World of Warcraft continua con Battle for Azeroth  36

Al BlizzCon abbiamo scoperto i primi dettagli sulla nuova espansione di World of Warcraft

ANTEPRIMA di Christian Colli   —  2 settimane fa

L'annuncio della nuova espansione di World of Warcraft è stato un po' il segreto di Pulcinella del BlizzCon 2017, preceduto da voci di corridoio insistenti, leak che nella maggior parte dei casi si sono rivelati fasulli e una cerimonia di apertura che ha indugiato sulle altre proprietà intellettuali Blizzard prima di passare la parola al producer J. Allen Brack, il quale ha finalmente rivelato il titolo della nuova espansione: Battle for Azeroth. Un po' anonimo, a dire il vero, ma azzeccato. Oggi i giocatori di World of Warcraft stanno ancora combattendo sul pianeta Argus per liberarlo dalla Legione e aspettano con ansia l'apertura della nuova incursione - Antorus, il Trono Infuocato - dove si svolgerà una delle battaglie finali più attese nella storia della saga cominciata nel lontano 1994. Il futuro, però, è rimasto incerto fino a ieri sera. Una volta tornati a casa, dovremo fare i conti con quella guerra tra fazioni che abbiamo lasciato in sospeso all'inizio di Legion per far fronte comune alla minaccia di Sargeras: per l'Orda e per l'Alleanza è giunto il momento di decidere chi controllerà il pianeta una volta per tutte e lo scontro si consumerà nelle antiche regioni di Kul Tiras e Zandalar, due isole che nascondono oscuri segreti.

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Si torna alle origini

Prima di svelare l'espansione, però, Brack ha annunciato un'iniziativa molto attesa dai giocatori più nostalgici: l'apertura di alcuni server, denominati Classic, su cui girerà soltanto la versione "vanilla" di World of Warcraft, ovvero quella precedente alle espansioni da The Burning Crusade in poi. Brack non si è sbilanciato ulteriormente; World of Warcraft Classic arriverà, anche se non si sa quando e non si conoscono altri dettagli. Si tratta infatti di una questione delicata che abbiamo discusso proprio l'anno scorso su queste stesse pagine, quando Blizzard impose la chiusura del server illegale Nostalrius. Nonostante ciò, lo sguardo degli sviluppatori e della community in questo momento è comunque rivolto al passato, anche se si parla di futuro. Premettiamo che Blizzard non ha rivelato la data di uscita di Battle for Azeroth, perciò possiamo fare soltanto congetture che lasciano il tempo che trovano, soprattutto se prendiamo in esame i mesi che negli scorsi anni hanno separato l'ultimo aggiornamento di un'espansione dall'uscita della successiva e le promesse di Blizzard di accorciare i tempi di sviluppo. Il vero indizio, però, potrebbe avercelo dato la cinematica introduttiva che di solito viene svelata in pompa magna a pochi mesi dall'uscita dell'espansione: questa volta Blizzard ha preso tutti alla sprovvista, proponendola direttamente al BlizzCon insieme all'annuncio. Questo potrebbe significare che i lavori sono già a buon punto, ma in ogni caso è stato difficile ragionare su tempistiche e finestre di lancio mentre si susseguivano le immagini del video in questione: la trovate in calce qui sopra e vi anticipiamo, qualora non l'abbiate ancora vista, che questa volta i ragazzi di Irvine si sono assolutamente superati. La cinematica introduttiva di Battle for Azeroth è semplicemente incredibile e forse, per la prima volta, inscena veramente lo spirito di World of Warcraft e del conflitto tra Orda e Alleanza.

Non conosciamo ancora i motivi che hanno spinto Orda e Alleanza sull'orlo della guerra e probabilmente li scopriremo soltanto nei mesi a venire, quando Blizzard aggiornerà World of Warcraft poco prima dell'espansione. All'inizio di Legion, una serie di circostanze hanno costretto l'Orda a ritirarsi dallo scontro sulla Riva Dispersa, e questo ha comportato la morte di Varian Wrynn, il leader dell'Alleanza. Ora sappiamo che succederà qualcosa, tra Legion e Battle for Azeroth, che porterà l'Orda a bruciare Teldrassil e l'Alleanza a invadere Lordaeron per rappresaglia. La guerra si sposterà quindi sulle isole perdute di Kul Tiras e Zandalar, segnando la prima divergenza con le espansioni precedenti: gli Alleati infatti raggiungeranno il livello 120 in una regione specifica, mentre i giocatori dell'Orda in un'altra. Si tratta di una scelta che ci ha lasciati perplessi, a fronte del preambolo tutto incentrato sul conflitto e l'interazione tra le due fazioni che, peraltro, ha condotto a una novità eclatante: i server smetteranno di essere divisi tra PvP e PvE e saranno i giocatori a decidere quando partecipare al PvP semplicemente spuntando l'opzione apposita. Blizzard ovviamente deve chiarire questo aspetto dell'espansione, ma per ora si è limitata a farci una panoramica sintetica delle nuove zone.

