Uno dei migliori platform che siano mai stati creati compie un balzo lungo sei anni passando da SuperNES a Game Boy Advance. Nonostante il peso dell'età, riuscirà Yoshi's Island ad entusiasmarci come in passato?

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Yoshiii!

Prima stravaganza: il protagonista di Yoshi's Island questa volta non è Mario, ma proprio Yoshi, il fedele dinosauro che ha accompagnato Mario nelle sue avventure da quel Super Mario World uscito insieme allo SNES (main character successivamente anche di Yoshi's Safari per SNES). E Mario? Beh, andiamo con ordine: Yoshi's Island è ambientato decisamente prima di qualsiasi altro gioco dedicato ai fratelli Mario, visto che proprio nella graziosa introduzione li vediamo teneri e in fasce, trasportati dalla classica cicogna verso la loro dimora. Tuttavia, il perfido Koopa decide di rapire i due neonati (prevedendo le disgrazie che porteranno al suo popolo di mancati conquistatori) e boicotta il viaggio della cicogna. Il risultato? Luigi finisce nelle grinfie di Koopa, mentre Mario precipita su un'isola sperduta: l'isola, appunto, degli Yoshi. I coraggiosi sauri si offriranno così di partire alla ricerca di Luigi, nel tentativo di riunire i due fratelli e fermare i piani del diabolico Koopa. Il viaggio comincia...

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Run Yoshi, run!

Seconda stravaganza: Yoshi's Island è una sorta di staffetta. L'avventura è divisa in sette mondi, ciascuno diviso a sua volta in sette livelli di azione puramente platformica. Di volta in volta, controlleremo uno Yoshi diverso (sarà esclusivamente il colore a cambiare) che una volta terminato un livello passerà a un altro Yoshi il piccolo Mario. Portare a termine ogni schema non sarà affatto facile, proprio per la presenza del neonato: infatti, ogni volta che Yoshi entrerà in contatto con un elemento ostile dell'ambiente, perderà la presa su Mario, che andrà svolazzando per lo schermo per alcuni secondi; se Yoshi non recupera Mario (anche semplicemente toccandolo) entro lo scadere del tempo, si dovrà ricominciare il livello in corso (dall'inizio o da un comodo checkpoint). Per fortuna, comunque, Yoshi dispone di un arsenale di abilità che gli permettono di affrontare ogni situazione (o quasi): oltre a una prodigiosa capacità salterina, Yoshi potrà mangiare i nemici per usarli come proiettili istantanei o trasformarli in uova, da trascinare con se per sfruttarle al momento opportuno, tramite l'attivazione di un semplice mirino mobile. Come se non bastasse, il dinosauro può contare anche su una serie di strambi power-up: tramite essi, sarà possibile diventare temporaneamente talpe, elicotteri, sottomarini e chi più ne ha più ne metta. Capire come sfruttare le molteplici capacità combattive di Yoshi è fondamentale: non solo i livelli sono strutturati in modo vario e intelligente, ma talvolta sarà necessario risolvere semplicissimi puzzle, sia per superare determinati passaggi, sia per sconfiggere i boss che ci ostacoleranno due volte per mondo (ad esempio, sfruttando il rimbalzo delle uova attraverso determinate angolazioni di lancio). Insomma, la varietà non manca, e come se non bastasse ogni livello cela sapientemente una serie di item che andranno collezionati per ottenere una sorta di punteggio: una volta ottenuto il "perfect score" in ogni schema, si sbloccheranno una serie di mini-game e livelli bonus, perfino inediti. E tutto questo, è coadiuvato da una semplicità e immediatezza dei controlli senza paragoni. Insomma, la perfezione ludica dei platform.

