Winning Eleven 8World Soccer Winning Eleven 8 

Finalmente è arrivato! Dopo una lunga e snervante attesa, l'ultimo "pargolo" di mamma Konami ha visto la luce. Con le decine di novità e l'acquisizione delle licenze ufficiali della nostra Serie A, la serie di Winning Eleven è decisa a lasciare il vuoto alle sue spalle nel mercato delle simulazioni calcistiche, come e più di prima. Siamo vicini al capolavoro assoluto? Noi lo abbiamo giocato per voi.

La nuova Master League

Uno degli aspetti che in WE8 più di ogni altro ha subito delle sostanziali modifiche nella struttura stessa di gioco è senza ombra di dubbio la Master League. Essa è stata completamente riconcepita per offrire tutta una serie di novità atte a renderla più “appetibile”. Innanzitutto, prima di iniziare una stagione completa in questa competizione, si potrà finalmente scegliere se giocare con la squadra di Default (cioè quella composta dai soliti Njord, Cellini, etc), oppure con i suddetti più tre campioni gia’ in organico, o ancora direttamente con la vostra squadra del cuore al completo. Una volta selezionata la propria squadra del cuore fra le 40 disponibili ed entrati in questa modalità ci si accorge immediatamente delle notevoli differenze con le vecchie edizioni di Winning Eleven. Decine di menù (rigorosamente in Giapponese), ci introducono in un massacrante gioco nel gioco. Sono centinaia, infatti, le cose da fare per gestire al meglio la nostra società. E fondamentale sarà riservare una maggiore attenzione alla componente manageriale. Il mercato, che come nella realtà, per le varie Divisioni, è possibile solo in determinati periodi dell'anno, e non sempre, prevede scambi di prestiti, offerte economiche vantaggiose al club a cui si sta cercando di portar via un calciatore e per il giocatore stesso. Il tutto condito dalla possibilità che la vostra offerta non venga accettata dalla concorrenza, visto che anche qui l’evoluta Cpu vi darà del filo da torcere. Insomma, non sarà facile strappare Zidane al Real o Vieri all'Inter. I calciatori inoltre sono soggetti al cosiddetto fattore “crescita”, cioè al trascorrere effettivo del tempo nel corso dei tornei con conseguente invecchiamento dei medesimi. In questo caso è normale che essi cercheranno di strapparvi un ingaggio di tutto rispetto per cautelarsi. Peccato che una volta ritirati, i calciatori più anziani riappariranno fra i nuovi talenti a costi ridicoli ma con uguali o quasi parametri tecnici, il che non sembra molto realistico. Un'altra novità è costituita dall'introduzione della modalità My Best Eleven come complemento alla Master League, in cui sarà possibile memorizzare i migliori giocatori con cui si è lavorato, in modo da costituire un personalissimo Dream Team da salvare sulla Memory Card e utilizzare nelle sfide contro gli amici. Come se non bastasse, per rendere ancora più completa l’esperienza videoludica, Konami ha inserito altre chicche. Un "migliore in campo" verrà scelto dal sistema dopo ogni partita, mentre la WEFA, l’ipotetico organismo internazionale che controlla e organizza le varie competizioni di WE8 stilerà ogni fine anno la cosiddetta "WEFA Chart", dove verranno classificati i Team della ML in rapporto alle prestazioni della stagione appena conclusa.

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Palla al centro, si comincia