Ogni nuova zona sarà composta essenzialmente da tre regioni. Le casate che presiedono l'antica Kul Tiras sono leali all'Alleanza e contano, tra le altre, la madre di Jaina Marefiero, Katherine. I Marefiero controllano la Baia di Tiragarde e una potente flotta navale, ma negli ultimi tempi se la sono dovuta vedere con mostri, pirati e una misteriosa forza del male che sta corrompendo gli abitanti della Valle di Canto Tonante e della limitrofa Drustvar. Per quanto riguarda l'Orda, dopo una discreta assenza tornano a farla da padroni i Troll visto che nell'isola di Zandalar sorge il loro impero più antico. Zandalar è tuttavia in tumulto e i giocatori dell'Orda dovranno esplorare le regioni di Zuldazar, Nazmir e la desertica Vol'dun coi suoi Vulpera per ristabilire l'equilibrio, scoprendo i misteri delle antiche rovine dei Titani che nascondono un'arma in grado di neutralizzare la vita sul pianeta. È chiaro che la progressione fino a livello 120 seguirà l'iter stabilito con Legion grazie anche allo scaling dinamico delle zone (che presto sarà implementato anche in tutte le zone del mondo precedenti all'espansione) e ci è bastato dare una rapida occhiata alle mappe mostrate per renderci conto che le mappe sono probabilmente più vaste di quelli che compongono le Isole Disperse. A livello strutturale, Kul Tiras e Zandalar offriranno la solita vagonata di missioni e di questline che pescheranno a piene mani nella mitologia di World of Warcraft, anche se il producer ha promesso che le vicende avranno un respiro più intimo, concentrandosi su alcuni personaggi molto importanti che in Legion sono rimasti in panchina: Jaina Marefiero, prima di tutto, ma anche Thrall e i capifazione Sylvanas e Anduin.

La strada per il 120

Una volta raggiunto il nuovo livello massimo (120) i giocatori potranno finalmente esplorare le zone della fazione rivale e completare le missioni giornaliere proprio come fanno ogni giorno anche in Legion. Con la storyline principale dell'espansione, tuttavia, si intrecceranno anche le vicende delle razze che si uniranno alla causa dell'Alleanza e dell'Orda. Queste razze sono in realtà delle varianti di quelle che già conosciamo: all'Alleanza si uniranno gli Elfi del Vuoto, i Draenei Forgialuce e i Nani Ferroscuro mentre l'Orda abbraccerà i Nobili Oscuri, i Tauren di Altomonte e i Troll di Zandalar. L'inghippo - e forse il punto più debole dell'espansione così per come è stata svelata - riguarda proprio l'annessione di queste razze al cast del gioco. Prima dovremo infatti completare lunghi cicli di missioni che ci renderanno più o meno importanti agli occhi di queste microsocietà; dopodiché potremo finalmente creare un personaggio completamente nuovo che appartenga a una delle razze succitate, come per esempio gli Esuli Oscuri dell'Orda. Ogni razza garantisce nuove abilità passive che potrebbero rappresentare un elemento di scelta determinante per i giocatori che adorano massimizzare le loro performance, ma realisticamente parlando si tratta di ricominciare da capo - o quasi: le nuove razze cominciano l'avventura a livello 20 - in un momento in cui i giocatori più appassionati hanno già cresciuto uno o più personaggi secondari. Lo scopo di quello che si ripromette essere un grind di un certo livello, a meno che non si acquisti immediatamente un Boost a livello 110, è sbloccare i completi specifici di queste razze, ma abbiamo l'impressione che un orpello estetico sia una ricompensa un po' misera a fronte dello sforzo fisico o economico richiesti, anche se parliamo comunque di un'impresa assolutamente facoltativa.

