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Multiplayer.it vi propone una esauriente recensione multipiattaforma del primo sparatutto in soggettiva in Cel Shading: XIII. Siete pronti a scoprire il vostro passato?

XIII è multigiocatore

Le tre versioni presentano caratteristiche diverse per la sezione multiplayer. Ps2 e Xbox consentono di accedere on-line alle varie modalità attraverso i rispettivi servizi. Xbox consente inoltre di collegare due console attraverso cavo link. Per quel che riguarda lo schermo condiviso Ps2 lo consente per soli due giocatri contro i quattro di GC e Xbox. Oltre alle modalità DeathMatch e Capture The Flag simili per tutte le versioni, Ps2 offre la modalità Bonus – ci sono dei bonus che rimpiccioliscono o rendono invulnerabili- Xbox la modalità Agguato – bisogna far saltare in aria determinati punti delle arene mentre il nostro compagno ci copre- e GC la modalità Caccia – l’obbiettivo è colpire una rappresentazione comica della morte che corre cantando per il livello e che più gli spari più si rimpicciolisce-. Da notare come tutte le modalità siano abbastanza noiose rendendo l'esperienza multigiocatore appena sufficiente.

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XIII è un fumetto noir

Questo è l'inizio della bella e complessa storia che scoprirete attraverso i vari Flash Back in bianco e nero che appariranno in determinati luoghi e situazioni. Ed è anche l’inizio di un gioco che mischia due concetti apparentemente inconciliabili tra loro come il brutale genere degli sparatutto in soggettiva ed i tratti morbidi e delicati della tecnica del Cel Shading. Il risultato è appunto l’utilizzo della tecnica espressiva del fumetto, animato e diviso in tavole, durante le cut scene necessarie alla narrazione della storia. Mentre si gioca invece le caratteristiche peculiari di questa scelta stilistica si fanno decisamente più sentire, o meglio vedere! I vostri nemici sembreranno usciti da un bellissimo cartone animo, il livello di dettaglio dei modelli è molto elevato per lo stile usato, le animazioni sono varie ed accurate e la caratterizzazione è eccellente così come la varietà. I personaggi si esprimeranno attraverso i classici Baloon, tradotti e doppiati in maniera ottima anche in italiano, e attraverso i vari simboli indicanti stupore (!), curiosità (?!) o i classici urli (AAAAAH! o NOOOOO!). A livello di gameplay questo comporta il visualizzare il Tap Tap emesso dai passi in modo da poter individuare un nemico anche senza vederlo, oppure di poter assistere in un’apposita tavola a quello che sta succedendo in un'altra locazione come, ad esempio, un nemico che si sta appostando dietro ad un angolo.

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XIII è multipiattaforma

La grafica delle tre versioni si assomiglia parecchio. In netto vantaggio la versione Xbox che riesce a garantire una fluidità ed una pulizia di immagine superiore alle controparti. Ps2 e GC infatti non godono di un effetto di Antialaising fatto che unito all’uso massiccio di linee nere del Cell Shading porta a risultati imbarazzanti. Su GC qualche incertezza nell’aggiornamento a video, scalette ed effetti indesiderati minano pesantemente moltissime locazioni soprattutto in interno. Da notare come nei livelli esterni il fenomeno non pesa rendendo assolutamente identiche le versioni Xbox e GC. Su Ps2 le Texture hanno una risoluzione inferiore il che sembra conferire un aspetto più cartoon e forse più piacevole, peccato per la mancanza delle tavole animate in game sostituite da semplici tavole statiche. Il sistema di controllo risulta essere più immediato su GC grazie ad una disposizione dei tasti più logica mentre su Ps2 si lamenta una maggiore imprecisione del Dual Shock e l’implementazione di un effetto di automira pessimo seppur disattivabile.