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All'asilo con Yoshi

Terza stravaganza: il comparto visivo. Yoshi's Island passò alla storia videoludica anni fa proprio per l'innovativo, originale e sensazionale stile grafico adottato dagli artisti Nintendo: ogni ambientazione, infatti, è realizzata tramite colori a pastello e netti, spessi e sgarbati colpi di pennello nero che delimitano i contorni delle figure. Esattamente come i disegni di un bambino d'asilo. E' proprio questa l'atmosfera che alla Nintendo si volle ricreare, quella di un mondo infantile, assolutamente pacioccoso, originale quanto splendidamente intrigante. Per quanto si possa negare e detestare il childish-style tipicamente Nintendiano, è impossibile obbiettivamente trovare qualcosa di più ispirato dell'estetica di Yoshi's Island. Sul Gameboy Advance, oltretutto, godiamo di un eccellente potenziamento visivo: non solo i cromatismi sono più nitidi, ma ogni background è stato ridisegnato e posizionato in parallasse sfruttando le capacità 32bit del handheld, con risultati semplicemente spettacolari. Come se non bastasse, Yoshi's Island fu sul SNES uno dei giochi che sfruttava il più possibile il mode-7, e sul GBA tale feature è stata ulteriormente implementata, tanto che qualsiasi imperfezione visiva derivasse da rotazioni e distorsioni, adesso è praticamente impercettibile. L'altissima qualità visiva generale è inoltre valorizzata ulteriormente da sprite enormi, coloratissimi e animati in modo divino, in particolare Yoshi (ovviamente) e i vari boss, il più delle volte di dimensioni quasi grottesche. Ad appoggiare il già ottimo aspetto estetico, ci pensano una serie di temi musicali e jingle appropriati e mai fastidiosi, splendidi il più delle volte: parliamo di quelle musichette che penetrano nel cervello e che ci si trova improvvisamente a canticchiare nei momenti di svago più disparati. Ovviamente, il sonoro guadagna punti se supportato da un paio di comode cuffie... Ma sarebbe davvero come trovare il pelo nell'uovo.

Commento

Yoshi's Island è inequivocabilmente un acquisto obbligato per ogni possessore di Gameboy Advance. Nonostante questa politica di riproporre vecchi giochi del passato su console di nuova generazione stia cominciando a diventare ossessiva e fastidiosa, non si può negare il fatto rigiocare ancora oggi Yoshi's Island, un prodotto vecchio di sei anni, sia come prendere i controlli di un platform-game Nintendo per la prima volta. Stupore, meraviglia e puro divertimento. Pochi i lati negativi di questo porting. Forse la difficoltà fin troppo estrema di certi passaggi, o forse la facilità inquietante di altri. Forse lo spreco dei mini-game: Yoshi's Island propone dei bonus-stage divertentissimi, teoricamente ottimi per frenetiche partite multiplayer... ma la Nintendo ha ben pensato di inserire per la terza volta nel package di Super Mario Advance l'antidiluviano e originale Mario Bros., sacrificando appunto idee migliori e decisamente più adatte alle partite in multi. Poco male, comunque: ci troviamo tra le mani un prodotto perfetto sotto ogni punto di vista, consigliato senza riserve a tutti coloro che si sono persi questo gioiello anni fa, e a tutti coloro che hanno voglia di rigiocarselo e non possono recuperare la vecchia cartuccia per SNES. Chi invece non ha di questi problemi... dovrebbe puntare su qualcos'altro, magari proprio sul prossimo gioco di Kirby.

Pro: Grafica eccezionale Gameplay vario e divertente, strutturato alla perfezione Estremamente longevo, ricco di bonus ed extra Contro: E' comunque un gioco di sei anni fa... A volte troppo difficile, a volte troppo facile

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Ed eccoci qua, per la terza volta, ad assaporare le delizie Nintendo perdute negli anni, ma mai realmente dimenticate. Super Mario Advance 3 è un altro (l'ennesimo...) porting per GBA: dopo averci proposto Super Mario Bros. 2 (NES) e Super Mario World (SNES), tocca questa volta a Yoshi's Island, una perla di programmazione lanciata per SNES quasi sei anni fa e passata alla storia, stra-imitata e sempre elogiata per tutta una serie di peculiarità caratteristiche che ora andremo a illustrarvi...

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