Cosa vorremmo in... Ghost of Tsushima 27

Come potrebbe essere Ghost of Tsushima? Proviamo a immaginarlo insieme

RUBRICA di Massimo Reina   —   11/01/2018

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, essa tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Presentato alla Paris Games Week 2017, Ghost of Tsushima è il nuovo progetto su cui sta lavorando Sucker Punch Productions, team di sviluppo visto all'opera in produzioni quali Sly Cooper e inFamous. Il gioco, che offrirà delle meccaniche d'infiltrazione in un contesto open world, sarà ambientato sull'isola di Tsushima nel 1274, durante il tentativo di invasione dell'esercito mongolo del Giappone. In questo contesto si svolgerà la storia di Jin, un samurai in disgrazia dopo la caduta del suo daimyō e il massacro della sua gente, che diviene l'unica speranza dell'isola contro lo spietato Khan e il suo esercito. Armato di katana, wakizashi e arco, il guerriero dovrà muoversi quanto il più possibile nell'ombra attraverso foreste di bambù, castelli e paesaggi lussureggianti, mettendo da parte perfino il credo dei samurai per perpetrare i suoi obiettivi, che pare riguarderanno anche una vendetta personale, fino a diventare la leggenda conosciuta come "il Fantasma", "in una sanguinosa storia di tradimento e sacrificio, ispirata a quelle degli antichi samurai".

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Il fascino del Giappone feudale

La cultura nipponica sarà quindi al centro dell'esperienza, non a caso Sucker Punch sta collaborando con diversi studiosi ed esperti di tradizioni e folklore giapponesi per ricreare fedelmente ogni aspetto della cultura del tempo. Noi, in attesa di notizie ufficiali, abbiamo provato a immaginare come potrebbe essere il gioco, mettendo assieme una manciata di idee che a nostro parere potrebbero funzionare. Per esempio, speranzosi che gli sviluppatori facciano davvero un ottimo lavoro per quanto riguarda la riproduzione visiva e culturale del Giappone medievale, vorremmo che gli sceneggiatori creassero una trama avvincente, con una caratterizzazione dei personaggi profonda e credibile, così da farci immergere al meglio nel contesto narrativo dell'avventura. Non vogliamo ritrovarci dinanzi a eroi e nemici stereotipati, ma a "persone" vere coi loro pregi e i loro difetti, in alcune delle quali il confine morale tra bene e male dovrà essere labile, e dunque essere difficile tacciare un individuo per "cattivo" assoluto o "buono" senza macchia e senza peccato.

Particolare attenzione ci auguriamo che venga ovviamente riservata agli antagonisti principali e al "Fantasma di Tsushima", che immaginiamo come una figura tormentata, da un lato legato ancora alle tradizioni dei samurai e ai valori del bushido, dall'altro costretto dagli eventi a cambiare, almeno nel modo di agire, compresa la necessità di dover combattere ormai quasi sempre agendo nell'ombra, e non a viso aperto. E poi un animo angustiato dal dolore della perdita dei propri cari, perché se è vero che "la Via del Samurai significa essere posseduto dal pensiero della morte", come recita l'Hagakure, è anche vero che al cuore non si comanda e il dolore può portare la furia e il desiderio di vendetta.

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Un mondo vivo

Come abbiamo scritto prima, Sucker Punch ha dichiarato che il titolo avrà una struttura open world con meccaniche d'infiltrazione, quindi speriamo di avere davvero un'ambientazione enorme che riproduca in ogni minimo dettaglio l'intera isola giapponese invasa dall'esercito mongolo, consentendoci di immergerci in un mondo credibile, pulsante di vita anche come flora e fauna, di esplorare luoghi estremamente affascinanti e di ammirare lo splendore dell'architettura medievale nipponica. Il tutto con la possibilità davvero di approcciare l'avventura senza particolari vincoli, tranne quando si dovrà ovviamente affrontare un momento chiave necessario per la progressione della trama e dunque un po' più guidata.

