A Parigi per provare nuovamente Vampyr! 59

Una nuova prova ha messo in luce le tante qualità del titolo Dontnod

PROVATO di Tommaso Valentini   —   14/02/2018
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Sebbene i vampiri siano da sempre fonte di grande ispirazione, nei videogiochi sono stati pochissimi i brand di successo che ne hanno saputo raccontare in maniera interessante le storie. Sono insomma lontani i tempi di Legacy of Kain, di Castlevania e di Vampire: The Masquerade, ma non ci vorrà ancora molto prima che gli incubi vengano nuovamente presi d'assalto dalle creature notturne. Dontnod, i creatori di Life is Strange e Remember Me, tanto per darvi l'idea della caratura del team di sviluppo, sta per far giungere sulle nostre console e i nostri Pc Vampyr, un titolo dai connotati strani, che miscela sapientemente alcune sessioni di combattimento con fasi lente, riflessive ed esplorative. Siamo stati a Parigi la scorsa settimana e abbiamo avuto modo di provare per ben due ore questa nuova promettente produzione, lasciandoci rapire da quello che sembra essere un contorno dall'elevata qualità.

Sangue e lacrime

Vampyr narra la storia di Jonathan Reid, un medico chirurgo di buona fama risvegliatosi inspiegabilmente vampiro. L'ambientazione è quella della Londra del 1918, con le vie illuminate dalla fioca luce dei lampioni e una costante nebbiolina utile solo a rendere l'atmosfera ancora più tetra. Bastano pochi istanti e un incipit affascinante per rapirci completamente: non appena Reid riprende conoscenza la sua sete lo porta a compiere atti indicibili e incontrollati, segnando per sempre la sua esistenza. In lui nasce così una sorta di estremo conflitto interiore, con una parte del suo nuovo essere desideroso di nutrirsi delle persone e l'altra metà decisa a scoprire il responsabile di tutto quello che gli sta accadendo. Se ciò non dovesse essere abbastanza, Londra sarà in piena crisi sanitaria, con l'influenza spagnola nel pieno delle sue forze, una malattia che lentamente sta sterminando la popolazione. Vampyr però non si limiterà a raccontare una storia, seppur già di per sé non banale visti tutti gli elementi coinvolti, ma lascerà che sia il giocatore a plasmare la narrazione seguendo le sue azioni. Ecco allora che Reid potrà nutrirsi degli avversari che attentano la sua vita senza rompere i fragili equilibri che regolano la città, oppure decidere che per arrivare a svelare l'arcano mistero, l'unica via è la violenza suprema e nutrirsi di tutto il sangue possibile rappresenta la decisione essenziale da prendere. In mezzo a questi due estremi ci saranno un sacco di sfumature e sfaccettature, con la regia di Dontnod che guiderà il giocatore spostando i pezzi come su una scacchiera affinché la storia continui ad avere un senso. Uccidete NPC importanti e alcune quest vi verranno precluse, alcuni negozi scompariranno e parti della trama resteranno nascoste per sempre. Il tutto dovrebbe, il condizionale è d'obbligo visto che in due ore di tutti questi elementi ne abbiamo solo avuto un piccolo assaggio, regalare un'esperienza unica che culminerà con uno dei molteplici finali disponibili, inclusa una speciale conclusione attivabile arrivando alla fine del gioco senza prendere nemmeno una vita, più o meno innocente che sia.

