What's the story? La verissima storia di Super Mario  22

La vita dell'idraulico Nintendo secondo DocManhattan...

SPECIALE di Alessandro Apreda —  5 settimane fa

What's the story? non è una rubrica seria. Per leggere la puntata precedente, in cui si è maltrattata la biografia di Samus Aran, cliccate qui.

No, la storia di Mario non inizia con la sfida a un gorilla con la cravatta e una collezione infinita di barili. Quello era Jumpman il carpentiere (in Giappone Mr. Video, per la sua passione per gli hentai), la sua bella (?) Pauline. Erano dei placeholder. Mario nasce davvero con Mario Bros., il gioco arcade dell'83, ed è sin da subito un idraulico. Lui e suo fratello Luigi devono sterminare infatti le tartarughe che escono dai tubi: fosse dipeso da loro, col cavolo che vedevamo le Ninja Turtles. Ah, il gioco si chiama Fratelli Mario perché "Mario" è il cognome. I due idraulici sono quindi Mario Mario e Luigi Mario. Quando è nato il primo, suo padre stava guardando la nazionale di Bearzot in televisione e non aveva tempo di inventarsi un altro nome. Te alle medie avevi un compagno di classe che si chiamava Mario Marino, perciò non ti stupisci di niente, ma oh, non tutti lo sanno. Mario Mario. E già. I carabinieri del Regno dei Funghi, quando lo fermano al volante del suo kart, gli chiedono sempre quale sia il nome e quale il cognome.

Super Duper Love

Anno '85, Super Mario Bros. per NES conquista il pianeta. Nel Regno dei Funghi, luogo in cui la gente si droga e gli abitanti, detti Toad, sono letteralmente delle teste di cippa, la principessa Peach viene rapita dal mostruoso Bowser e dal suo esercito di tartarughe, i Koopa Troopa, desiderosi di vendicare i loro parenti sterminati nelle fogne da quei due bastardi italiani baffuti come Saddam Hussein. Mario fa precipitare Bowser nella lava, che si trova sempre in grandi quantità nel Regno dei Funghi insieme al ghiaccio, e libera la principessa. Tra i due ce n'è. Forse.

C'è il tre, ma senza il due

Saltata la bufala di Super Mario Bros. 2, a seconda dei mercati versione arricchita dell'originale in Giappone e platform che non c'entrava un'infiocchettatissima marizzato per l'Occidente, eccoci a Super Mario Bros. 3 (NES, 1988), dove la temibile vendetta di Bowser si consuma spendendo i Bowserotti a rapire i sovrani delle varie regioni del Mondo dei Funghi e trasformandoli in animali. Così, per cazzimma. Mario e Luigi recuperano i sette scettri, rimettono tutto a posto... e devono salvare di nuovo Peach, ri-rapita da Bowser. Meglio che ci fai l'abitudine, cocca.

Un trancio di margherita

In Super Mario Land, primo capitolo portatile della serie (Game Boy, 1989), l'idraulico in salopetta parte per Sarasaland, terra di chiare origini sarde divisa nelle regioni di Birabuto, Muda, Easton, Chai e Franco. L'alieno in mutande Tatanga ipnotizza tutti e rapisce la principessa del posto per farsi sposare. Il che fa una brutta storia di abduction aliena con ipnosi ai fini di stupro, ma arriva Mario e salva la principessa in questione, Daisy. Non è ben chiaro però se tra i due ci sia del tenero, o se Daisy poi si accasi con Luigi, con Waluigi o con Pauline (vallo a sapere). Daisy torna a farsi rapire - da Wario - in Super Mario Land 2: 6 Golden Coins (GB, 1992). Ma assumere della security a palazzo no, eh? Metterci due cani da guardia? Quei tizi che raccolgono le firme per venderti a tradimento i libri, così non si avvicina nessuno?

Il nuovo mondo

Ma Peach, intanto? Una che di cognome fa Toadstool, fungo velenoso, vuoi che nel frattempo se ne resti tranquilla nel suo castello a guardare Uomini e Toadde? Macché. In Super Mario World (SNES, 1990) viene rapita di nuovo da Bowser e dai suoi figli, i Bowserotti, e portata su Dinosaur Land. Qui Mario ha un'improvvisa, irrefrenabile cotta per il dinosauro Yoshi e i due diventano inseparabili. Anche questo è amore. Un amore dal quale, qualche tempo dopo (Super Mario World 2: Yoshi's Island, SNES, 1995), nascono Baby Mario e Baby Luigi. No, non è un prequel come vi hanno lasciato credere per anni. No, non si raccontano le origini della rivalità tra i fratelli Mario e Bowser. Sono i figli di Mario e Yoshi: non li ha portati la cicogna, sono saltati fuori da un uovo. Solo che il mondo, nel '95, non era ancora pronto ad accettare i frutti della relazione tra un italiano coi baffi e un animale estinto da duecento milioni di anni. Non c'era ancora il dinoitalianopride.