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XIII è uno sparatutto in soggettiva

Quelli sopra riportati sono gli unici modi in cui il gioco sfrutta il fumetto per influenzare il lato giocoso. Altro purtroppo non fa, limitandosi ad avere un impatto visivo inusuale, ma lasciando inesplorate le tante strade che la tecnica del fumetto avrebbe potuto aprire. Già, perché lo stesso gioco avrebbe potuto essere rappresentato tranquillamente con un altro stile di grafica, magari fotorealistica. Infatti Tredici risulta essere uno sparatutto molto rigoroso e realistico. E che sparatutto! Saccheggiando a piene mani dai grandi del passato -ci sono le mitragliatrici alla Medal Of Honor o alla Castel of Wolfenstein, le missioni di infiltrazione alla GoldenEye, la balestra di Perfect Dark, la funivia di Perfect Dark, la base di montagna di Perfect Dark, c’è il raggio gancio di Metroid Prime diventato rampino, qualche breve sezione di salto alla Turok ecc.- in Ubisoft hanno svolto molto bene il loro tema ottimizzando e aggiornando idee già usate ma comunque attuali. Il tutto si svolge in maniera più lineare che esplorativa. Forse non sarà originalissimo, ma è solido, divertente ed impegnativo. Fin troppo impegnativo... A tratti si raggiunge la frustrazione data la difficoltà e la palese superiorità di velocità, precisione e percezione che i nemici possono vantare in alcuni punti. Se noi ci metteremo circa tre secondi per ricare un arma, loro ci metteranno appena un battito di ciglia per farci fuori, per dare un allarme o per individuarci e scagliarci un missile addosso.

XIII è un bel gioco...

...Ma con alcuni difetti. Per esempio i check point sono troppe volte mal posizionati -subito prima di una lunga cut scene o un lungo corridoio- costringendo a rifare porzioni inutili o interi boss come ad esempio il dottore del manicomio. I nemici hanno un’intelligenza artificiale altalenante: vedono i cadaveri rimasti sul terreno (!) e danno l’allarme, ma anche se sentono un mitra continuano a canticchiare indisturbati l’ultimo successo radiofonico. Se a volte risultano decisamente stupidi e faticano a rintracciarci anche se ci si trova palesemente scoperti, a volte, come già segnalato, hanno comportamenti e reazioni da superuomini. Graficamente parlando gli ambienti esterni sono bellissimi ed evocativi, mentre gli interni risultano il più delle volte troppo spogli e poco dettagliati perfino per il Cel Shading Grave mancanza nel sistema di controllo che non permette di utilizzare le levette analogiche a piacimento costringendo alcuni (compreso chi scrive) a riadattarsi alla meno peggio al sistema del gioco buttando alle ortiche anni di allenamento con FPS. Ci si può comunque consolare con un ottimo comparto sonoro caratterizzato da musiche sempre azzeccate e d’atmosfera ed un doppiaggio ottimo e ben caratterizzato.

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Commento

XIII è indubbiamente un gioco che sa divertire ed intrattenere. Resta però l'amaro in bocca per un limitato accenno alle potenzialità dell'utilizzo del Cel Shading. Non si discosta troppo da tutte le altre produzioni simili presenti sul mercato da cui tra l'altro attinge idee e situazioni a piene mani. Quello che si deve dire è che comunque il livello qualitativo risulta essere molto elevato sotto particamente tutti i punti vista. L'atmosfera che permea il gioco è ottima e il quid del fumetto si fa sentire. XIII assomiglia ad uno studente che ha imparato la lezione in maniera eccellente, ma a memoria, non mettendoci troppo di suo e non interpretando in maniera personale l'argomento.

Pro: Immagine innovativa e cool Realizzazione tecnica su buoni livelli Molto divertente e impegnativo Contro: A tratti frustrante Sfrutta poco le caratteristiche del fumetto e del Cel Shading Poche idee originali

In molti reputano di avere un numero ricorrente che li accompagna dalla nascita. E voi, il vostro lo ricordate? Quel che è certo è che non vi ricordate per quale motivo il numero tredici (XIII) possa essere stato così importante da esservi stato tatuato sul petto. E poi, cosa ci facevate su quella barca? Come mai vi siete svegliati sgranocchiando la sabbia su una splendida spiaggia in compagnia di una preoccupata e bellissima BayWatcher? Certo, magari se riuscirete a raggiungere la banca segnata su questa chiave che avete in tasca avrete risposte, ma, riuscirete a non fare la fine di quella povera guarda spiagge che giace crivellata di colpi nel suo gabbiotto?

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