Cinque studi che Microsoft dovrebbe acquisire  56

Proviamo a pensare a quali studi ci piacerebbe vedere sotto l'egida di Microsoft e che potrebbero aiutare Xbox One

SPECIALE di Giorgio Melani   —   05/12/2017

L'uscita di Xbox One X ha dato indubbiamente un nuovo slancio alla Mircosoft videoludica, in attesa di conoscere i primi numeri relativi all'arrivo della nuova console. Al di là dell'effettivo impatto sul mercato, la macchina in questione ha anche un significato particolare per la compagnia, perché sembra affermare ulteriormente, e con forza, che la divisione videoludica di Microsoft non è intenzionata a gettare la spugna o chiudere, come alcuni analisti di mercato hanno ipotizzato, interpretando anche il volere di alcuni azionisti della compagnia. In verità, la nuova gestione di Phil Spencer ha un po' riequilibrato tutta la situazione e la recente introduzione del capo di Xbox all'interno del Senior Leader Team dell'azienda si può leggere anche come una mossa delle alte sfere Microsoft per sottolineare l'importanza strategica assegnata comunque alla divisione gaming. In questo slancio propositivo è giunta anche la notizia sulla volontà di acquisire nuovi studi di sviluppo per ingrossare le file dei first party Microsoft, a dire il vero alquanto assottigliate dalla stessa politica della compagnia che negli ultimi anni ha effettuato una dolorosa ristrutturazione interna che ha portato alla chiusura di team storici come Lionhead.

Se l'idea è di controbattere alla produzione interna di Sony, viene da pensare che sia necessario soprattutto un cambio di mentalità in quel di Redmond: Xbox One è andata avanti finora puntando soprattutto su pochi e grandi brand di sicuro richiamo, concentrando tutti gli sforzi dei first party sulle serie note come Halo, Gears of War e Forza Motorsport. Questo ha portato a prodotti di altissimo livello, ma ha anche fortemente impoverito la diversità dell'offerta esclusiva per la console di Microsoft, che si è ritrovata scoperta su molti generi al di fuori dell'offerta dei third party multipiattaforma. È essenziale, dunque, che questo ritrovato slancio verso la costituzione dei first party sia accompagnato dalla volontà di voler sperimentare in nuovi ambiti, assumendo dei rischi con produzioni di alto profilo in nuove proprietà intellettuali ma non solo, anche semplicemente provando a investire in progetti che non rispecchiano precisamente l'idea della mega-produzione tripla A standard. In questa sede abbiamo voluto sbizzarrirci un po', provando a pensare a quali team potrebbero essere acquisiti da Microsoft e con quali prospettive.

Rafforzamento

Le scelte più semplici derivano ovviamente dai team con cui Microsoft ha già stabilito un solido legame, e tra questi il primo che salta in mente è sicuramente Playground Games. Il team britannico ha dimostrato di avere un talento eccezionale con il lavoro svolto sulla serie Forza Horizon, che rappresenta ora un fiore all'occhiello della produzione interna di Microsoft Studios, ma rimanendo una compagnia indipendente rientra perfettamente nel profilo che prendiamo in considerazione qui e rappresenterebbe un'acquisizione intelligente da parte della casa di Redmond. È vero che Playground ha finora sfruttato la solidissima base tecnologica offerta dal Forza Engine sviluppato da Turn 10, e si è cimentata praticamente su un genere solo, ma ha dimostrato grandi capacità tecniche e stile da vendere, rivoluzionando un genere storico come il racing arcade e rendendolo al contempo profondo e immediatamente divertente. Possiamo solo immaginare cosa potrebbe produrre un team del genere se messo alle prese con generi differenti, ma anche in questo caso risulta necessario - come dicevamo - non appiattire troppo la squadra sulla serializzazione selvaggia di Forza Horizon, sebbene la continuazione della serie sia comunque indispensabile.

È di qualche tempo fa la voce di corridoio di un action adventure a mondo aperto che sarebbe in sviluppo presso Playground sullo stile di Horizon Zero Dawn, poi confermata da ulteriori sviluppi recenti: ecco, se questo venisse confermato sarebbe un titolo da tenere sicuramente d'occhio, nonché un'esclusiva dal potenziale enorme per Microsoft nel caso procedesse con l'acquisizione del team. Un altro fronte su cui c'è bisogno di un certo rafforzamento è la produzione di titoli per PC, totalmente abbandonata per anni ma che ultimamente ha avuto un sussulto con l'annuncio del remake di Age of Empires e di Age of Empires IV. Dopo la chiusura dei compianti Ensemble, Microsoft ha perso parecchie quote all'interno degli appassionati di strategici, ma anche solo per tradizione sarebbe bello avere un team interamente dedicato a produzioni di questo tipo. Sebbene la scelta di maggiore risonanza rimanga sicuramente The Creative Assembly, vista l'importanza del team si potrebbe pensare (sempre sul piano ipotetico, ovviamente) che dati i rapporti avviati possa essere più semplice strappare Relic dalle mani di Sega con un'offerta che non si può rifiutare. Il team è già al lavoro su Age of Empires IV e la sua esperienza nell'ambito ha pochi eguali nel panorama attuale, pertanto sarebbe davvero un'ottima fabbrica di strategici per Microsoft.

