Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno - Voci dal Sottobosco  27

Il director di Ni no Kuni II sullo sviluppo del gioco, le aspettative dei fan e la collaborazione con Ghibli

RUBRICA di Christian Colli   —   04/12/2017

Sono passati quattro anni dall'uscita di Ni no Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea. Il gioco di ruolo nipponico, nato da una collaborazione tra lo sviluppatore Level-5 e il rinomato Studio Ghibli del caro, vecchio Hayao Miyazaki, rinnovò l'interesse dei possessori di PlayStation 3 nei confronti di un genere spesso di nicchia grazie a un comparto tecnico e a una narrativa delicatissime che colpivano direttamente al cuore. Ni no Kuni era un JRPG tutto sommato tradizionale e il meraviglioso stile artistico, coadiuvato dall'abilità di Level-5, compensava le lacune di un sistema di gioco forse un po' troppo derivativo. L'imminente Ni no Kuni II, che arriverà nei negozi italiani il prossimo gennaio, è figlio di un'epoca diversa: la serie ha cambiato console e Level-5 ha interrotto la collaborazione con lo Studio Ghibli, progettando un titolo che cerca un punto d'incontro tra innovazione e tradizione.

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Il destino di un JRPG

Ni no Kuni prendeva le distanze dai giochi di ruolo più famosi come i Tales o Final Fantasy con una narrativa sensibile e delicata che non verteva sull'abusatissima fine del mondo oppure su intrighi impossibili, ma sulle peripezie di un ragazzino che si ritrovava catapultato in un mondo fantastico subito dopo aver perso sua madre: era una favola semplice che a modo suo voleva essere la storia dell'elaborazione di un lutto. Alcune scene erano infatti molto commoventi e colpivano soprattutto chi aveva vissuto esperienze simili a quella del piccolo Oliver. "Non posso rivelare troppo, ma posso affermare che anche in Ni no Kuni II ci saranno momenti drammatici e altrettanto emozionanti", anticipa il director Akihiro Hino. "Sono abbastanza sicuro che il nuovo gioco vi piacerà quanto il precedente". Hino non è soltanto a capo dello sviluppo di Ni no Kuni II: ha scritto la sceneggiatura del gioco ed è uno dei cofondatori di Level-5. La sua è una responsabilità enorme, anche perché Ni no Kuni II parte svantaggiato rispetto al prequel, in quanto manca del contributo offerto in precedenza dallo Studio Ghibli. Per molti fan questo sarà un deterrente non da poco. "Purtroppo non abbiamo potuto collaborare nuovamente con lo Studio Ghibli perché lo staff è cambiato, rispetto ad alcuni anni fa, e alcuni artisti che avevano lavorato al primo Ni no Kuni non ci sono più", spiega Hino. "Altri come Yoshiyuki Momose, però, hanno collaborato anche allo sviluppo di Ni no Kuni II".

Ni no Kuni II, dunque, può vantare una collaborazione solo parziale con lo Studio Ghibli, ma secondo noi molti fan sbagliano ad associare il successo del gioco al famoso studio di animazione nipponico: il suo contributo è stato molto importante, ma sarebbe ingiusto sminuire il ruolo che ha avuto Level-5. Hino, che ha scritto anche la storia del primo Ni no Kuni, è stato proprio quello che ha preferito cambiare soggetto e appoggiarsi a una narrazione più matura. "Rispetto al primo Ni no Kuni sono cambiate molte cose, ma la più importante è la prospettiva", sottolinea Hino. "In quel gioco osservavano tutto con gli occhi di un bambino, ma questa volta il protagonista è un adolescente che deve assumere il ruolo di sovrano senza avere alcuna esperienza. Anche la sua è una storia di crescita, ma sarà più avventurosa e irta di pericoli". Questo significa che la trama sarà molto più seria, quindi? Non proprio. "Nel primo gioco abbiamo fatto girare tutta l'ironia intorno al personaggio di Lucciconio, la fatina che accompagna Oliver [e che nell'edizione italiana parla in dialetto romano]", spiega Hino. "In Ni no Kuni II ci sono molteplici personaggi che accompagnano il protagonista, Evan, e che contribuiscono ad alleggerire la storia con le loro battute". L'idea dovrebbe essere quella di rendere il gruppo composto dal protagonista e dai suoi compagni molto più organico e naturale: l'umorismo scaturirà quindi dalle dinamiche di gruppo, invece di essere affidato interamente a un unico personaggio, risultando a tratti forzato e prevedibile.