Il team di sviluppo ha assicurato i videogiocatori che in Ghost of Tsushima ci si potrà recare in qualsiasi punto della mappa mossi dal proprio personale interesse anziché essere indirizzati dal gioco. Ebbene, vorremmo che fosse possibile poter sbloccare nuove missioni che possano offrire diversi scopi e obiettivi da raggiungere, magari per approfondire la storia, in modo da permettere alla trama di dipanarsi lentamente, o per permettere al "Fantasma" di recuperare armi, armature e oggetti rari. Vorremmo però che tali missioni non fossero stilisticamente tutte uguali tra di loro, né semplici e banali da portare a termine, ma che ogni scenario fosse studiato in modo tale da offrire un buon livello di sfida all'utente, magari anche su più piani e in verticale, che dovrebbe di volta in volta pianificare al meglio le proprie azioni cercando di non dare nell'occhio ai potenziali nemici nei dintorni delle varie aree.

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Assassini silenziosi

Immaginiamo quindi di muoverci a piedi, furtivamente, magari sui tetti di un avamposto militare, dentro una fortezza a più piani o lungo gli argini di un fiume dove si sono accampanti dei mongoli, per cercare di sorprendere le sentinelle ed eliminarle una a una prima di sferrare un attacco a sorpresa, se necessario, oppure cavalcare a spron battuto all'inseguimento di una staffetta per impedirle di consegnare un messaggio importante o di dare l'allarme su qualche situazione potenzialmente dannosa per l'esercito invasore, e così via. La nostra speranza, e quindi il nostro desiderio, è che i contadini dei villaggi che ci troveremo a visitare o le guardie che pattugliano le varie locazioni di gioco non siano né superuomini capaci di vederci al buio a decine di metri di distanza mettendo in allarme la cittadina, né dei perfetti idioti con una intelligenza artificiale limitata al compitino, tale da fargli compiere delle azioni illogiche, rovinando involontariamente le azioni pianificate con certosina pazienza, che magari puntavano sul fattore sorpresa.

Sulla falsariga di altri titoli analoghi, poi, auspichiamo di poterci cimentare in qualche mini gioco e in sfide da svolgere dentro e fuori le mura dei castelli e dei villaggi, ma sempre correlati in qualche modo alle tradizioni e alla cultura giapponese del periodo. Inoltre, parallelamente alle missioni secondarie, non ci dispiacerebbe essere impegnati anche in una serie di eventi casuali facoltativi che si attivano magari in orari specifici o in momenti particolari dell'avventura. Salvare una carovana di poveri contadini in fuga dalle grinfie di spietati banditi o soldati nemici, scortare una famiglia in difficoltà fino a un luogo sicuro o liberare dei prigionieri destinati altrimenti a una fine tragica potrebbero essere alcune delle attività secondarie che si potrebbero svolgere in particolari momenti della giornata.

Tra l'altro si potrebbe anche pensare di inserire un gioco nel gioco, implementando un sistema di fortini e avamposti militari da edificare o occupare proprio con le persone salvate dal patibolo, creando una sorta di mini esercito di ribelli che assicurerebbero da un lato una discreta stabilità nell'area dalla presenza dei mongoli, dall'altra la disponibilità per il nostro protagonista di trovare alla bisogna luoghi protetti e sicuri dove trascorrere la notte, ricaricare le batterie dopo una estenuante giornata trascorsa a cavallo e combattendo, o fare rifornimento di armi, "munizioni" e altri generi di cui avrebbe bisogno per le future azioni. Insomma, duelli all'ultimo sangue, lunghe cavalcate attraverso verdi colline o fitte foreste di alberi; e ancora, furiose battaglie a colpi di katana lungo le strade impolverate di un villaggio di contadini, assalti silenziosi a degli avamposti mongoli, animali selvaggi da cacciare per rifocillarsi. Il tutto all'interno di un contesto epico: è questo ciò che vorremmo da Ghost of Tsushima. E voi? Cosa vorreste vedere nel nuovo titolo di Sucker Punch?