Sei franchise esclusivi per il futuro di Xbox One X  59

Quali potrebbero essere le sei esclusive ideali per favorire l'ascesa di Xbox One X?

SPECIALE di Massimo Reina   —   22/11/2017

Xbox One X è certamente una console molto potente e dalle mille possibilità. Ma secondo alcuni osservatori tale potenza diventa, o rischia di diventare, nulla se non supportata a dovere da giochi ben ottimizzati o realizzati proprio sfruttando degnamente il suo hardware. Una delle accuse che molti muovono a Microsoft è in tal senso quella che contrariamente a Sony non possiede molte esclusive di un certo peso nel parco titoli delle sue console, e che alcune di quelle che aveva o stava per creare le ha lasciate morire. Phil Spencer ne è consapevole, e come rivelato recentemente via Twitter, Microsoft satrebbe lavorando a nuove proprietà intellettuali first party. Ma di franchise interessanti esclusivi da rispolverare e affiancare ai vari Gears of War, Halo e Forza l'azienda di Redmond ne avrebbe a prescindere. Noi da questo punto di vista ne abbiamo individuati sei che per un motivo o per l'altro ci affascinano e crediamo che potrebbero dire la loro nell'attuale mercato videoludico. Li abbiamo quindi elencati in questo articolo senza ovviamente la pretesa di avere dalla nostra la ragione assoluta, ma solo per proporre alcune idee e stimolare il dibattito tra voi lettori.

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Alan Wake (Remedy Entertainment)

Il primo Alan Wake è stato probabilmente uno dei titoli meno "compresi" della scorsa generazione di console. Anche se poi, col tempo, il gioco sviluppato da Remedy Entertainment, il team dietro ai primi due episodi di Max Payne e del recente Quantum Break, è stato rivalutato da parte della critica e dal pubblico. Il "problema" di fondo del mancato successo iniziale del gioco, fu probabilmente il troppo hype generato nel tempo su di esso. Al momento del rilascio sul mercato, infatti, molti si aspettavano qualcosa di rivoluzionario che giustificasse i tanti anni che c'erano voluti per svilupparlo, soprattutto a livello di gameplay, e dunque in grado di soddisfare l'eccitazione che nel frattempo li aveva divorati. Ma ciò che si prospetta sconvolgente oggi, tra qualche anno rischia di non esserlo più. Così un prodotto può risultare superato o comunque uguale a tanti altri solo perché nel frattempo la concorrenza ha realizzato qualcosa di simile, oppure per via di un'evoluzione tecnologica che avanza alla velocità della luce e può fare apparire a quel punto poco originale un titolo solo perché rilasciato in ritardo. Di fatto il personaggio, il suo mondo e il gioco in generale hanno un grande potenziale, che se sfruttato a dovere potrebbe portare un eventuale Alan Wake 2 da un lato a rilanciare se stesso, dall'altro a potenziare il parco titoli esclusivi di Xbox One X.

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Banjo-Kazooie (Rare)

Banjo e Kazooie sono fra i personaggi più amati dal pubblico di videogiocatori. Una passione nata negli anni dopo una serie di videogame di successo che a partire dal primo episodio su Nintendo 64 li ha condotti fino a un ultimo capitolo rilasciato su Xbox 360, raccogliendo quasi sempre consensi unanimi. Perché anche Banjo-Kazooie: Viti & Bulloni, nonostante le critiche ricevute per aver puntato a porre una maggiore enfasi sulla guida dei veicoli di terra, aria e mare piuttosto che sulle classiche sessioni platform, ottenne comunque un discreto successo a livello di valutazione globale sulle riviste del settore e di gradimento del pubblico, dato che nel suo primo anno dal rilascio, vendette abbastanza bene. E allora, perché non riportare alla luce questo brand di cui tra l'altro si aspettava un nuovo episodio già all'indomani del finale di Banjo-Kazooie: Viti & Bulloni? L'orso Banjo e il suo pennuto amico Kazooie hanno ancora tanti estimatori, e i recenti consensi raccolti da Yooka-Laylee, platform 3D sviluppato da ex dipendenti di Rare, dovrebbe essere uno stimolo per Microsoft sulla bontà dell'idea.

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Fable (Lionhead Studios)

Di un marchio come Fable c'è poco da scrivere. In fondo si parla di uno dei brand più rappresentativi delle console di Microsoft, che accompagna il marchio Xbox dai tempi della prima piattaforma da gioco, e non a caso di uno dei "nomi" con cui è stata svelata Xbox One. Insomma, una saga sulla quale puntare a occhi chiusi "senza se e senza ma", come del resto sembrava voler continuare a fare l'azienda americana con Fable Legends. Lo stesso Phil Spencer, il capo della divisione Xbox, aveva sempre parlato del nuovo Fable come di uno dei prodotti esclusivi di punta di Xbox One, nonché il primo che avrebbe mostrato in toto le capacità di cross-play tra la console e i PC dotati di Windows 10, oltre a quelle delle nuove DirectX. Eppure qualcosa non è andato per il verso giusto, e il suo team di sviluppo, Lionhead Studios, è perfino imploso, sparendo dopo aver passato sei anni in un limbo fatto di prodotti minori, di raccolte e di rimasterizzazioni di vecchi giochi. Ma siamo sicuri che con loro debba per forza di cose sparire uno dei marchi più amati dal pubblico, che richiede a gran voce, anche con petizioni online, un nuovo Fable?

