore con il gradevole suono delle ossa spezzate. Oltre alle combo, che non sono altro che un modo "nobile" per chiamare lo spingere i tasti a caso variando tra quadrato e triangolo, è possibile anche eseguire proiezioni, dei contrattacchi che se realizzati col giusto tempismo spezzano la guardia dell'avversario e portano direttamente alle già citate mosse finali, e degli attacchi speciali che sfruttano la barra della rabbia che si carica ogni qual volta stendiamo un nemico. L'impressione è che, nonostante le meccaniche funzionino più che discretamente, soprattutto le contromosse nei confronti dei nemici più grandi e lenti, il tutto sia tremendamente confusionario, e visto che gli scontri possono contemplare anche un alto numero di nemici a schermo (sempre che questi attacchino), ci si ritrovi a fare del puro e sano "button mashing" e solo raramente è possibile realizzare quello combo e quegli attacchi speciali che dovrebbero essere il fulcro del gioco. Giocando da soli le circa due/tre ore di gioco queste problematiche vengono quasi subito a galla, in coppia invece (tramite uno split screen verticale) è possibile nobilitare il lavoro svolto dai programmatori adottando una condotta un filo più tecnica negli scontri, ma alla lunga le stesse criticità che perseguitano la modalità singola affiorano anche in coppia. Per essere un picchiaduro a scorrimento "vecchia maniera" si è fatto veramente ben poco per andare oltre una stanca ripetizione di vecchie meccaniche di gioco, non basta inserire combo e quick time events se poi tutto il gioco si riduce allo spingere per due ore i tasti a caso, con poco pathos e con un interesse pari a zero nell'andare avanti. A tutti questi problemi c'è da aggiungere il prezzo del titolo, circa quindici euro per un massimo di tre ore di gioco, un rapporto qualità prezzo poco appetibile insomma, alla luce del fatto che, oltre alle problematiche strutturali, per la stessa cifra sono appena usciti titoli più lunghi e corposi.

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New York City Lights

E' invece nella cosmesi che il gioco ha il suo punto di forza. Gufo Notturno II e Rorschach sono davvero ben fatti, con ottime texture e belle animazioni che catturano alla perfezione la violenza degli scontri visti nel film. I nemici, sebbene non stupiscano per la varietà dei modelli, e realizzati non con la stessa cura riposta nei due Watchmen, sono discretamente realizzati, fanno senza infamia e senza lode la parte dei bersagli designati. Ottimi invece le ambientazioni, con dei buoni effetti di luce e alcuni shader azzeccati, come quello utilizzato per l'acqua, mentre di assoluta eccellenza è in alcuni frangenti la direzione artistica nel ricreare l'atmosfera notturna, sporca e squarciata dalle luci al neon, presa di peso da quella della pellicola. Menzione d'onore per i filmati d'intermezzo, una sorta di fumetto animato, che si giova delle voci originali degli attori americani, capace di raccontare in modo sobrio, alla maniera della graphic novel, discostandosi del tutto dal look del film, gli eventi tra un capitolo e l'altro.

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Commento

Watchmen: The End is Nigh non tradisce la regola aurea dei tie in, ovvero quella che impone giochi solo sufficienti, senza particolari guizzi, da affiancare a pellicole di successo. Grafica a parte, il gioco è in parte deficitario: ad un teorico buon sistema di combattimento fa da contraltare una assoluta povertà contenutistica, con circa tre ore di gioco sempre uguali a se stesse, in cui in mezzo al caos più totale non si fa altro che spingere, quasi sempre a caso, i tasti d'attacco. Decisamente più piacevole giocato in coppia che in singolo, giustifica appena i quindici euro spesi per l'acquisto. Un titolo insomma che, anche se coerente con lo spirito dei vecchi picchiaduro a scorrimento, fa poco o nulla per rinverdire un genere ormai scomparso, ma anzi si appiattisce su se stesso annullando il valore aggiunto dato dalla licenza cinematografica.

Pro Graficamente ben fatto Picchiare nei panni di Rorsharch è impagabile Ottimi filmati d'intermezzo Contro Troppo breve Contenutisticamente povero e ripetitivo Intelligenza artificiale da rivedere

PlayStation 3 - I trofei

Il gioco mette a disposizione dodici trofei,sette di bronzo, quattro d'argento e uno d'oro.
Piuttosto facili da ottenere, sono per la maggior parte tutti legati al numero di attacchi eseguiti, mosse finali o proiezioni che siano, mentre quelli più impegnativi ci vedono impegnati nel portare a termine il gioco entro ottanta minuti o finire un livello senza continuare, ma soprattutto senza essere colpiti.