Non combatteremo mai da soli!  1

Il sorprendente strategico di Atlus passa da Game Boy Advance a PSP in un'edizione riveduta e corretta, per tutti gli amanti dei JRPG tattici.

Yggdra Union ha fatto capolino sugli scaffali giapponesi e americani dedicati al Game Boy Advance nel 2006: un JRPG strategico targato Atlus, software house da sempre coraggiosa nel proporre titoli atipici, esteticamente molto simile all'apprezzato e bizzarro Riviera, che l'aveva preceduto.

Nonostante la concorrenza e il declino del portatile Nintendo, Yggdra Union conquistò numerosi estimatori, pur rimanendo nella nicchia dei giochi semi-sconosciuti, esattamente come Riviera. E proprio come Riviera, anche Yggdra Union vede finalmente la luce sotto forma di porting o remake per PSP: ritrattata l'estrema difficoltà, migliorato il comparto audiovisivo, aggiunta una tonnellata di dialoghi in due lingue - giapponese e inglese. Adesso il più elaborato strategico Atlus ha tutte le carte in regola per restare impresso nella memoria dei giocatori.

We'll never fight alone!

"Non combatteremo mai da soli" è una frase che leggerete davvero spesso in Yggdra Union, talvolta in modo ridondante. Eppure questo slogan è il cuore del gioco, sia dal punto di vista narrativo che ludico. Yggdra Yuril Artwaltz è la principessa del regno di Fantasinia, che sfortunatamente un bel giorno viene invaso dall'Impero di Bronqia, comandato dal perfido Gulcasa. Con la propria famiglia trucidata e il castello sotto assedio, Yggdra riesce a fuggire portando con sè la spada sacra Grand Centurio: l'incontro con Melanor, capo di un banda di ladri in contrasto con l'Impero di Bronqia, sarà l'inizio della vendetta di Yggdra.

I nostri protagonisti infatti cominceranno un viaggio alla ricerca di alleati per affrontare le forze di Gulcasa e riconquistare il trono, ma presto si renderanno conto di essere coinvolti in qualcosa di più di un conflitto militare tra esseri umani... La trama di Yggdra Union è introdotta da una lunga e spettacolare sequenza animata e si dipana attraverso una quarantina di missioni, introdotte e concluse da numerosi dialoghi scritti e ottimamente recitati, e riesce a mantenere sempre viva l'attenzione del giocatore proponendo svariati e inattesi colpi di scena. I personaggi sono estremamente caratterizzati e per nulla banali, grazie anche allo stile grafico adottato: gli artwork che li ritraggono sono fumettosi in uno stile squisitamente nipponico e grazioso, quasi bambineschi, generando un contrasto sorprendente con le tematiche mature e drammatiche della vicenda. Lo stile degli artwork si riflette anche negli sprite che si danno battaglia sullo schermo della PSP nei momenti di conflitto: super-deformed come da tradizione giapponese, ma colorati e ottimamente animati, su sfondi ben particolareggiati. Dispiace la scelta di non dedicare a tutti i personaggi principali uno sprite dedicato, visto che i pixel di alcuni avversari e alleati sono i medesimi dei soldati più semplici, e anonimi, che formano l'esercito di Yggdra. Rispetto alla versione per Game Boy Advance sono stati fatti comunque passi da gigante, grazie anche all'ampio schermo della PSP, e perfino gli effetti visivi delle "magie" sono stati rielaborati da zero, mostrandosi ora in forma di effetti luce e poligonali particolarmente puliti e rifiniti.

L'Union fa la forza

Tornando al concetto di non combattere da soli, è importante impadronirsene o le missioni si riveleranno impossibili da terminare. La meccanica alla base di Yggdra Union è più facile a giocarsi che a spiegarsi, ma indubbiamente richiede un po' di pratica per essere padroneggiata a dovere. In breve, il giocatore seleziona prima di una missione i personaggi che vorrà inviare in battaglia, ognuno equipaggiato con un oggetto e una quantità di Morale, che ne rappresenta essenzialmente i punti-vita. La seconda selezione da fare riguarda un mazzo di carte: ogni carta corrisponde a una abilità speciale o magia che può essere usata in combattimento, a un valore di attacco e una quantità precisa di passi che le unità, in generale, possono fare durante il turno in cui si gioca la carta. Attenzione però, Yggdra Union non è affatto un card-game, e quello delle carte è una scelta piuttosto atipica per caratterizzare il gioco.

