Yoshi's Universal GravitationYoshi's Universal Gravitation 

“Vedi il muro davanti a te? Inclina la console verso destra…”. Così viene consigliato nei primi momenti di gioco di Yoshi's Universal Gravitation, non vi resta che provare!

Yoshi's Universal Gravitation Yoshi's Universal Gravitation

Guarda come dondolo

L’idea alla base del titolo, come d’abitudine Nintendo, è sempre piuttosto semplice ed esotica: “e se per proseguire nel livello dovessimo spostare il centro della forza di gravità, ruotando lo schermo del GameBoy Advance?”. Proprio così, nell’ultima avventura di Yoshi, il giocatore oltre ad usare il classico sistema di controllo dei classici platform, dovrà ruotare adesso a destra, adesso a sinistra, il GBA in modo da compiere diverse azioni alterando la forza di gravità che governa il mondo. Sulle prime non verrà del tutto naturale percepire l’influenza della gravità nel gioco, nei salti soprattutto il giocatore si troverà spiazzato per buona parte dell’intera avventura, ma proseguendo con costanza tutto comincerà a girare (…) per il verso giusto!
Ma cosa succede esattamente quando si inclina la console? Principalmente alterando il verso della gravità cambierete il modo in cui potrete spostarvi per il livello. Se alla vostra destra vi blocca una parete, girando la console verso destra, il muro diverrà un'austera ma scalabile salita. Per lo stesso motivo una discesa aumenterà la propria pendenza e potrà essere percorsa in scivolata. Un salto da posizione naturale, ovviamente si sviluppa dal basso verso l’alto, ma ruotando il gba lo stesso salto viene eseguito in obliquo per assecondare il nuovo verso della gravità. La postura di Yoshi cambia in base all’inclinazione della console, in modo da aiutarvi a percepire l’attuale verso della forza di attrazione terrestre.
Oltre a queste “regole” di base, per mezzo della rotazione, interagirete con un buon numero di meccanismi che vi permetteranno di arrivare alla fine del livello sani e salvi. I primi che incontrerete saranno dei ponti che si srotoleranno a seconda della posizione del GBA, poco dopo vi imbatterete in palle da far rotolare, piattaforme semoventi da far scorrere, e altro. Gli stage sono composti da più sottosezioni, e in alcune di queste Yoshi subirà una delle sue strampalate trasformazioni come già ci aveva abituato con Yoshi’s Island: in queste situazioni farete la scoperta di nuovi modi per interagire col mondo e la sua gravità. Tra questi uno dei migliori è quello di inclinare il piano di uno specchio d’acqua, in modo da poter evitare ostacoli e raccogliere le monete col vostro Yoshi barchetta. Sempre per rendere il più interessante possibile l’interazione effettuata per mezzo della rotazione, alla fine di ogni livello se avrete fortuna vi sarà proposta una sfida che se conclusa favorevolmente vi permette di moltiplicare il vostro gruzzolo di monete (100 monete valgono la canonica vita). Tali sfide sono incentrate totalmente sulla rotazione furiosa o ragionata della console. Poca roba onestamente, ma meglio in più che in meno.

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Non è tutto oro quello che... gira

Per quanto i designer Nintendo si siano impegnati per rendere i livelli il più vari ed elaborati possibile, l’insolito sistema di gioco li ha decisamente messi alle strette. Va detto subito che i programmatori si sono impegnati per offrire ai giocatori la migliore esperienza possibile. I livelli anche se piuttosto lineari, si possono sviluppare su più piani, scalabili ovviamente inclinando efficacemente la console. Taluni ci permettono di raggiungere alcuni punti particolari del livello solamente a seguito di una determinata azione non troppo scontata, e che sta a noi scoprire. Tuttavia i livelli non offrono una grande sfida, sin dall’inizio; i primi livelli ad esempio saranno poco più di un tutorial. Al contrario negli ultimi due mondi in particolare, le cose si faranno decisamente più complicate, non troppo per la particolare difficoltà dei passaggi, ma per il fatto che ogni minimo errore costa quasi sempre la vita. Proprio per il livello di sfida contenuto, i programmatori hanno pensato di inserire diverse sfide da portare a termine prima della fine dello stage. Nel primo mondo ad esempio dovremo mangiare un certo numero di mele, in quello successivo dovremo raccogliere un certo numero di monete, e in quello dopo dovremo trottare come dei forsennati per arrivare alla fine del livello prima dello scadere del tempo. Ogni mondo, sei in tutto, è caratterizzato da un certo tipo di sfida, nonché la combinazione di sfide (prendi X monete e finisci il livello prima di Y secondi). Terminati con successo i livelli otterrete una medaglia (d’oro nel caso di una buona prestazione) e raggiunto il numero di medaglie richiesto, sbloccherete il mondo successivo.
Nel complesso il gioco si esaurisce in un paio di giorni di gioco neanche troppo costante. I livelli sono piuttosto corti e di numero limitato. Il primo mondo è composto di soli 3 livelli, quelli successivi di qualcuno in più, fino agli ultimi che ne hanno un numero più che adeguato. A parte gli ultimi momenti di gioco, il tasso di sfida è generalmente contenuto, e non impiegherete troppo tempo per portare a termine con successo i vari livelli. Il recupero delle medaglie d’oro e di alcuni semplici bonus da sbloccare, vi terranno impegnati per qualche ora in più, ma il gioco esaurirà tutta la sua attrattiva nel giro di poche sessioni.