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Esperienze single player

Con la chiusura di Lionhead e con Rare impegnata in sperimentazioni varie, la lacuna maggiore da colmare per Microsoft è rappresentata dai titoli classici con struttura single player. Le produzioni interne di Redmond si sono spostate negli anni verso le esperienze miste, dotate magari di campagne di grande rilievo ma sempre con un occhio di riguardo al multiplayer, d'altra parte la fascinazione di Microsoft per i titoli online e per i giochi come servizio è cosa nota. È dunque capitato spesso negli ultimi anni che gli studios si siano appoggiati a team esterni per portare avanti i progetti più afferenti allo stile classico del single player "story-driven", come successo con Insomniac per Sunset Overdrive e Remedy con Quantum Break. Entrambi questi team, essendo indipendenti, rappresentano ottime scelte per un eventuale acquisto da parte di Microsoft, a cui certo non mancherebbero i mezzi per portare avanti l'operazione: tuttavia l'eventualità sembra piuttosto remota, visti gli impegni in corso per entrambi. In questa sede abbiamo optato invece per una scelta un po' al limite ma indubbiamente romantica: Visceral Games. Il team nato da una costola di Electronic Arts ha dimostrato ampiamente il proprio talento spaziando anche tra diversi generi, da Dead Space e Dante's Inferno a Battlefield Hardline e il compianto progetto Ragtime su Star Wars, dunque ha tutte le carte in regola per coprire il ruolo richiesto, ma c'è anche un altro aspetto che renderebbe il tutto particolarmente affascinante: è stato chiuso da EA proprio a causa dei costi e dei rischi connessi allo sviluppo di grossi titoli single player e un'acquisizione in blocco da parte di Microsoft rappresenterebbe anche una netta dichiarazione d'intenti nei confronti del genere in questione.

Ovviamente si tratta di una cosa tecnicamente poco probabile (gli asset e lo stesso nome Visceral probabilmente resterebbero comunque in mano a EA), ma che fa sicuramente sognare. Un altro ambito in cui ci sarebbe da porre rimedio è l'assoluta mancanza di produzioni nipponiche su Xbox, diventata cronica dopo la clamorosa cancellazione di Scalebound. Proprio questo evento ha assunto una portata simbolica e difficilmente si potrà tornare allo slancio visto in questo settore agli inizi di Xbox 360 (ma anche con qualche esperimento interessante in avvio di Xbox One), tuttavia, se vogliamo sognare ci piacerebbe vedere un ritorno di Mistwalker all'opera: il team di Hironobu Sakaguchi sembra essersi ormai adagiato su produzioni di media portata in grado di realizzare ottimi introiti, come dimostrato dal recente Terra Battle, ma se c'è un game designer giapponese che potrebbe riavvicinarsi a Microsoft è probabilmente lui, vista anche la sua storica refrattarietà a rientrare nella sfera d'influenza di Sony. Memori di Lost Odyssey, Blue Dragon e di quello che significarono nel periodo di maggior splendore di Xbox (almeno sul fronte delle produzioni interne), è affascinante pensare a un'entrata di Mistwalker nei Microsoft Game Studios, magari recuperando anche quel misterioso Cry On che prometteva così bene prima della sua cancellazione.

Supporto tecnologico

In un panorama videoludico complesso come quello di questi anni, poter contare su un supporto tecnologico interno che possa liberare risorse e tempo dalla semplice costruzione di un engine grafico rappresenta un vantaggio di enorme spessore. La creazione di titoli di grosso calibro è già dispendiosa in termini di scrittura, game design e realizzazione anche senza prendere in considerazione la costruzione di una base, come dimostrano le produzioni interne di EA oggi totalmente adagiate sul Frostbite di DICE, pertanto riuscire a partire già da una base tecnologica ben rodata è qualcosa che attrae gran parte dei grandi publisher. Uno dei team da acquistare da parte di Microsoft, dunque, potrebbe essere il proprietario di un engine, cosa che consentirebbe un facile accesso a risorse di grande importanza per lo sviluppo, magari da mettere in condivisione con altri studios interni. In quest'ottica, non sono molti i team che sono stati in grado di elaborare degli engine malleabili e di grande spessore tecnico, al di là di Epic e software house simili che tuttavia hanno dimensioni tali da non poter rientrare facilmente in operazioni di acquisizione.

In questa sede abbiamo pensato allora a Crytek: la compagnia con base in Germania resta una grande realtà dell'industria videoludica, ma ha attraversato di recente diverse difficoltà di ordine economico che l'hanno costretta ad effettuare una sostanziosa ristrutturazione interna con conseguente ridimensionamento e chiusura di studi esterni subordinati. Le ultime notizie parlano di una situazione ancora difficile e questo farebbe ipotizzare che un'acquisizione da parte di Microsoft potrebbe portare vantaggi a entrambe le parti: l'etichetta troverebbe una sicurezza economica mentre la casa di Redmond, oltre a ottenere in esclusiva i servigi della compagnia di Cevat Yerli, potrebbe avere libero accesso al possente CryEngine. Si tratta di un motore grafico meno duttile di altri ma particolarmente avanzato, che ha già dimostrato di poter fare grandi cose se gestito a dovere e se l'utilizzo dovesse essere supportato dalla stessa Crytek con i team interni di Microsoft certamente i risultati sarebbero notevoli.