La giustizia di My Hero Academia 30

Il manga di Kohei Horikoshi diventa un picchiaduro multipiattaforma

ANTEPRIMA di Christian Colli   —   09/01/2018
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Ora che sono finiti Bleach e Naruto - anche se quest'ultimo sta proseguendo, pur senza grande successo, nella serie sequel Boruto - si è creato un vuoto nel ricco panorama degli shonen, i fumetti giapponesi "per ragazzi". Nonostante siano numerosi i manga che le case editrici giapponesi pubblicano ogni settimana, sono pochi quelli che fanno parlare di loro in tutto il mondo come è successo con Dragon Ball o come succede ancora oggi con l'altra colonna portante della rivista Weekly Shonen Jump, One Piece. Nonostante questo, sembra proprio che My Hero Academia (noto in patria come Boku no Hero Academia) di Kohei Horikoshi sia destinato a diventare famoso come il suo protagonista, Izuku "Deku" Midoriya: la serie, cominciata nell'estate del 2014, conta già una quarantina di episodi animati, un lungometraggio in uscita a fine 2018 e un mediocre videogioco per Nintendo 3DS. Adesso tocca allo sviluppatore Byking (Gunslinger Stratos, Rise of the Incarnates) realizzare un nuovo picchiaduro che incarni lo spirito della serie, e questa volta sulle console casalinghe.

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La giustizia è importante

Per chi non sapesse di che cosa parla My Hero Academia, basti dire che la serie segue le vicissitudini degli studenti di una prestigiosa scuola che addestra... super eroi. Nel mondo di My Hero Academia, infatti, quasi ogni essere umano possiede un super potere, anche detto "quirk": non è però il caso del protagonista Deku, un adolescente senza poteri che sogna di diventare lo stesso un eroe, ammirando soprattutto le gesta del mitico Almight. Sarà proprio quest'ultimo a cedergli i suoi poteri, consentendogli di entrare in un'accademia dove Deku conoscerà amici e rivali, affrontando esami scolastici e super cattivi che vogliono rovesciare l'ordine mondiale. Messa così, la storia di My Hero Academia non sembra niente di speciale, ma il manga di Horikoshi eccelle nella caratterizzazione dei personaggi e nelle scene d'azione, combattimenti affrontati strategicamente senza i potenziamenti assurdi o le ripetute trasformazioni in cui sprofondano spesso gli shonen. Grazie a questa sua originalità e freschezza, My Hero Academia ha rapidamente conquistato i cuori degli appassionati di manga e di anime sia in Giappone che nel resto del mondo.

Lo stesso purtroppo non si può dire del picchiaduro One's Justice, mostrato al recente Jump Festa in una forma ancora rudimentale che, però, concettualmente, non sembra avere nulla di nuovo da dire. Si tratta infatti di un titolo molto simile a J-Stars o ai vari Naruto: Ultimate Ninja Storm, in cui due combattenti si affrontano all'interno di arene completamente tridimensionali. Abbiamo visto scontrarsi il protagonista Deku e il suo amico, nonché rivale, Bakugo, per le strade della città. I due giovani eroi si scambiano una manciata di colpi speciali che suggeriscono un sistema di controllo estremamente semplice, basato probabilmente su uno schema che lega i pulsanti del controller a un paio di attacchi fisici, ad almeno un colpo speciale e al salto. Lo scenario non offre grandi spunti strategici e sembra proprio che ruderi e automobili facciano soltanto scena, senza essere interattivi. La battaglia distrugge l'ambiente circostante e in qualche modo prosegue verticalmente anche sulle pareti dei palazzi circostanti, proprio come succedeva nei tie-in di Naruto, con l'inquadratura che riprende il combattimento da un'angolazione strana: si tratta di un risvolto un po' atipico, visto che in My Hero Academia non succede nulla del genere, ma non si capisce se si tratta di una meccanica temporanea o se sia effettivamente possibile combattere verticalmente.

L'idea che ci siamo fatti, insomma, è di un picchiaduro molto caotico che punta più sulla spettacolarità che sui tecnicismi, rivolto soprattutto ai fan più giovani e smaliziati del manga/anime. Alcune indicazioni visive - sotto forma di fumettistiche onomatopee - lasciano intuire l'esistenza di qualche meccanismo più elaborato, come le "Just Guard" che, con ogni probabilità, sono parate eseguite all'ultimo momento che consentono recuperi o contrattacchi istantanei. Ovviamente è possibile ricorrere a potentissime tecniche speciali contraddistinte da sequenze cinematiche, anche se, non avendo visto ancora l'interfaccia definitiva di gioco, è difficile risalire ai requisiti necessari a utilizzarle. Sul fronte tecnico, One's Justice sfoggia un bel cel shading che gli dà un aspetto molto cartoonesco; peccato però per le animazioni un po' legnose, specie durante i salti.

È ancora presto per esprimere un giudizio su My Hero Academia: One's Justice, anche perché sappiamo pochissimo sui contenuti del titolo Byking. Per esempio, sappiamo per certo che sarà possibile giocare nei panni di Deku, Bakugo e Shigaraki, ma solo perché sono gli unici personaggi che abbiamo visto in azione, mentre il resto del cast rimane avvolto nel mistero, così come le modalità di gioco. Quel poco che abbiamo visto del gameplay, però, non ci lascia ben sperare sul fronte dell'originalità: One's Justice ha tutta l'aria di essere un altro tie-in che punta sugli appassionati senza grandi slanci di innovazione. Speriamo di essere smentiti, perché My Hero Academia merita sicuramente di più.

CERTEZZE

  • Visivamente ricorda tantissimo la serie animata
  • Il cast di My Hero Academia si presta bene ai picchiaduro

DUBBI

  • Il gameplay non ci è sembrato particolarmente interessante
  • Non sappiamo praticamente nulla sui contenuti

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