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Kameo (Rare)

L'ultimo episodio di questa serie, Kameo: Elements of Power, ha avuto una gestazione parecchio sofferta. Nato su Nintendo 64, è stato spostato prima su GameCube e successivamente Xbox, subito dopo l'acquisizione nel settembre 2002 di Rare da parte del colosso di Redmond. Infine, nel 2004, Rare e Microsoft decisero di spostare ancora il progetto, stavolta su Xbox 360, espandendone il gameplay inserendo modalità online di cooperativa, sezioni speciali nel single player, e riscrivendo il motore grafico in funzione delle potenzialità della nuova piattaforma, di cui divenne uno dei titoli di lancio. Nonostante questi continui cambiamenti in corsa, il titolo finale si rivelò piuttosto bello. Come scrivemmo all'epoca della recensione, dove lo valutammo in maniera positiva, "sin dall'introduzione, narrata dalla classica voce fuoricampo, si può intuire il tipo di prodotto sviluppato da Rare". Certo, il gioco non era esente da difetti, come una certa linearità di fondo nello svolgersi dell'avventura e un livello di difficoltà tarato verso il basso, ma nulla che non si potesse "sistemare" in un seguito, o che intaccasse il potenziale del personaggio e del suo mondo, che era e sarebbe tutt'ora tanto. Dopo aver completato Sea of Thieves, noi un pensierino su un nuovo Kameo, che tra l'altro pare fosse in lavorazione, lo faremmo, ma per Xbox One X ovviamente.

Lost Odyssey (Mistwalker)

Lost Odyssey è stato a suo tempo uno di quei progetti che pur meritando a nostro parere l'attenzione di ogni appassionato di JRPG, è finito misteriosamente per essere quasi snobbato dalla massa. Un vero peccato, perché si trattava di un bel gioco, che a suo tempo permise agli appassionati di riassaporare nello splendore dell'alta definizione la vecchia scuola dei giochi di ruolo di Sakaguchi. Ma fu proprio questo, per alcuni, il suo limite, il voler cioè riproporre schemi e meccaniche ritenute vetuste ad un pubblico in parte ormai cambiato o nuovo in molti casi. Spiace perché secondo noi il titolo meritava: la storia narrata in Lost Odyssey, lunga e appassionante sebbene piuttosto canonica, era incentrata sulla figura di Kaim, un immortale che aveva perduto la memoria e che veniva coinvolto lungo il suo viaggio per riacquisirla in un'avventura emozionante e ricca di eventi tragici. Il tutto raccontato nel perfetto stile Sakaguchi, con ritmi dilatati, lunghi filmati video o con elementi di testo (molto interessanti e talvolta commoventi quelli "particolari" legati ai Mille anni di sogni, scritti da Kiyoshi Shigematsu) e dialoghi fitti fra i protagonisti (la versione nostrana godeva tra l'altro di un ottimo doppiaggio in italiano), accompagnati nel loro incedere dalla colonna sonora del compositore Nobuo Uematsu. Rielaborandone talune meccaniche e adeguandole ai giorni nostri, siamo sicuri che non ci sia spazio per un nuovo capitolo di questo GDR?

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Scalebound (Platinum Games)

Il nome di Hideki Kamiya è una sorta di garanzia di qualità. D'altronde non potrebbe essere altrimenti visto che ha lavorato su titoli di grande spessore come Devil May Cry o il primo Bayonetta, giusto per rimanere nell'ambito dei giochi d'azione, anche se ha diretto produzioni di tutt'altro genere ma di altrettanto valore, come Resident Evil 2 e Okami. Ecco perché, a prescindere da tutto, i motivi legati alla cancellazione di Scalebound ci sono sembrati futili. A sentire Phil Spencer di Microsoft, l'annuncio di Scalebound sarebbe arrivato troppo presto, creando grandi aspettative nei giocatori quando il progetto si trovava ancora nelle fasi embrionali. Questo avrebbe portato Platinum Games a subire una certa pressione durante lo sviluppo, generando una situazione dubbiosa in cui entrambe le compagnie non sapevano se il gioco avrebbe mantenuto le sue promesse. E di fronte a un potenziale caso analogo a quello di Alan Wake, stavolta il colosso di Redmond avrebbe deciso di fermare tutto. Noi però pensiamo che un gioco di ruolo in terza persona con elementi d'azione caratterizzato, a detta dello sviluppatore, da una co-op a quattro, da una struttura open world e da spettacolari combattimenti contro creature gigantesche, ha un grandissimo potenziale, e che meriterebbe una chance su una macchina come Xbox One X. E allora, perché non sedersi a un tavolo e cercare di trovare una soluzione per riprenderne lo sviluppo?

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E se...

Prima di chiudere, torniamo un attimo alla nostra introduzione, al passaggio in cui evidenziavamo come Phil Spencer di Microsoft avesse rivelato su Twitter che la sua azienda starebbe lavorando a nuove proprietà intellettuali first party. Di cosa potrebbe trattarsi? E se Microsoft avesse deciso di creare dei nuovi team di sviluppo interni ingaggiando buona parte dei membri di Visceral Games o che hanno lasciato in questi mesi BioWare? Magari affidando poi loro i lavori su un horror avventuroso alla Dead Space e su un gioco di ruolo alla Dragon Age? Ovviamente dal punto di vista concettuale, non degli scenari e dei soggetti, visto che i marchi dei giochi citati non sono di loro proprietà. Insomma, il materiale sul quale costruire le basi di nuovi o vecchie proprietà intellettuali dalle quali ripartire per crearsi un parco giochi esclusivi sulla falsariga di quanto fa Sony coi suoi team di sviluppo interni ci sono tutte. Sta a Microsoft ovviamente valutare costi e fattibilità di questi progetti. E voi, cosa suggerireste al colosso di Redmond in tal senso?

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