L’ultima fatica della Konami Computer Entertainment Tokyo, meglio conosciuti con l’acronimo di KTYO, pare intenzionata a raggiungere vette ancora più elevate di quanto fino ad ora conquistate. Siccome ogni cosa, anche se all’apparenza priva di difetti, è migliorabile, ecco che per rendere perfetta una serie che di perfetto aveva già in se praticamente tutto, si è pensato bene di colmare la sola lacuna rimasta: quella dell’autenticità delle competizioni e delle squadre presenti nel data base del gioco. Detto fatto, la software house nipponica ha compiuto l’ultimo sforzo e finalmente acquisito le licenze ufficiali per il campionato olandese, la Serie A nostrana e la Liga Spagnola, sul modello di Fifa della EA, il che tradotto in soldoni significano maglie e rosters ufficiali per tutti i club di questi tornei, anche se contrariamente a quanto era trapelato in un primo momento, le maglie ufficiali e i team presenti nelle varie competizioni sono aggiornate alla stagione appena conclusa. Tuttavia pare sia possibile sbloccare grazie al WE Shop alcune squadre segrete come le neo- promosse Palermo e Atalanta… Le competizioni presenti nel gioco questa volta sono tantissime, almeno il triplo rispetto a WE7I, il che lascia intendere la volontà da parte della sofcto nipponica di creare un titolo ancora più longevo e variegato rispetto al recente passato, come evidenziato anche dalla nuova Master League, alla quale abbiamo pensato bene di dedicare un apposito e più esaustivo paragrafo più avanti in questo articolo. Ma procediamo con ordine. La nuovissima schermata principale ricorda più la serie Fifa che quella del titolo che ci accingiamo a recensire, con una interfaccia semplice e rapida da utilizzare. In questa schermata sono disponibili per la selezione le varie modalità di gioco, rappresentate da semplici icone, che spaziano dalla canonica amichevole fra Nazionali o squadre di club (partita completa o rigori) alle modalità Coppa (ivi comprese anche la Champions League e la WEFA Cup VERIFICA), Lega, Master League e le tradizionali Allenamento, Opzioni e l’Editor. Fra le competizioni disponibili, quella che salta immediatamente agli occhi è la League. Qui, per la prima volta nella storia di WE sarà possibile cimentarsi oltre che nella tradizionale Lega personalizzata per Nazioni, anche nei nuovissimi campionati internazionali più importanti d’Europa. Dalla Serie A nostrana alla Liga Spagnola, passando per la Lega Olandese fino alla Premier League inglese, la Bundesliga e la D1 Francese. Il sogno di milioni di appassionati può considerarsi finalmente esaudito. E’ inoltre presente un torneo "farlocco" per tutti quei club, Besiktas, Dinamo Kiev, etc, i cui campionati ufficiali non sono presenti. La struttura dei vari tornei prevede ovviamente partite di andata e ritorno e rispecchia più o meno fedelmente gli originali. Da segnalare come i KTYO abbiano deciso di differenziare i vari menù che accompagnano l’utente durante tutto il campionato con i simboli delle rispettive Leghe (quello della nostra Lega Calcio o della Liga tanto per citarne un paio) ben in vista sullo schermo e dei colori di base degli sfondi che variano da campionato a campionato.

