Il nostro parere sui primi contenuti di Destiny 2: La Maledizione di Osiride  56

Bungie prova a rimpolpare il suo titolo di punta, basterà Osiride a riportare i giocatori sui server?

PROVATO di Tommaso Valentini   —   07/12/2017

Con la chiusura della nostra recensione di Destiny 2 il monito lanciato era abbastanza chiaro: un titolo come questo, con la base di giocatori che si ritrova e con le promesse del team di sviluppo avrebbe dovuto continuare a ricevere contenuti in quantità e di qualità per non deludere le aspettative. Destiny è infatti un brand che negli anni è letteralmente esploso nelle mani di Activision, trainato da un hype mostruoso e alimentato da un desiderio vorace dei giocatori, pronti a spolpare ogni novità con frenesia. Al lancio è successo che le buone cose proposte con questo secondo capitolo sono andate ad esaurirsi piuttosto velocemente, tanto per i giocatori assidui quanto per i casual player. Eppure, come già scritto numerose volte, Destiny continua ad essere un prodotto eccellente per il tipo di esperienza offerta e gran parte dei suoi problemi deriva dall'avere un'identità non ben definita, che miscela l'anima da MMO con lo spirito degli sparatutto più classici, un'ibridazione difficile da inquadrare correttamente. Con la Maledizione di Osiride Bungie aveva dunque il compito di aggiungere carburante e tentare di attirare nuovamente tutti i giocatori verso la produzione.

Ancora presto per dirlo

Prima di ogni considerazione su questa nuova espansione è giusto specificare che questo articolo è uno speciale introduttivo, un modo come un altro per darvi il nostro parere sui contenuti che mano a mano scopriamo insieme. Come da prassi infatti, in questi giorni è uscito il grosso dell'esperienza per giocatore singolo in PvE, mentre nei prossimi giorni arriveranno i contenuti PvP e le nuove sezioni del Raid che avranno il compito di chiudere un cerchio partito bene ma ancora non perfetto sotto molteplici aspetti. Chi si aspettava una rivoluzione del gioco o la messa a punto delle meccaniche di base viste su Destiny 2 semplicemente non ha ben chiari i tempi di sviluppo di questo e anche del prossimo DLC, che avranno semplicemente il compito di trascinarci verso l'Anno 2 dove finalmente vedremo quanto i feedback siano stati ascoltati. Eppure la maledizione di Osiride, o almeno la sua campagna, ci ha saputo entusiasmare sulle prime battute, con un filmato d'apertura esaltante e adrenalinico, con la minaccia dei VEX che torna a farsi prepotente e un Osiride messo in seria difficoltà. Si torna quindi su Mercurio con un'ambientazione di quelle da lasciare davvero a bocca aperta: il lato artistico di questa espansione è eccezionale e non sono pochi i minuti che abbiamo passato persi con lo sguardo verso l'orizzonte ad osservare i giochi di luce e le enormi distese ai nostri piedi. Ci sono scorci stupendi e alcuni passaggi incredibili che abbagliano per i colori vivi e sgargianti utilizzati, in forte contrasto con altre aree cupe e strette dove i combattimenti si fanno serrati. È impossibile rimanere indifferenti davanti allo spettacolo offerto e vi possiamo assicurare che se l'ambientazione del gioco è uno dei motivi che vi spinge a restare su Destiny, qui avrete davvero di che gioire. Purtroppo a fare da contraltare ci pensa la struttura della missione principale, che rimane ancorata ai vecchi canoni prevedibili e in grado di offrire ben poca libertà al giocatore. Si avanza per corridoi lineari saltando da una piattaforma all'altra e si combattono Vex, Cabal e Caduti come si è sempre fatto, con l'enorme rammarico di non trovare nuovi nemici sul nostro percorso, se non per piccole modifiche estetiche che non riescono a cambiare l'esperienza di gioco vista fino ad oggi.

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Storie d'altri tempi

Nel contenuto ci sono scontri con i boss interessanti e soprattutto il combattimento finale ci è davvero piaciuto molto, tanto che non avrebbe sfigurato come duello finale da Incursione. C'è il rammarico di avere una zona esplorabile davvero ridotta all'osso su Mercurio, sicuramente inferiore a quella vista nei pianeti del gioco base, quasi insignificante rispetto all'enorme area della Zona Morta Europea e secondo noi, per un'espansione era quantomeno lecito aspettarsi qualcosa su quel livello. Ci sono ovviamente nuove reputazioni da conquistare, nuovi eventi pubblici da affrontare ma il gioco, per chi se lo stesse chiedendo, rimane esattamente quello che avete imparato ad amare nei mesi scorsi, senza troppe distrazioni. I due nuovi assalti vengono poi estrapolati direttamente dalla missione principale, senza aggiungere nulla di realmente nuovo al DLC e anche la voglia di rispedirvi ad affrontare vecchie missioni in location presenti nel gioco base rende questa nuova espansione un tentativo goffo di celare una mancanza di idee che sembra affliggere la produzione Bungie, ed è qui che è lecito e giustificato arrabbiarsi da fan e da giocatori. Destiny ha dalla sua una storia e una mitologia impressionanti, c'è la possibilità di avere pianeti sconfinati da esplorare con mille cose da inventare e da far scoprire il giocatore e questa sufficienza nella presentazione dei nuovi contenuti, come se tutto dovesse essere concesso e perdonato, proprio non riusciamo a mandarla giù. C'è l'impressione di un potenziale non ancora sfruttato in pieno: il raid ha il compito di risollevare le sorti di un DLC che viene bruciato in circa tre ore di gioco e che vi lascia poi nello stesso identico limbo antecedente al suo arrivo, quello in cui i giocatori ripetono all'infinito le stesse attività e che un nuovo cap del livello fissato a 330 non riesce a giustificare.

Destiny 2: La Maledizione di Osiride è un DLC che propone una serie di contenuti in linea con quanto visto nel gioco principale. Abbiamo una campagna su Mercurio, il nuovo pianeta, nuove ambientazioni, nuove skin per i nemici, nuove armi e il ritorno di vecchie bocche da fuoco a cui i giocatori erano particolarmente legati. Come ci aspettavamo però non è un tipo di prodotto che può cambiare faccia al gioco: Destiny 2 resta al momento, nel bene e nel male, ciò che avete giocato fino ad oggi, senza alterazioni. Restiamo in attesa di testare per bene il raid e altri contenuti extra per giungere al verdetto finale.

CERTEZZE

  • Mercurio è estremamente bella da vedere
  • Buon combattimento finale

DUBBI

  • Non cambia assolutamente gli equilibri del gioco
  • Assalti riciclati e alcune aree ridondanti proprio non li abbiamo digeriti