Wings of Honour: Red Baron - Recensione  0

Sarà sufficiente il fascino del Barone Rosso ad un titolo che nel precedente episodio è rimasto nell'anonimato più assoluto? Scopriamolo insieme in questa recensione!

Falso Storico?

Quello che avete letto è il background narrativo (che nel corso del gioco si manifesterà con brevissimi messaggi testuali prima delle missioni) di Wings of Honour: Red Baron, seguito di quel WoH uscito senza troppo clamore un paio di anni fa. Il gioco ci porta indietro nel tempo fino agli inizi dello scorso secolo e tenta di simulare le gesta del Barone Rosso e dei suoi avversari ma subito si rimane un pò perplessi dalla presenza di missili piuttosto possenti capaci di annientare letteralmente i campibase o i veivoli nemici. Chi sta scrivendo questa recensione non è un appassionato di mezzi militari ma la sensazione è trovarsi di fronte ad un "falso storico" piuttosto grossolano. Ma procediamo con ordine...

Falso Storico?

Dopo una presentazione piuttosto "striminzita", siamo di fronte al menù delle opzioni in cui avremo modo di scegliere se affrontare il gioco in singolo o in multiplayer (con la classica dicotomia del collegamento Internet o LAN). Per quanto riguarda l'esperienza in solitario, avremo quindi la possibilità di affrontare due campagne, una con i mezzi alleati, l'altra con il Barone Rosso ed i suoi fedeli "servitori" dell'aria. Una volta scelto da che parte stare, avremo ancora modo di scegliere tra 24 mezzi aerei, il nostro preferito. E finalmente si comincia a volare...

sarà l'eccessiva ridondanza di titoli simili a WoH degli ultimi tempi ma le sensazioni che ci ha lasciato la produzione di City Interactive non sono state certo delle migliori

Mediocrità, mediocrità, mediocrità

Sarà l'eccessiva ridondanza di titoli simili a WoH degli ultimi tempi (Battle of Europe, Blazing Angels fra gli altri...) ma le sensazioni che ci ha lasciato la produzione di City Interactive non sono state certo delle migliori. Al di là della scelta fra due modalità di gioco (arcade e simulazione) Wings of Honour non riesce a coinvolgere sufficientemente il pilota virtuale a causa di un level design assolutamente mediocre (e le due campagne si somigliano in modo quasi letterale), di combattimenti molto scialbi e di una sensazione di titolo eccessivamente "vetusto" (parliamo di una impostazione che potrebbe far rimembrare anche alcune produzioni a 8 bit...) sotto ogni profilo. Non c'è un lampo, una emozione particolare, ma neppure un realismo esasperato (già dovreste aver letto la questione dei missili...) o comunque una prospettiva simulativa che regali una particolare profondità all'esperienza interattiva in senso stretto. Purtroppo WoH è la tipica esperienza videoludica mediocre incapace di brillare in alcun aspetto o elemento.

Le cose non vanno certo meglio sotto il profilo audiovisivo. Al di là di una componente di background quasi pari allo zero, problemi strutturali giungono anche da un motore grafico che richiede requisiti hardware molto bassi (800 MHz per il processore, 256 MB di ram e 64 MB di memoria video) ma che su una macchina con caratteristiche pari a 4 e più volte di quelle appena elencate, presentava problemi di fluidità solo perchè ai settings di base si mettevano due linee di antialiasing e qualche effetto grafico in più. E dopo aver visto girare sullo stesso PC Prey, la sensazione è veramente disarmante visto che la qualità dei modelli presenti e delle texture avrebbe sfigurato anche tre o quattro anni fa. La presenza di due visuali (dal cockpit o in terza "persona") ed il tempo meteorologico dinamico non sono sufficienti ad evitare la bocciatura anche di questo aspetto del titolo che non raggiunge neppure in campo sonoro una qualità accettabile a causa di composizioni musicali molto reiterate e di effetti sonori mediocri.

la sensazione è veramente disarmante visto che la qualità dei modelli presenti e delle texture avrebbe sfigurato anche tre o quattro anni fa

Commento finale

Sarà che in questo 2006 sono già usciti altri titoli simili, ma si fa veramente fatica a capire il senso di una produzione come questo Wings of Honour: Red Baron. Il titolo di City Interactive non riesce ad offrire nulla di già visto e rivisto ed anche sotto vari profili strutturali (motore grafico, level design, veridicità storica) purtroppo fallisce miseramente. Se il primo WoH era stato per lo più ignorato, questo seguito non avrà vita migliore e non ci sentiamo di consigliarlo veramente a nessuno visto che sul mercato ci sono prodotti come Battle of Europe e Blazing Squadrons sicuramente più validi. Solo se siete fanatici della prima guerra mondiale ma al tempo stesso avete la compiacenza di accettare alcuni elementi che sanno di falso storico, potreste appassionarvi a queste mediocri Battaglie del Barone Rosso...

Pro

  • Il Barone Rosso ha sempre il suo fascino
  • Prezzo ridotto
Contro
  • Mediocre in ogni aspetto
  • Tecnicamente sarebbe stato insufficiente 3-4 anni fa
  • Sul mercato ci sono prodotti simili molto più convincenti

Maledetto Barone Rosso!

Siamo nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale e Manfred von Rochtofen (il dannato Barone Rosso come direbbe Snoopy in versione "asso dei cieli") con la sua squadriglia Jasta 11, imperversa nei cieli d'Europa devastando le unità avversarie. Gli alleati però non stanno a guardare e formano un "dream team" di piloti per tentare di riconquistare la supremazia area. Riusciranno "The Angels of Annihilation" a fermare la minaccia del Barone Rosso?