Ovviamente ogni nuova zona offrirà la sua risma di spedizioni da affrontare insieme ad altri quattro giocatori, ma anche qui Blizzard ha pensato a una suddivisione basata sulla trama e sulla progressione, perciò i giocatori dell'Alleanza non potranno esplorare le spedizioni dell'Orda e viceversa almeno fino al level cap, quando tutte le spedizioni saranno aperte a tutti i giocatori, a prescindere dalla fazione e nelle modalità che già conosciamo: normale, eroica, mitica e mitica+. Prima Brack e poi Ion Hazzikostas non si sono soffermati molto sulle novità delle spedizioni in modalità mitica+, sottolineando soltanto che la feature tornerà in Battle for Azeroth grazie all'ottimo successo riscontrato in Legion. L'attenzione, in effetti, era tutta rivolta alle nuove feature dell'espansione sul fronte del PvE, ovvero le Isole Inesplorate e i Fronti di Guerra. Le Isole Inesplorate, nonostante un preambolo un po' troppo lungo e teatrale, rappresentano l'evoluzione degli scenari introdotti con Mists of Pandaria: sono mappe istanziate per tre giocatori in cui bisogna raggiungere una serie di obiettivi, affrontando i nemici senza doversi preoccupare della struttura del gruppo, esattamente come succede negli scenari che concludono le invasioni di Legion. La novità sta nel fatto che la stessa mappa può variare a livello contenutistico, proponendo nemici o obiettivi diversi, miniboss che combattono con un'intelligenza artificiale molto più sofisticata e persino dinamiche da PvP. Resta soltanto da vedere quanto sarà supportata e giocata, dato che gli scenari non hanno mai lasciato il segno nella comunità di World of Warcraft, finendo presto nel dimenticatoio.

I Fronti di Guerra sono un altro contenuto che ci ha fatto aggrottare la fronte. I ragazzi di Blizzard li hanno descritti come una specie di Warcraft III in chiave World of Warcraft, cioè una missione real time strategy che coinvolge fino a venti giocatori contro un'armata nemica controllata da una sofisticatissima intelligenza artificiale. Nei Fronti di Guerra si dovranno costruire strutture, sviluppare armi e potenziamenti, condurre i plotoni in battaglia e accumulare risorse per vincere. Dovrebbero essere, insomma, degli scenari su larga scala, praticamente una versione riveduta e corretta del famigerato scenario di Suramar in Legion, solo multigiocatore. Si tratta comunque di un contenuto ancora in fase di progettazione sul quale Blizzard non si è sbilanciato più di tanto. Ciascuno di questi contenuti, in ogni caso, servirà ad accumulare una nuova risorsa chiamata Azerite. A occhio e croce si tratta del nuovo Potere Artefatto che infonderemo in una collana leggendaria, chiamata Cuore di Azeroth, che ci sarà consegnata da Magni Barbabronzea in persona.

Il Cuore sostituisce le armi artefatto di Legion, ma invece di offrire al giocatore una serie di abilità che incidono sulle sue rotazioni e sulla sua efficacia in battaglia, rappresenta più che altro una specie di fonte di energia che potenzia i singoli pezzi di equipaggiamento che indossiamo, consentendoci una limitata personalizzazione. Ogni volta che il Cuore aumenta di livello, dopo aver accumulato un certo quantitativo di Azerite, potremo scegliere quale incantesimo o talento potenziare, un po' come succede in Legion con le armi artefatto: il team ha infatti ammesso di aver voluto mantenere le meccaniche delle armi artefatto, pur apportando alcune modifiche per rendere la progressione più dinamica e controllabile. Nonostante ciò, abbiamo avuto l'impressione che questa novità del Cuore di Azeroth sia ancora molto in divenire, tant'è che l'interfaccia mostrata era del tutto provvisoria, oltre a essere davvero poco intuitiva. Il nostro timore, tuttavia, è che la crescita del Cuore di Azeroth e l'accumulo di Azerite non si discostino più di tanto dal terribile "farm" di Potere Artefatto che stiamo affrontando in Legion. Nelle prossime settimane probabilmente scopriremo di più su questa feature, senza contare che Blizzard è famosa per progettare alcuni contenuti e poi scartarli completamente a pochi mesi dal lancio. Insomma, è ancora presto per trarre conclusioni affrettate.

Nonostante alcune idee interessanti e una cinematica introduttiva assolutamente straordinaria, la nuova espansione di World of Warcraft ha faticato a suscitare lo stesso entusiasmo del passato. Alcuni aspetti di Battle for Azeroth ci hanno lasciato un po' interdetti e per farci un'idea più precisa abbiamo bisogno di maggior chiarezza e ulteriori dettagli. Per ora siamo molto curiosi di scoprire come Blizzard intenda lavorare sul rinnovato conflitto tra Orda e Alleanza e sulla ristrutturazione del PvP. Comunque vada sarà un successo, intendiamoci, ma in questo primo incontro ravvicinato col futuro di World of Warcraft abbiamo percepito per la prima volta qualche preoccupante segnale di stanchezza. Inutile dire che speriamo di essere smentiti in grande stile.

CERTEZZE

  • La cinematica è semplicemente sbalorditiva
  • Le nuove zone sono accattivanti
  • Ottimi miglioramenti alla qualità della vita

DUBBI

  • Alcune feature ci sembrano parecchio derivative
  • Il Cuore di Azeroth ci è parso ancora da definire
  • Nessuna indiscrezione sulla data di uscita