Tutti uniti nella demo di The Alliance Alive  8

Abbiamo giocato la versione dimostrativa del promettente JRPG in uscita per Nintendo 3DS

PROVATO di Christian Colli   —   06/03/2018

L'offerta di Nintendo 3DS è ormai agli sgoccioli: la console portatile sta rapidamente cedendo il posto alla nuova piattaforma della casa di Mario, ma c'è ancora il tempo per qualche ultima scintilla al tramonto. Dopo l'ottimo Radiant Historia: Perfect Chronology, tocca nuovamente a FuRyu rappresentare i giochi di ruolo nipponici, e soprattutto fare meglio del suo titolo precedente, The Legend of Legacy, che critica e pubblico hanno accolto freddamente. Per fortuna, nello staff del piccolo sviluppatore giapponese è cambiato un elemento cruciale, e cioè lo sceneggiatore: a firmare la storia di The Alliance Alive ci ha infatti pensato Yoshitaka Murayama, noto per aver scritto anche le trame di alcuni grandi JRPG del passato, e in particolare i primi tre Suikoden di Konami.

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Viva la varietà

La demo di The Alliance Alive propone il prologo e infatti, una volta completata, crea un salvataggio da caricare una volta acquistato il gioco: non è chiaro se dovremo ricominciare da capo l'avventura, ma la demo ci avverte che potremo importare fino a 4.000 punti talento da spendere immediatamente all'inizio della partita. I punti talento in questione si guadagnano combattendo, ovviamente, e la demo ne offre una buona quantità da spendere subito nel cuore vero e proprio del gameplay, ovvero una enorme libertà a livello di personalizzazione. Ogni personaggio che si unirà alla nostra causa può infatti impugnare qualunque arma, anche se le sue statistiche principali lo renderanno sempre più adatto a un certo ruolo invece che a un altro: ciò comunque non ci vieta di far combattere con uno spadone a due mani la "signimante" Azura, per esempio, anche se i suoi poteri magici la classificano come una guaritrice fin da subito. I talenti servono quindi a potenziare le capacità dei personaggi, consentendo loro di risparmiare o addirittura ripristinare i punti spesi per usare le abilità e le magie, oppure per rendere gli attacchi di determinate armi più efficaci.

Questo significa che il giocatore può decidere come costruire ogni personaggio, concentrandosi su un certo stile di gioco o facendolo diventare una specie di combattente tuttofare. I talenti permettono anche di velocizzare l'apprendimento delle tecniche speciali, completamente casuale: è un retaggio di The Legend of Legacy che non ci ha fatto impazzire, ma che in The Alliance Alive sembra essere stato bilanciato meglio. Ogni volta che attacchiamo i nemici, e soprattutto se essi sono più forti di noi, c'è una possibilità che i nostri personaggi imparino una nuova tecnica o aumentino la potenza di una che già conoscono. Ovviamente ci sono tantissime tecniche da imparare per ogni arma, ma la casualità che contraddistingue il loro apprendimento potrebbe far storcere il naso a chi preferisce una progressione maggiormente controllata dei personaggi dato che al caso si rimette anche la crescita di valori come gli HP e gli SP. Fortunatamente le battaglie a turni si esauriscono in pochi secondi, anche perché è possibile aumentare la velocità del gioco fino a due o quattro volte il normale, riducendo al contempo il peso di un'eventuale "grind".

Se il sistema di combattimento si rivelerà bilanciato, senza i picchi assurdi di difficoltà riscontrati in The Legend of Legacy, lo sapremo soltanto provando le fasi avanzate dell'avventura. La demo, intanto, ci cala nei panni di Galil e Azura, due giovani amici che fanno parte di un movimento di resistenza che si oppone ai Daemon, una razza giunta dal cielo che, secondo la leggenda, ha soggiogato l'umanità secoli prima. Oggi gli esseri umani vivono all'ombra dei Daemon e dei Beastfolk in un mondo in cui il sole ha smesso di splendere: la scoperta di un mausoleo, in cui sarebbe custodito un dipinto che ritrae il cielo azzurro che non hanno mai visto, incoraggia l'intraprendente Azura a intrufolarsi nel sotterraneo per poterlo finalmente ammirare. L'espediente ci ha dato quindi l'occasione di esplorare il primo "dungeon" del gioco, anche se in realtà è possibile avventurarsi in giro per la mappa del mondo e scoprire qualche altra zona opzionale in cui combattere nemici e racimolare soldi e oggetti.

Il mausoleo è tuttavia infarcito di piccoli rompicapi da risolvere spostando statue o premendo interruttori che proiettano luci e ombre, un piccolo antipasto degli enigmi che dovremo affrontare in futuro. Una volta raggiunta l'ultima camera, abbiamo affrontato un boss impossibile da sconfiggere che ha maledetto Azura, privandola della vista. Questa svolta piuttosto tetra nella trama ci ha ricordato proprio i colpi di scena dei Suikoden di Murayama, uno scrittore capace di alternare con grande abilità i ritmi delle sue storie in un susseguirsi di momenti allegri e altri profondamente drammatici. The Alliance Alive sembra possedere la stessa carica narrativa, grazie anche un cast molto interessante, ma bisogna prendere atto del budget ridotto con cui è stato sviluppato il gioco di FuRyu che, oltre a essere completamente in inglese, non è stato neppure doppiato: in questo senso, le cinematiche che raccontano la storia si svolgono in silenzio, accompagnate soltanto dalla colonna sonora del sempre bravo Masashi Hamauzu. Si respira un'aria fortemente retrò, insomma.

L'oretta che abbiamo passato in compagnia della demo di The Alliance Alive ci ha promesso un titolo interessante, uno di quei prodotti a budget ridotto che però sanno colpire al cuore soprattutto i fan dei giochi di ruolo giapponesi più tradizionali. Questi ultimi probabilmente non si faranno scomporre dall'assenza del parlato o dai testi completamente in inglese, né tanto meno da alcune discutibili scelte in termini di gameplay, ma finché non avremo tra le mani un codice completo è impossibile sapere se il gioco, effettivamente, può fare presa su un pubblico più vasto.

CERTEZZE

  • La firma di Murayama è una garanzia
  • I rompicapi nel dungeon promettono bene
  • Grande libertà di personalizzazione

DUBBI

  • Difficoltà da verificare
  • La progressione casuale è tutta da valutare
  • Il character design può essere molto divisivo