Uccidere per nutrirsi, nutrirsi per sopravvivere

Reid dovrà fare spesso i conti con la sua natura di vampiro e sebbene la parte investigativa svolga un ruolo di primaria importanza nel bilanciamento complessivo del titolo, anche il combattimento ha un ruolo decisamente importante. Reid ha infatti un solo modo per salire di livello: bere il sangue delle vittime e trasformare ogni goccia di plasma in preziosi punti esperienza che poi si tramuteranno a loro volta in talenti passivi e abilità da utilizzare durante gli scontri. La conclusione logica è che meno vite prenderete e più sarà complesso proseguire nell'avventura, con una sorta di livellamento automatico della difficoltà che questa volta avrà conseguenze dirette sulla storia. Volete diventare potentissimi e massacrare tutti con pochi colpi? Siete liberissimi di farlo ma tutto quel sangue avrà ovviamente un alto costo. È un'idea interessante perché mette il giocatore nelle condizioni di dover adattare il suo stile di gioco alle scelte morali e decisionali, un legame che andrà studiato a dovere in sede di recensione e che potrebbe nascondere più di qualche insidia. Tra le abilità sbloccabili salendo di livello troviamo i più disparati colpi dalla distanza, un comodo teletrasporto e colpi vampirici in gradi di aprire in due un nemico, ma Reid non disdegna nemmeno l'uso delle armi da fuoco e delle armi bianche per un armamentario di tutto rispetto, capace di regalare buona varietà. Il sistema di combattimento è invece molto vicino al classico free flow anche se non ci è sembrato così fluido e ricercato come nella serie di Batman. È un problema purtroppo che permea tutta la produzione, almeno per il momento, con animazioni poco precise, numerose compenetrazioni e animazioni facciali non sempre da dieci e lode nonostante l'uso del solidissimo Unreal Engine 4. Entrando nello specifico del sistema di combattimento, oltre alla stamina utile per eseguire le mosse base, Reid avrà poi una speciale barra dedicata al sangue per le abilità speciali che può ricaricare durante gli scontri stordendo gli avversari e azzannandoli alla giugulare. Tutto il sistema di combattimento è ovviamente escluso dalla gestione morale della narrazione, lasciandovi piena libertà di agire come meglio credete durante gli scontri. Non sappiamo ancora se ci saranno boss ove le scelte saranno influenti ma è una particolarità di cui restiamo volentieri all'oscuro così da non rovinarci la sorpresa nella versione definitiva del titolo.

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Non solo duelli

Se l'atmosfera è promossa a pieni voti vogliamo aspettare ancora un po' prima di sbilanciarci completamente circa il comparto tecnico nel suo complesso. Il lavoro di Dontnod è comunque immenso se pensiamo a quante case sia possibile visitare al loro interno, quanti elementi siano presenti a schermo e quanto grande sia la mappa di Londra, il tutto tinteggiato da colori pallidi per un'ambientazione che gli amanti di quel periodo storico non potranno proprio non apprezzare. I dialoghi, sempre presenti e in gran quantità, saranno a scelta multipla e vi accorgerete ben presto che le persone con cui interagire e a cui render conto si conteranno davvero decine. Ogni abitante è dotato poi di una barra speciale che ne determinerà la salute qui rappresentata dalla qualità del sangue, una sorta di indicatore che rispecchierà non solo il quantitativo di punti esperienza che guadagnerete in caso di uccisione ma anche il modo di porsi di queste persone. Più avrete cura della popolazione e più questa sarà incline ad aiutarvi e a darvi le risposte che cercate, altrimenti uccisioni e controllo mentale saranno le vostre uniche alternative.

Vampyr è un titolo estremamente interessante e ad ogni prova continua a mostrare qualche feature inedita capace di stuzzicare le nostre fantasie. Il sistema di crescita del personaggio è parecchio completo e la storia, con le sue mille sfaccettature e un sistema morale molto profondo, ci fanno desiderare fortemente il titolo. L'intera struttura ludico narrativa sembra insomma appoggiare su solide basi con gli unici punti di domanda relativi al sistema di combattimento, a volte zoppicante, e a un comparto animazioni non eccessivamente curato. Tra pochi mesi il verdetto completo.

CERTEZZE

  • La storia sembra estremamente interessante
  • Scelte morali influenti
  • Ottima atmosfera

DUBBI

  • Il sistema di combattimento non ci ha convinti del tutto
  • Animazioni da sistemare prima dell'uscita