WhiplashWhiplash 

Recensione: Il primo platform animalista della generazione a 128 Bit esordisce su Xbox. Una donnola ed un coniglio protagonisti di un platform folle.

Ecco la nostra Recensione

Whiplash Whiplash

Whiplash è un platform non senza qualche pretesa di profondità, solo apparentemente data dalla gestione di due personaggi contemporaneamente. Dopo pochi passi, infatti, risulta evidente come il simpatico coniglio non sia altro che l’arma con cui la donnola si disfa dei nemici ed un oggetto multifunzionale che gli permette di interagire con alcuni elementi del fondale per aprire porte, per azionare interruttori e per utilizzare i vari power up che gli permettono, ad esempio di volare. La donnola inserisce il coniglio nel distributore di elio e il roditore si gonfia a mo’ di pallone aerostatico facendo librare la strana coppia in volo. Il rapporto tra le due creature è regolato dai clichè di una commedia sui generis, con la donnola perfida dominatrice e il coniglio che ne subisce i soprusi, sottolineandoli con gag e battute. Il problema è che le simpatiche espressioni con cui si esprime il coniglio, tutte le volte che subisce, diventano abbastanza fastidiose, dato il loro ripetersi incessante e rumoroso. I caratteri distintivi di Whiplash, rispetto ad un semplice platform, risiedono anche nella possibilità di far evolvere i protagonisti. Ogni volta che si tramortisce un guardiano od uno scienziato, il loro corpo resta sonnecchiante al suolo e i nostri eroi si possono ulteriormente accanire facendogli rilasciare degli Hypersnack che servono per salire di livello, ovvero a far acquisire punti ferita e maggiore potenza distruttiva ai due animali. Al termine di ogni sezione, poi, è possibile scegliere tra l’acquisizione di un nuovo colpo speciale, l’ottenimento di Hypersnack bonus o la possibilità di ottenere in anticipo le mappe di altre parti dello stabilimento in cui sono rinchiuse le due creature. Già, perché il gioco si svolge tutto in questo enorme complesso industriale e le diverse fasi si intrecciano tra le varie aree, collegate da lunghi corridoi tramite i quali ci si può spostare a piacimento. La mappa tridimensionale, che dovrebbe aiutarci negli spostamenti, è, però, di difficile lettura e nei rari momenti in cui il gioco non spiega chiaramente dove proseguire ci si sente persi e l’esame della mappa viene velocemente abbandonato in favore di una ricerca frenetica ed un po’ preoccupata del passaggio attraverso il quale accedere alla zona successiva. L’inizio del gioco è piuttosto promettente ed è impossibile non sorridere di fronte alle scenette, ottimamente doppiate in italiano, che ci presentano gli improbabili esperimenti genetici della Genron, ma queste pian piano lasciano spazio ad una trama seriosa che un po’ si perde nella ripetitività delle azioni che si viene chiamati a compiere e all’anonimo susseguirsi di stanze di bottoni e grovigli di tubature senza fine.

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Scienziati, guardiani, un paio di animali e poco altro…

Il maggior difetto di Whiplash, sul versante della cosmesi, non gli deriva dal profilo tecnico, ma da quello puramente artistico. La grafica del titolo dei Crystal Dinamics è infatti fluida a 60 frame al secondo, quasi mai balbettanti, gli ambienti sono anche vasti e discretamente dettagliati, ma tendono ad assomigliarsi troppo. La varietà sarebbe dovuta affluire dal design degli avversari e degli animali da salvare o coi quali interagire, ma questo non accade mai. La maggior parte del tempo, infatti, la si passa ad affrontare scienziati, guardie in carne, qualche robot e donnola meccanizzata. Anche gli animali da salvare sono, sostanzialmente, criceti e scimmie, con poche eccezioni e, se questi fossero almeno ben modellati o ricchi di particolari, ci si potrebbe passare sopra, ma così non è e la piattezza delle situazioni che si presentano nell’arco del gioco finisce per ripercuotersi anche su tutto il resto dell’impianto che avrebbe potuto dare ben altre soddisfazioni. Anche sul versante audio, come già accennato, la stanchezza arriva fin troppo presto, nonostante l’ottimo doppiaggio in italiano, e la simpatia suscitata dalle frasi del coniglio si tramuta presto in un sottile odio. Le scenette animate che accompagnano le prime fasi di gioco si fanno sempre più rade come i sorrisi che sono in grado di suscitare e, quando il gioco diventa del tutto serio, resta solo un discreto platform con un design appena sufficiente.

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Commento

I Crystal Dynamics sono un team con tanta esperienza alle spalle ed è solo questa a salvare Whiplash dall’insufficienza. Il solo mestiere non riesce, però, a sottrarre questo platform da un anonimato che cala silenzioso sulle avventure della donnola e del coniglio troppo velocemente, limitando sorprese e reale divertimento alle prime sequenze di gioco. Una maggiore varietà delle ambientazioni e del design avrebbe potuto dar vita ad un titolo più che discreto, ma che così com’è si ferma nel grande mare dei giochi a metà.

Pro: Diverte e spassoso nelle prime fasi di gioco Gameplay collaudato Contro: Nessun guizzo, nessuna sorpresa Modellazione dei personaggi

La Genron è una multinazionale che ne fa di tutti i colori ai danni di poveri animali che tiene come cavie nei meandri dei propri stabilimenti: criceti usati come proiettili per improbabili macchine da tiro al bersaglio, scimmie in perenne corsa su tapis roulant e pettinate come punk per strane ricerche e che crea buffi animali da compagnia fondendone geneticamente coppie di razze diverse. L’ultima creazione è il connubio tra una donnola e un coniglio, solo che non tutto va come dovrebbe e due animali riescono a scappare, guidati da una misteriosa voce che esce dai computer della Genron e che ne sfida apertamente il malvagio proprietario e le decine di scienziati e guardie che animano il complesso industriale. Da lì in poi i due animali corrono freneticamente fino al cuore del complesso industriale alla ricerca del modo per farne cessare gli orrori con un alternarsi di gag sempre meno divertenti e una lunga serie di sequenze platform che non brillano certo per inventiva o capacità di coinvolgimento.

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