Tre nuovi operatori in arrivo su Rainbow Six: Siege, li abbiamo provati!  41

Operatori e mappe italiane, una nuova modalità misteriosa e tanto altre info arrivano direttamente dal Brasile!

SPECIALE di Tommaso Valentini   —   20/11/2017

Le finali della terza stagione della Rainbow Six Pro League sono state come al solito un momento molto importante per tutti quei giocatori desiderosi di conoscere come il titolo si svilupperà nel corso del 2018, oltre che per gli appassionati di esport. Ubisoft su questo è stata molto chiara: nei prossimi anni potrete aspettarvi un supporto costante e nessuna nuova ripartenza per il brand. Rainbow Six: Siege è insomma la gallina dalle uova d'oro per Ubisoft Montreal, uno sparatutto tattico unico sul mercato pronto a tenervi incollati ai server ancora per moltissimo tempo. In Brasile abbiamo avuto modo di provare e testare in anteprima esclusiva alcune di queste novità, partendo proprio dai tre nuovi operatori in arrivo e dalla mappa che giungerà sui server nello stesso momento. Pronti a un nuovo sconvolgimento nel meta?

Era il mio che suonava?

Operation White Noise ci porterà di nuovo in Asia, questa volta più precisamente in Corea del Sud: un piano che sembra essere studiato a puntino per coinvolgere ancora di più quello specifico mercato dopo l'introduzione dell'APAC nella Pro League. A quanto pare i venticinque milioni di giocatori attualmente sui server sono solo la punta dell'iceberg e se pensiamo che l'Asia non è ancora entrata al 100% nelle rotative di Rainbow Six: Siege basta davvero poco per capire quanto questo sparatutto possa ancora crescere negli anni a venire. Seminare ora operatori con cui i giocatori coreani possono immedesimarsi è quindi sicuramente una mossa interessante e azzeccata, soprattutto quando i tre nuovi soldati non solo risultano divertenti da giocare ma promettono anche di rivoluzionare completamente le attuali strategie. Partiamo allora da Dokkaebi l'operatore che più ci ha sorpreso in questa sua prima prova. Chiamata anche Grace per la sua passione per Grace Kelly, Dokkaebi fa parte sia della squadra Rainbow sia delle Tigri Bianche, delle quali però non ha un estremo rispetto, situazione che la mette in netta contrapposizione con il suo collega Vigil, che vedremo in un secondo momento. È un personaggio dalla mentalità contorta e difficile da interpretare: finge di portare occhiali da vista e nasconde la sua estrema aggressività dietro l'aspetto della classica ragazza geek. In realtà Dokkaebi è determinata ed è un vero genio dell'informatica, pronta in qualsiasi momento a sfruttare le sue conoscenze per avere la meglio sugli avversari. In Siege questa sua attitudine viene trasposta tramite uno speciale palmare che si porta sempre appresso grazie al quale, due volte a partita, può effettuare l'hacking sui dispositivi nelle vicinanze, facendo squillare tutti i telefoni degli operatori in difesa.

In questo modo Dokkaebi non solo distrae gli avversari appostati ma li costringe a restare immobili per una manciata di secondi onde evitare di essere individuati a causa del rumore della vibrazione. Grossomodo, se dovessimo fare un parallelo, potremmo appoggiarci alle spine di Lesion che richiedono qualche secondo di immobilizzazione per essere estratte. Le sue peculiarità però non finiscono certo qui visto che una volta ucciso un nemico sarà possibile rubarne il cellulare e utilizzarlo come testa di ariete per entrare nel sistema di sorveglianza. Le telecamere possono essere così utilizzate in attacco rilevando i nemici e dando un vantaggio enorme agli assaltatori. La scelta a quel punto se distruggere le camere o rischiare di essere scoperti sarà tutta nelle mani dei difensori che, in ogni caso, perderanno l'effetto sorpresa. Per ciò che concerne gli armamentari Dokkaebi è equipaggiata con un fucile di precisione MK 14 EBR su cui ovviamente è possibile montare un ACOG , un pompa BOSG 12.2, granate fumogene e mine Claymore.

Vigil e Zofia

Se avete amato il sistema stealth di Predator adorerete anche Vigil che ne condivide sostanzialmente le meccaniche di difesa, limitate purtroppo contro telecamere e sistemi di sorveglianza assortiti. Vigil può infatti diventare invisibile agli occhi degli strumenti elettronici ponendolo in forte vantaggio nel meta attuale dove l'utilizzo dei droni per avere un'idea chiara di cosa si nasconde nelle diverse stanze è diventato di primaria importanza. Immaginate di pilotare un drone, vedere con i vostri occhi la situazione e poi trovarvela stravolta non appena sporgerete la testa oltre l'entrata. Per evitare che questa meccanica diventi eccessivamente potente i droni sotto l'effetto di Vigil mostreranno uno strano disturbo che vi farà comunque capire la presenza dell'operatore nelle vicinanze, pur non rivelandone l'ubicazione esatta. K1A e Fucile a pompa ne completano la dotazione, per un personaggio estremamente veloce che potrà essere adoperato al meglio solo nelle mani dei giocatori veramente capaci e con una ottima conoscenza delle mappe, così da sfruttare al meglio linee di tiro e le zone per le imboscate.