Essenzialmente, il giocatore durante il suo turno sceglie una carta e muove le sue unità sulla classica mappa a griglia, dove sono stazionati anche i nemici. Posizionando uno dei nostri personaggi vicino a un avversario è possibile dare inizio allo scontro, ma come in ogni strategico che si rispetti c'è una moltitudine di fattori che bisogna tenere in conto prima di ingaggiare battaglia. Le armi, per cominciare: le spade hanno un vantaggio sulle asce, le asce sulle lance, le lance sulle spade, e in questa gerarchia si incastrano come varianti staffe magiche, balestre e falci. Poi, la magia o abilità legata alla carta da noi scelta per il turno può essere attivata, nella maggior parte dei casi, se l'arma dell'unità che sta attaccando corrisponde a quella raffigurata sulla carta. E' infatti possibile attaccare una sola volta per turno, per questo entrano in gioco le Union, vero cuore del gameplay di Yggdra Union.

Strategia e Tattica

Il concetto è molto semplice. Posizionando in un certo modo le unità attorno a quella che vuole attaccare (lo schema dipende infatti dal suo sesso) è possibile concatenare gli assalti in un certo ordine: ovviamente è una strategia che viene operata anche dal nemico, quindi diventa assolutamente necessario sfruttare le Union per combattere alla pari, visto che una Union può assaltare anche una singola unità e portarla allo stremo delle forze. Infatti, ogni volta che si perde uno scontro la Morale dell'unità sconfitta diminuirà, con conseguente rimozione dell'unità dalla missione (o Game Over in caso di morte di Yggdra o Melanor). Una vittoria sul nemico, invece, farà guadagnare punti esperienza al sopravvissuto e punti di attacco alla carta che era stata selezionata per il turno: in pratica, le carte aumentano di potenza con i personaggi.

La tattica è quindi importantissima, sopratutto contro i boss e la loro vagonata di punti Morale: in questi casi il giocatore farebbe meglio ad attaccare il nemico con una Union al gran completo, dando inizio alle coreografiche sequenze in cui gli sprite si combattono a sinistra e destra dello schermo. Sulla parte superiore, invece, è posizionata una barra che può essere riempita tenendo premuto il tasto direzionale destro (aumentando anche la potenza degli attacchi a scapito della difesa) o svuotata tenendo pigiato il tasto sinistro (viceversa, aumentando la difesa e diminuendo l'offesa). Se la barra viene completamente riempita, e i criteri della carta scelta sono soddisfatti, è possibile innescare la magia o abilità della carta stessa: da spettacolari incantesimi che bruciano, danneggiano o congelano il nemico (nonchè le superfici acquatiche sulla mappa, rendendole attraversabili) a tattici depotenziamenti che rallentano, paralizzano e altro ancora. Inutile dire che anche l'avversario può utilizzare le sue carte: il giocatore farà bene quindi a sfruttare questa interattività degli scontri al momento opportuno, sfruttandola subito o aspettando il turno successivo dell'eventuale Union. A differenza di giochi molto simili come Fire Emblem o Advance Wars, quindi, le battaglie di Yggdra Union sono leggermente interattive, oltre a essere visivamente gradevolissime, e nel caso si stiano affrontando duelli semplici e ripetitivi, è perfino possibile premere il tasto dorsale R per velocizzare l'azione.

Multiplayer.it

8.0

Lettori (3)

8.6

Il tuo voto

Questo porting di Yggdra Union, che poi è praticamente un remake, rende giustizia a un titolo poco conosciuto ma di indubbio valore. Migliorato in ogni aspetto, con una difficoltà maggiormente calibrata e un comparto tecnico di buona fattura, lo strategico Atlus ha il merito di proporre meccaniche un po' astruse ma indubbiamente originali e davvero appaganti, anche se inizialmente ostiche da padroneggiare completamente. Il tutto è intrecciato a una trama appassionante e dal doppio finale. Non mancano i difetti, tuttavia, in primo luogo l'eccessiva complessità di alcuni passaggi e la lunghezza di determinate missioni, dove un errore può costringere il giocatore a ricominciare da capo. Ma la soddisfazione di annichilire il nemico con una strategia maggiormente elaborata è impareggiabile. Consigliato senza riserve agli amanti del genere.

PRO

  • Trama e personaggi ben ideati
  • Meccaniche originali e accattivanti
  • Ottimo remake dell'edizione GBA

CONTRO

  • Longevo, ma a volte davvero difficile
  • Poca varietà di personaggi
  • Navigazione dei menù poco intuitiva