I guerrieri di un regno

Il giovane re Evan Pettiwhisker Tildrum è stato deposto ed esiliato dal suo regno: per riconquistare il trono dovrà dimostrare di esserne degno e nell'impresa lo aiuteranno Roland, un uomo che proviene dal nostro mondo, e Tani, la figlia di un pirata dell'aria. E poi ci saranno gli Higgledies, folletti che sostituiscono i mostri che Oliver poteva domare nel primo Ni no Kuni e che aiuteranno Evan nei combattimenti di Ni no Kuni II. "Non abbiamo cambiato soltanto il sistema di combattimento, ma anche l'ambientazione", precisa Hino. "Cioè, il mondo fantastico in cui si svolge la storia è lo stesso de La Minaccia della Strega Cinerea, ma gli eventi de Il Destino di un Regno si svolgono trecento anni dopo, quindi sono cambiate molte cose". Interrogato sul ritorno di Lucciconio, Hino ha pure fatto spallucce, sostenendo che il buffo compagno di Oliver non comparirà nel nuovo gioco, ma che succederà qualcosa che richiamerà l'attenzione dei fan, probabilmente un cammeo o qualche citazione. I giapponesi adorano queste minuzie. Sulla questione, Hino è stato molto chiaro: "Chi ha giocato il primo Ni no Kuni, coglierà dei dettagli che renderanno alcuni momenti della storia molto più divertenti, ma non è assolutamente necessario: Ni no Kuni II è un titolo completamente autonomo". In questo senso, più che un sequel la nuova opera targata Level-5 sta assumendo sempre più la forma di un erede spirituale.

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Lo dimostra, in un certo senso anche la decisione di cambiare il sistema di combattimento, passando dagli scontri a turni a quelli in tempo reale. "Quando abbiamo sviluppato il primo Ni no Kuni, lo abbiamo fatto pensando specialmente al pubblico nipponico", ammette Hino, e infatti pochi sanno che prima de La Minaccia della Strega Cinerea, erano usciti esclusivamente in Giappone altri due titoli rispettivamente per Nintendo DS e sistemi mobile. "Il fatto è che i giapponesi sono abituati a giocare un po' dappertutto, perciò fanno fatica a concentrarsi su sistemi di gioco prettamente action. In questa occasione, invece, abbiamo deciso di sviluppare Ni no Kuni II per un pubblico internazionale fin dall'inizio, e quindi abbiamo ridisegnato il sistema di combattimento". In Ni no Kuni II, infatti, il giocatore non impartisce semplicemente gli ordini, ma combatte in tempo reale contro i nemici, controllando direttamente Evan. "I giapponesi preferiscono scegliere le azioni e guardare i loro beniamini combattere, mentre in Occidente i giocatori si sono abituati ai videogiochi online e all'interazione in tempo reale con gli altri giocatori", prosegue Hino. "In questo senso, è stato necessario metterci al passo coi tempi, e ritengo che il risultato piacerà a tutti perché rende Ni no Kuni II un titolo più moderno". Questa decisione, però, potrebbe aver rappresentato un grosso rischio. Gli appassionati del genere sono tendenzialmente tradizionalisti e faticano ad accettare grossi stravolgimenti e modernizzazioni nelle formule cui sono abituati. Level-5 avrà trovato un compromesso che non snaturi il fascino che ha reso tanto popolare Ni no Kuni? Lo scopriremo soltanto tra poche settimane.