6.8

Redazione

9.0

Lettori (6)


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  • Data di uscita: 28 marzo 2008
  • Piattaforme: ds
  • Tipologia di gioco: Strategico

Yu-Gi-Oh! World Championship 2008Yu-Gi-Oh! World Championship 2008 - Recensione 0

Tornano di scena le carte da gioco di Konami con un nuovo adattamento di Yu-Gi-Oh su Nintendo DS: un appuntamento che si sta facendo a dire il vero piuttosto frequente...

La formula è ben rodata e, se gestita a dovere, di sicuro successo: si crea un gioco che abbia a che fare con il collezionismo più sfrenato, ci si associa un cartone animato prodotto in maniera possibilmente non troppo scadente, e ovviamente si condisce con qualche opportuno adattamento videoludico. La chiave sta nel cercare di creare una tendenza nel mondo dei giovanissimi: una volta fatto breccia nei cuori di bambini e ragazzi, è fatta. Yu-Gi-Oh!, per chi non lo conoscesse, è un gioco di carte collezionabili, di quelli che hanno raccolto l’eredità di “Magic” trasportandone la complessa struttura all’interno di una cornice strutturata secondo il rigoroso marketing delle produzioni nipponiche del genere. Essendo di proprietà di Konami, è ovvio che Yu-Gi-Oh! possa contare anche su degne trasposizioni in videogioco, oltre che basarsi sulla normale forma da gioco di carte “fisico”, e il publisher non lesina certo le uscite della serie su console. Per quanto riguarda Nintendo DS, che ha raccolto l’eredità dei portatili Nintendo, da tempo considerati i più naturalmente portati a tale tipo di videogioco (anni di Pokémon hanno spianato la strada, d’altra parte) siamo arrivati con questo World Championship 2008 alla quarta puntata della serie nel giro di poco più un anno (considerando le uscite su tutti i mercati), dopo una pletora di apparizioni su Game Boy Advance. Chiaramente, il genere si presta a numerose uscite consecutive che offrono poco più di meri aggiornamenti alla struttura base, che deve rimanere pressoché identica a sé stessa: finché si tratta di dover comprare un nuovo pacchetto di carte ogni tot mesi la cosa può essere tranquillamente accettabile, e rientra nel gioco stesso, più complesso è invece giudicare un nuovo capitolo di un videogioco, venduto a prezzo pieno, che rappresenta un’offerta identica a quanto visto solo qualche mese fa, con l’aggiunta di qualche carta e poche modalità in più.

Yu-Gi-Oh! World Championship 2008 - Recensione Yu-Gi-Oh! World Championship 2008 - Recensione Yu-Gi-Oh! World Championship 2008 - Recensione

Anime duellanti

Yu-Gi-Oh! consente di sfidare un avversario in un gioco di carte a struttura strategica: ogni carta ha una diversa valenza e può funzionare come attacco o difesa, suddivise in evocazioni, magie e trappole. In pratica è come se ogni carta fosse un incantesimo che il giocatore schiera sul campo di battaglia, decidendo di utilizzarlo secondo modalità ben ragionate per cercare di annientare sia le carte dell’avversario che l’avversario stesso. Lo svolgimento della partita è esattamente lo stesso del gioco di carte originale, con le stesse regole e la stessa struttura in fasi di attacco e difesa. In effetti, questo World Championship 2008 è praticamente lo stesso gioco dell’edizione 2007, con in più alcune nuove carte e l’introduzione della modalità “Mondo del Duello”, che di per sé non rappresenta peraltro nessuna significativa evoluzione nella serie. D’altra parte, è probabilmente questo, ciò che vogliono gli appassionati: una versione aggiornata del proprio gioco di carte preferito (e le carte in edizione limitata incluse nella confezione fungono perfettamente da esca per l’operazione). Invece di un data disk, ci ritroviamo con una vera e propria nuova uscita, con la stessa ambientazione, gli stessi personaggi e la medesima struttura di base. Invariata (era presente anche in World Championship 2007) è anche l’ottima presenza di un esaustivo tutorial, in grado di inserire perfettamente nel gioco anche coloro che si avvicinano per la prima volta a Yu-Gi-Oh!, elemento indispensabile per allargare la base di utenza. Presente come nell’edizione precedente, la modalità di gioco in multiplayer, sia “in presenza” che online via Nintendo W-Fi Connection, che rappresenta in fondo il vero fulcro su cui si fonda il gioco, essendo come ogni gioco di carte un’esperienza essenzialmente “sociale”.
La vera novità di questo World Championship 2008 è l’introduzione di una nuova modalità in singolo, chiamata “Mondo del Duello”. In questa, si da una parvenza di storia alla struttura di gioco, con la presenza di una mappa dalla quale potremo accedere a diverse zone e interagire con vari personaggi. A dire il vero, tutto questo appare decisamente poco strutturato: sulla mappa si limitano ad apparire periodicamente degli individui, con i quali è possibile parlare (cosa praticamente inutile) o sfidare a duello. Progredendo nei combattimenti si incontreranno avversari sempre più forti, fino ad arrivare ai personaggi principali della serie televisiva, ma è praticamente la stessa cosa che si ottiene nella modalità Campionato, dunque non è chiara la valenza di questa nuova introduzione. In ogni caso, resta il fatto che giocare in singolo non è decisamente l’ideale per godere appieno di Yu-Gi-Oh!: è una modalità utile per fare esperienza ed accumulare un buon mazzo di carte, ma il gioco vero emerge con forza solo nelle sfide contro un avversario umano.