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Gameplay da urlo

Ma al di là di tutto, come sempre, quello che fa la differenza fra la serie WE e la concorrenza non è tanto l’orpello, il contorno in se dell’evento calcistico, ma la giocabilità. E qui, tanto per cambiare, non ce n’è per nessuno. Una volta scesi in campo si nota immediatamente la cura maniacale con cui, per l’ennesima volta, i ragazzi KTYO hanno confezionato questo prodotto. Le squadre fanno il loro ingresso in campo guidati dalla terna arbitrale mentre sullo schermo appaiono in grafica le formazioni e le statistiche pre-gara, comprese le informazioni sul tempo (grado di umidità nell’aria, forza del vento, etc), tutti elementi riconducibili ad una vera partita trasmessa in tv. Perfino il nostro buon Jon Kabira appare più professionale del solito nei suoi commenti, e la sua voce risulta un tantino ovattata, quasi fosse davvero collegato da qualche stadio per commentare il match. Mentre in sottofondo partono dei cori dalla curva (molti club hanno i cori personalizzati come in WE6, anche se di qualità molto inferiori rispetto a quel titolo) le squadre si schierano a centrocampo, e col solito tasto R2 possiamo ammirare il comportamento dei tifosi sugli spalti e soprattutto scorgere gli innumerevoli striscioni che i medesimi hanno esposto tutt’attorno alle gradinate. Per la prima volta, così come da tempo avviene in FIFA, anche in WE sono presenti gli striscioni personalizzati per ogni team. In pratica se giocate contro il Milan a S.Siro, lo stadio sarà per tre quarti rossonero, com’è logico che sia, mentre se affrontate l’Inter, gli striscioni cambieranno e saranno nerazzurri con tanto di scritte e foto degli idoli “locali”. Qui non possiamo non apprezzare il lavoro effettuato dai grafici Konami: pur mantenendo lo stesso engine del precedente capitolo della serie, WE8 può vantare un dettaglio estetico senza precedenti, con degli autentici tocchi di classe che faranno la gioia dei fan più esigenti, quali i calzettoni abbassati sotto al polpaccio come ama indossarli Camoranesi, i guanti per il freddo di Zidane, i “cerotti” copri orecchini di C. Ronaldo e le maglie che, splendidamente realizzate e molto realistiche, tenderanno perfino a sporcarsi giocando sui campi resi pesanti dalla pioggia. Una volta iniziata la gara, possiamo immediatamente riscontrare i primi cambiamenti apportati alla giocabilità vera e propria. Il gameplay si articola in maniera più lenta, ragionata che in WE7I. Il comportamento stesso delle squadre controllate dalla Cpu appare più logico, meno frenetico del solito. Raramente vedrete il vostro avversario rubarvi palla a metà campo e correre come un forsennato verso la porta, a meno che la situazione che si è venuta a sviluppare, come un contropiede, non lo consenta. Tutto ciò ha un impatto positivo sul gioco, visto che adesso ci troveremo di fronte avversari più intelligenti e meno prevedibili. Pensate ad uno Zidane che caracolla a centrocampo e che poi improvvisamente apre dalla parte opposta con un lancio di 30 metri per Beckam che si stà inserendo sulla fascia e avrete una pur minima idea di quanto stiamo dicendo. Proprio perché le squadre in campo si muovono con dei sincronismi pressoché perfetti e razionali, gli inserimenti in fase offensiva dei giocatori sono devastanti per chi subisce l’attacco. Uno degli aspetti che rendono molto realistica l’esperienza di un videogamer in Winning Eleven 8 consiste proprio nel comportamento tenuto dai giocatori avversari gestiti dalla Cpu, la cui IA ha subito, come avrete intuito, un forte incremento verso l’altro, in fase di attacco. Un ala alla Figo o un terzino di spinta alla Cafù, tanto per fare un ulteriore esempio concreto, tendono ad effettuare degli inserimenti e delle diagonali molto costruttivi. Il sistema di controllo di base è rimasto pressoché invariato, in linea di massima, ma presenta comunque tantissime novità interessanti, prima fra tutte quella di poter effettuare delle finte personalizzate, come ad esempio il cosiddetto “elastico” di Ronaldinho, le cui funzioni vanno ben al di là del mero aspetto estetico. I dribbling, infatti, risultano più accurati e rapidi da eseguire, il che li rende molto più utili ed efficaci che in WE7I. Con un po’ di pratica, è possibile saltare letteralmente un avversario che si è cimentato in un tackle in scivolata, lasciandolo basito per terra mentre ci si accinge a correre verso la porta. Il difensore, infatti, contrariamente a quanto avveniva in passato, dopo l’errato intervento non si alzerà da tergo rapido come i vento, ma impiegherà dei secondi preziosi a rimettersi in piedi. Un lasso di tempo fatale per lui e i suoi compagni. Tuttavia quanto appena descritto non deve trarvi in inganno. Grazie al più elaborato sistema di gestione degli impatti fisici, saltare l'uomo in WE8 è ancora più difficile che nel recente passato, anche perchè l'avversario tende sempre a starvi addosso ed a pararvisi davanti, oppure a mettere il braccino ad ostacolo fra voi e la palla, a costo di commettere fallo trattenendovi pur di non farvi avanzare troppo, e questo comporterà la ricerca da parte nostra di strategie più ragionate nell'elaborare azioni offensive efficaci, tali da riuscire a scardinare le attente difese avverse.