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Come... gira il gioco?

Tecnicamente il gioco si presenta discretamente rispettando i canoni soliti Nintendo, e quello che conta di più il sensore funziona efficamente. Le avventure di Yoshi sin dalla sua prima apparizione per SNES si sono sempre distinte per il particolare stile grafico. Dopo il primo memorabile Yoshi’s Island tuttavia, Nintendo ha deciso di non fossilizzarsi a quel determinato e stupendo design, ma ha cercato sempre di variare leggermente sul tema, pur mantenendo ogni volta diversi punti di contatto. Yoshi's Universal Gravitation non fa eccezione, anche qui ritroveremo i fondali colorati a pastello, e le tinte calde e giocose che distinguongo la serie. Alcuni oggetti sembrano disegnati su delle tavole di compensato e applicati sullo sfondo del livello, e più in generale si ha sempre l’illusione di trovarsi in un set di uno spettacolo per bambini. E' anche vero che i livelli non sono particolarmente ricchi di dettagli o effetti particolari, ma si presentano piuttosto essenziali e puliti, forse per non confondere troppo il giocatore con elementi superflui che rischierebbero di mettere in secondo piano la funzione di particolari sprite.

[...] e quello che conta di più il sensore funziona efficacemente

Come... gira il gioco?

L'accompagnamento sonoro è in linea col resto del gioco: i motivetti che rallegrano la nostra permanenza nell'universo di Yoshi sono sufficientemente orecchiabili, anche se non raggiungono la qualità di altre produzioni Nintendo, dove talvolta dopo poco tempo qualche particolare traccia sonora viene impressa indelebilmente nella memoria del giocatore, come gli inconfondibili versi “cucciolosi” di Yoshi, che non mancano neanche in questa nuova avventura per GBA.
Chiudo l'articolo rassicurandovi del fatto, se ce ne fosse bisogno, che Yoshi's Universal Gravitation è perfettamente compatibile col nuovo Nintendo DS

Yoshi's Universal Gravitation Yoshi's Universal Gravitation

Yoshi's Universal Gravitation è un titolo per buona parte riuscito. Non ci sono grosse critiche da muovere al gioco e ai programmatori. Il level design non poteva essere più elaborato di quanto non lo sia. L’originale sistema di gioco per forza di cose ha tarpato le mani ai gamedesigner che hanno dovuto trovare un giusto compromesso tra l’uso del sensore e l’uso del controller, e al tempo stesso rendere il gioco più divertente che frustrante. Aggiungere trappole, salti millimetrici, e nemici più coriacei, avrebbe portato il giocatore spiazzato dal sistema di gioco ad un livello di pressione forse troppo alto. Al tempo stesso allungare il brodo con livelli tutti uguali o più lunghi non avrebbe aumentato il valore della curiosa cartuccia. I designer si sono spinti fin dove hanno potuto, o se la sono sentita, creando livelli piacevoli, intervallati da sezioni alternative e minigiochi che cercano di restituire al giocatore l’esperienza più godibile possibile. Confrontando però la struttura di un classico platform con quella del gioco in questione, quest’ultimo esce sicuramente penalizzato da livelli effettivamente più semplici e immediati. Ma Yoshi's Universal Gravitation non vuole essere un canonico platform. Pro: Il sensore funziona e affascina Si va sempre alla ricerca di originalità, eccola! Adatto a chi è a digiuno da videogiochi e agli amanti Contro: Livelli piuttosto semplici Se cercate un platform piu classico e impegnativo non fa per voi Poco longevo e pochi stimoli per riprendere il gioco

Dopo Wario Ware Twisted, adesso è il turno di recensire un altro gioco che usa lo strambo sensore di movimento. Se con Wario Ware abbiamo visto in funzione il sensore applicato ad una serie di fugaci e divertenti minigiochi, in Yoshi's Universal Gravitation lo vediamo integrato abilmente in un genere in cui Nintendo ha sempre dato il meglio di sé: il platform.

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