Mario fa il '68 (meno quattro)

Scivoliamo così fino a Super Mario 64 (Nintendo 64, 1996), il gioco della svolta, dell'arrivo della terza dimensione. Il platform imitato da tutti, su PlayStation ma non solo, con animaletti mascottosi ma dotati di grinta molto anni '90, che si muovevano in mondi terribili pieni di clipping. Tutta una serie di cinesate che a Mario 64 non allacciavano la salopetta. Mario riceve una lettera da Peach per andare a mangiare - occhiolino - una fetta di torta da lei. Una torta alla pesca. L'idraulico si ricompone, dice a Daisy che deve, uh, occuparsi per lavoro di alcuni tubi (di Falloppio), si cosparge di Pino Silvestre e va. E ci trova Bowser. Il dragotartaruga sputafuoco ha rapito stavolta direttamente tutto il personale del castello e, attraverso dei quadri, Mario, deve recuperare le stelle che servono per a) sconfiggere Bowser, b) salvare la principessa Peach per la 15a volta, c) completare la raccolta punti e ottenere la felpa di vinci campione della sua squadra del cuore, il Catanzaro. Il suo idolo era Massimo Palanca, per una questione di baffi. Dopo aver scacciato Bowser a calci nel guscio, Mario ottiene il suo premio: solo che la torta è davvero una torta e il bacio Peach glielo dà sul naso. L'idraulico, a quel punto, smoccola delle robe in italiano stretto e torna da Daisy, ascoltando sul suo kart Bella Stronza di Masini per tutto il viaggio di ritorno.

Vamos a la Playa Delfina

Per riprendersi dalla cocente delusione, Mario fa quello che avrebbe fatto ogni protagonista di un anime: porta Peach e il resto della banda al mare, in vacanza sull'isola Delfina, così almeno ci scappa una sbirciata in costume, un gioco della bottiglia, del fazzoletto, qualcosa. Solo che finisce a pulire pozzanghere di melma per tutto il tempo. Il responsabile di tutto quel casino è Mario Ombra, il doppelgänger. Il suo clone oscuro, composto d'acqua, sotto le cui mentite spoglie si cela Bowser Jr. Peccato, perché come doppio speculare di Mario, Mario Ombra sicuramente trombava di più. Bowser Jr, intanto, ci prende gusto e rapisce Peach in New Super Mario Bros. (Nintendo DS, 2006). Dice che al ventesimo rapimento, a Peach le regalano una bambolina. Di Daisy. Con il cartello "cornuta!".

Ti farà vedere l'universo, Galaxy

Ormai ingrifatissimo, Bowser in Super Mario Galaxy (Wii, 2007) sradica l'intero castello e se lo porta al centro dell'universo, costringendo Mario agli straordinari da Piccolo Principe su e giù per planetucoli grandi grosso modo quanto Sesto San Giovanni. Sempre sulla console Nintendo che faceva "divertire" e dimagrire i casualoni, due anni dopo (New Super Mario Bros. Wii, 2009), Peach viene rapita direttamente durante la festa di compleanno, solo che a quel punto a Mario girano talmente tanto i funghetti che si porta dietro tutta la comitiva per salvarla: Luigi, Toad Giallo, Toad Blu, Giannino Mario, un lontano cugino di secondo grado di cui si perdono però subito le tracce. Bullismo contro Browser. La situazione si ripete in New Super Mario Bros. 2 (3DS, 2012) e in New Super Mario Bros. U (Wii U, 2012), ma durante un pranzo, ché ormai nel Regno dei Funghi nessuno festeggia più i compleanni perché portano sfiga. Ma quella storia del centro dell'universo, a quanto sembra, Bowser non l'ha messa da parte, e ci riprova in Super Mario Galaxy 2 (Wii, 2010), cantando Across The Universe dei Beatles con voce da ubriaco per tutto il viaggio. Tra un pianeta e l'altra, novello Ulisse, Mario si lascia tentare dalla sirena cosmica Rosalinda, che è molto più sportiva di Daisy e Peach e rompe decisamente meno i maroni. "Balla, Rosalinda, balla come sai", le dice Mario. E anche: "Non ti danno fastidio i baffi, vero?".

Qualcun altro no, eh?

In Super Mario 3D Land (3DS, 2011), per cambiare un po' le carte in tavola, dopo Peach viene rapito anche Luigi. Mario ha la forte tentazione di lasciarlo al nemico, ché oh, anche sticavoli, prima che una telefonata di sua madre condita da insulti gravi in italiano, tipo puntata dei Soprano, lo spinga a ripensarci. Nel seguito, Super Mario 3D World (Wii U, 2013), Peach una volta tanto non è stata rapita ma deve alzare il culo e dare una mano anche lei a risolvere la faccenda, perché a esser state portate via da Bowser, ormai l'equivalente dell'Anonima Sarda del Regno dei Funghi, sono state una serie di fatine, le Princifate come "Sprixie". Stanco di baci sul naso, appena sente parlare di Princifate, Mario passa al boccione gigante di Aqua Velva e si lancia al salvataggio. Mamma mia!

Con tanto di cappello

Ma se Bowser fosse solo un povero mostro incompreso? Il dubbio nasce, dopo oltre trent'anni, nell'immimente Super Mario Odyssey per Nintendo Switch, dove il tartacoso prova a mettere le cose in chiaro. Rapisce per la 174a volta Peach, è vero, ma perché stavolta vuole SPOSARLA. A bordo di una nave a forma di cappello, la Odyssey, Mario parte per l'ennesima volta alla riscossa, ma sulla sua strada trova il berretto posseduto da uno spirito, Cappy e [SPOILER] se ne innamora. Il gioco finisce con Mario e Cappy che giocano sulla spiaggia insieme al loro cane, Pierugo, e con Bowser che convola finalmente a nozze con Peach, ché a rapirla ogni due settimane solo di benzina per mezzi volanti ha speso una tombola. E vissero felici e contenti. Può baciare la sposa, Bowser. E la carbonizza.