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Anche in questo ottavo episodio della saga i ragazzi dei KTYO hanno voluto poi strafare implementando tutta una serie di nuovissime animazioni e movimenti, che come per le finte sono presenti in versioni personalizzate per i campioni più celebrati, ed un innovativo sistema di passaggi e cross totalmente ricalibrato, che consente all’utente un controllo ancora maggiore sui propri beniamini virtuali. Pensate che esistono ben cinque tipi diversi di cross e che è molto più facile sbagliare un passaggio rasoterra proprio in virtù di queste innovazioni. Se in WE8 sbaglierete un taglio in profondità, insomma, non sarà più per colpa di un sistema di controllo impreciso. Con le decine di nuove animazioni aggiunte, poi, è possibile realizzare tutta una serie di giocate inedite (vari tipi di cross, di conclusioni da dentro e fuori area) e più soddisfacenti. Ed è proprio questa la cosa che più ci ha colpito giocando a WE8: l'assoluta sensazione di controllo reale ed effettivo dei giocatori. Pigiando i vari tasti si ha la sensazione reale di far compiere al proprio giocatore ciò che si vuole. Va segnalata, infine, l’introduzione di altri due aspetti importantissimi di gioco: le punizioni a due e la terna arbitrale visibile sul campo. I calci piazzati offrono all’utente un controllo totale su quanto sta avvenendo in quel momento sul terreno di gioco, come mai si era visto fino ad ora in nessun altro videogioco. Quando ci si accinge a battere un calcio piazzato, basta premere il tasto Select per cambiare il modo di tirare la punizione e venire affiancati da un compagno. Una volta fatto questo si può procedere alla conclusione. Penserà il nostro compare a compiere una finta sul pallone poco prima del nostro movimento sulla sfera o a passarci la palla nel caso di una punizione in seconda. Se poi si vuole provare a sorprendere il nostro avversario, premendo il tasto L1 l’uomo vicino alla palla calcerà improvvisamente lui stesso in porta anzichè effettuare la finta. Come anticipatovi inoltre in sede di preview, in WE8 è finalmente presente l’arbitro in campo. Egli non ha solo una funzione prettamente estetica, ma un ruolo determinante per l’evolversi della gara, tant’è che è presente pure un’opzione per settare il livello di severità delle giacchette nere e una IA personalizzata per diversificare il comportamento dei vari direttori di gara (occhio a non beccare il Moreno di turno). L’aggiunta di intermezzi animati durante la partita, infine, come le risse in campo dopo un episodio dubbio, la disperazione di un attaccante che ha fallito un goal o il gesto dell’arbitro che richiama all’ordine un difensore troppo aggressivo non fanno altro che aggiungere ulteriore realismo e senso di partecipazione.

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Conclusioni

Lo abbiamo sognato per anni, le licenze ufficiali, un'impostazione più televisiva unita alla giocabilità e al realismo di Winning Eleven. Oggi il sogno è diventato realtà con WE8. La Konami è riuscita nella difficile impresa di superare se stessa confezionando un prodotto ancora più bello. Con l’acquisizione delle licenze si è compiuto il definitivo salto di qualità, anche sei i ragazzi di Tokyo non hanno voluto fermarsi li. Pur potendo cullarsi su un gameplay oramai pressoché perfetto ed inimitabile, hanno voluto cambiare, perfezionare, rivoluzionare il loro capolavoro, ed ancora una volta hanno reso più realistico il gameplay. Come ci riescano ogni volta resta un mistero visto che la EA, ad esempio, da anni prova ad avvicinarsi allo stile della serie senza mai riuscirci nemmeno lontanamente. Fatto stà che ancora una volta i KTYO ce l’hanno fatta ed hanno realizzato quello che senza volere esagerare può essere definito come il gioco di calcio più bello di tutti i tempi. Questa volta il salto di qualità fra una versione e l’altra appare troppo evidente, netta, per non farci attribuire a WE8 quasi il massimo dei voti. Pro: Giocabilità migliorata, più lenta e ragionata. Licenze ufficiali per la nostra Serie A e la Liga. Grande longevità grazie alla miriade di tornei e campionati. E' Winning Eleven... Contro: Tutto in lingua Giapponese. Qualche rallentamento nelle situazioni più affollate di gioco. Provoca dipendenza.

Seconda opinione

di Antonio "Tanzen" Fucito

C'è poco da dire, ogni nuovo episodio di Winning Eleven è un evento mediatico che catalizza l'attenzione di tutti gli appassionati di calcio e non. L'ottavo capitolo della serie trasuda gameplay da ogni lato, propone dinamiche di gioco cretibili e realistiche, situazioni di gioco molteplici ed uno stampo più simulativo rispetto al predecessore. D'altro canto il motore che spinge Kabira & Co. è stato spremuto fino all'osso, e questo si manifesta in qualche rallentamento nelle situazioni di gioco più affollate, ma in un comparto scenico di sicuro impatto. Un titolo imperdibile ed estremamente curato, una gioia per tutti i (video)giocatori di calcio.

Fin dagli albori delle sue prime apparizioni sulla vecchia Playstation, la serie Winning Eleven è sembrata agli occhi dei più come l’unica in grado di incarnare fedelmente lo spirito del calcio vero. Mai nessun altra saga sportiva o videogioco in generale al mondo erano riusciti a fare di meglio prima. Caratterizzata da una giocabilità ogni anno sempre più sofisticata e iper-realistica, la serie calcistica più amata dagli appassionati di videogiochi di tutto il globo, dopo una lunga attesa, si ripresenta sugli scaffali dei negozi Giapponesi, nonché su quelli occidentali tramite l’import, nella sua ottava incarnazione e con una nuovissima veste destinata a sconvolgere ancora una volta, in positivo, il mercato delle simulazioni pallonare.

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