Zofia è l'ultimo operatore presentato quest'oggi ed è l'esatto opposto di Vigil, visto che punta tutto sull'aggressività e sul lanciagranate agganciato alla sua arma principale, sfruttabile per sparare granate a concussione o a frammentazione. Le granate possono essere fatte rimbalzare sui muri, esplodono grazie a sensori di prossimità e non hanno tempi di ricarica tra un colpo e l'altro rendendola probabilmente uno dei soldati più adatti allo sfondamento di tutto Rainbow Six: Siege. Interessante è anche l'interazione tra Ela e Zofia visto che, essendo sorelle ed essendosi addestrate insieme, subiranno effetti dimezzati dalle armi stordenti nel caso in cui si colpiscano a vicenda. Non dimentichiamoci infine che Zofia è davvero un osso duro e nel caso veniate abbattuti avrete la possibilità di rimettervi in sesto da soli senza l'aiuto di altri operatori, una nuova meccanica davvero fortissima all'apparenza. Vedremo poi come verrà bilanciata.

C'è anche l'Italia

Abbiamo avuto modo di mettere alla prova tutti e tre gli operatori per qualche partita sulla nuova mappa ambientata in Corea e dobbiamo dire che la struttura verticale della location ci ha lasciato colpiti piacevolmente. Nonostante siano due soli piani il design è particolarmente intricato, ancora più rispetto a quello proposto con Theme Park. Abbiamo un groviglio di cunicoli e passaggi, che spesso sfociano in corridoi dalle molteplici entrate estremamente difficili da superare. L'area più calda dove sono avvenuti gli scontri più frequenti è la tromba dell'ascensore sita proprio vicino ad uno dei punti chiave dell'area da cui ci si può calare restando sostanzialmente nascosti nell'ombra quasi del tutto. Da qui possiamo accedere a tutti i livelli della struttura grazie al rampino e sfruttare scale e ballatoi per raggiungere i punti nevralgici della zona. Purtroppo abbiamo fatto troppe poche partite per potervi dare un'analisi più approfondita ma il primo impatto è risultato sicuramente positivo. Le nuove informazioni non finiscono qui visto che possiamo tranquillamente esporvi anche i piani per tutto il 2018 per Rainbow Six: Siege.

È stata infatti rivelata l'intera roadmap e le quattro stagioni che comporranno il nuovo anno: con somma gioia possiamo confermarvi l'arrivo nel secondo trimestre di due nuovi operatori italiani e una mappa ambientata sempre in Italia. L'Europa per quest'anno sarà nel centro del mirino e oltre agli italiani arriveranno anche un soldato francese e un inglese, accompagnati poi entro la fine dell'anno da un americano, un russo e due operatori del Marocco, con la loro mappa dedicata. Volete ancora più carne al fuoco? L'abbiamo. Il bilanciamento non sarà ovviamente messo da parte e oltre ai soliti rework sugli operatori il prossimo autunno arriveranno anche le prime revisioni sulle vecchie mappe così da rinfrescare le strategie e offrire nuove opzioni ai giocatori più assidui. Non temete, c'è spazio anche per i casual visto che con la prima stagione del nuovo anno verrà aggiunta anche la modalità Outbreak, celata ancora sotto un velo misterioso ma che potrebbe secondo noi prendere spunto dalla modalità Zombie di Call of Duty o qualcosa di simile: le prime immagini fanno pensare a tutto tranne che a uno scontro militare ad armi pari ma per saperne di più toccherà attendere ancora qualche settimana.

Futuro luminoso

Rainbow Six: Siege mette le cose in chiaro: è un gioco creato per restare e imporsi sulla scena competitiva a lungo. I progetti di Ubisoft sono importanti e gli investimenti, con un montepremi sempre crescente sia per gli Invitational che per la Pro League, mostrano una direzione e un impegno indiscutibili. Finalmente sono arrivate le conferme che aspettavamo sugli operatori italiani e i nuovi soldati in arrivo con il prossimo update promettono di rivoluzionare nuovamente il meta. Crediamo che Dokkaebi saprà imporsi ma siamo molto curiosi di vedere Zofia come verrà gestita nel circuito competitivo. Per ora non ci resta che aspettare una prova più approfondita. Lasciamo San Paolo molto, molto, soddisfatti.

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