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Carte e cartoni

La grafica non è certo un elemento fondamentale, nella versione videoludica di un gioco di carte collezionabili, eppure Yu-Gi-Oh! World Championship 2008 è confezionato a dovere sotto questo punto di vista. Si vede che Konami tiene molto (e con ragione, visto il successo) al suo brand, e anche questo capitolo risulta piacevole anche per coloro che, non essendo appassionati del gioco, si ritrovano per la prima volta immersi in questo particolare universo. Certo, non ci sono particolari orpelli: nelle fasi di gioco vero e proprio, una rappresentazione tridimensionale del piano di battaglia occupa lo schermo superiore, mentre in quello di sotto controlliamo la situazione attraverso un’agile interfaccia touch screen, con visualizzazione in 2D. Quando si scontrano due entità (ovvero due carte), si assiste ad un’animazione piuttosto semplice ma efficace, che spettacolarizza al punto giusto il combattimento, dando un minimo di vivacità all’austera impostazione generale. A questo si aggiungono brevi animazioni in stile cartone animato, e il character design originale della serie televisiva (che può piacere o non piacere, ma è un discorso a monte rispetto alla realizzazione del videogioco).
L’audio si fonda in gran parte su tracce d’archivio, potendo contare su un anime e una serie intera di videogiochi. Sono state introdotte tuttavia anche alcune nuove musiche, che contribuiscono ad assestare il livello complessivo su una buona qualità, dovendo essenzialmente fare da semplice accompagnamento alle partite.

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Commento

Essendo una trasposizione perfetta in digitale del gioco di carte, c’è poco da discutere sulla qualità del gameplay. Yu-Gi-Oh!, come serie, è ben strutturata come lo è la sua controparte non videoludica, e la sua qualità non è in discussione, sebbene sia comunque un prodotto indicato a persone che hanno una certa predisposizione per il genere delle carte collezionabili. La realizzazione tecnica è all’altezza di quanto richiesto da un videogioco che riproduce una partita a carte tra due giocatori, grazie anche al supporto della caratterizzazione da anime che pervade tutto il prodotto. L’aspetto su cui si può discutere maggiormente è piuttosto l’utilità di far uscire due versioni quasi identiche di uno stesso gioco a distanza di meno di un anno: le minime aggiunte apportate da questo World Championship 2008 lo rendono dedicato ai fan sfegatati della serie, o a coloro che si avvicinano al gioco per la prima volta con questo capitolo, mentre un utente “normale” che possiede già l’episodio precedente potrebbe considerarlo un acquisto superfluo.

Pro L’ottima interfaccia rende godibile l’adattamento in digitale Presenza del multiplayer in LAN e online Tutorial esauriente anche per i neofiti Contro Richiede una certa predisposizione per essere apprezzato Praticamente identico all’episodio precedente Il Mondo del Duello non convince come “story mode”