Cosa vorremmo in... DOOM II 45

Abbiamo provato ad immaginare il possibile seguito del nuovo DOOM

RUBRICA di Massimo Reina   —   16/04/2018

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, essa tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Se chiedete a un qualsiasi giocatore non necessariamente di una "certa età" quale per lui sia il videogioco più rappresentativo del genere FPS, facile che questi vi risponda " DOOM". D'altronde quello di id Software viene riconosciuto universalmente da molti come lo sparatutto per eccellenza, simbolo del genere quasi come il marchio Final Fantasy lo è, nonostante tutto, per i giochi di ruolo alla giapponese. Chiaro quindi che già solo il sentire nominare un possibile nuovo progetto legato a DOOM stuzzichi, e di molto, gli appetiti dei suoi tantissimi fan. Sono infatti di pochi giorni fa le rivelazioni di Bethesda Softworks che al PAX East ha svelato di avere in serbo grandi novità per il prossimo E3 di Los Angeles che si terrà nel mese di giugno. In particolare Pete Hines, vicepresidente della compagnia, avrebbe detto "avremo tanta roba nuova di cui parlare all'E3. Che ci crediate o meno, per noi sarà come l'Inferno sulla Terra". Quest'ultima frase secondo alcuni potrebbe essere un indizio sulla possibile presentazione di un nuovo episodio di DOOM, forse un seguito del reboot visto che richiamerebbe il sottotitolo dell'originale DOOM II, ovverosia Hell on Earth.

Il punto di partenza

Vero? Falso? Coincidenze? Non lo sappiamo. Ma in attesa di avere maggiori informazioni in proposito, abbiamo provato a immaginare come potrebbe essere il nuovo capitolo della saga e cosa vorremmo vederci. Ma prima di formulare ipotesi e alimentare ogni argomento con la nostra fantasia, occorre a nostro parere porsi prima una domanda: come dovrebbe essere l'impostazione tipo di un eventuale nuovo DOOM II? Lo vorremmo "vecchia scuola" come i classici DOOM: ripetitivo nelle meccaniche ma estremamente divertente, adrenalinico e soddisfacente per chi era disposto ad accettarne lo stile? Oppure sarebbe meglio una sorta di ibrido fra tradizione e innovazione? Perché questo è il punto focale del discorso: capire se vogliamo un solido sparatutto vecchia maniera senza fronzoli dove si spara tanto, e dove l'intero focus del gameplay è sulla grande abilità richiesta al giocatore per farsi strada attraverso i densi livelli, oppure qualcosa di sensibilmente più moderno, almeno in parte.

Perché nel primo caso basterebbe prendere il DOOM del 2016 e aggiornarne livelli e nemici. Nel secondo, bisognerebbe invece cercare di aggiungere qualche piccola novità, fermo restando che queste non dovrebbero stravolgere lo spirito della saga. Perché se chi compra DOOM da una vita ha ben chiaro cosa la software house gli metterà davanti ed è felice così, quelli che sono nati e cresciuti con i vari Call of Duty, Halo e Battlefield potrebbe trovarlo noiosetto, e sarebbe un peccato se una consistente fetta di pubblico ignorasse la produzione perdendosi comunque un grande gioco. Ecco perché a noi piacerebbe un "more of the same" con piccoli ritocchi, come scritto prima: a cominciare dalla trama, che anche se non è mai stata troppo importante nella serie, in un eventuale DOOM II potrebbe finalmente essere almeno un po' più coinvolgente e rifinita. Badate bene, non intendiamo con questo un racconto profondo, complesso e super articolato, ma quantomeno una narrazione più intrigante.

L’Inferno sulla terra?

La storia, ambientata sulla Terra o ancora su Marte, potrebbe svilupparsi poi come sempre attraverso semplici dialoghi e qualche scenetta che non spezzetta troppo l'azione, e approfondita eventualmente attraverso collezionabili che il giocatore più curioso potrebbe recuperare esplorando le aree di gioco. In tal senso ci piacerebbe quindi che venisse nuovamente dato ampio spazio all'esplorazione dei livelli alla ricerca di veri e propri segreti, nonché di svariati collezionabili da trovare e raccogliere. Ciò dovrebbe avvenire in maniera non forzata, ovverosia chi non vuole perdere il ritmo tutto azione del gioco potrebbe proseguire subito per la sua strada alla ricerca di altri demoni da massacrare, mentre chi vuole riprendere fiato o curiosare tra una sparatoria e la successiva, potrebbe dedicarsi alla libera navigazione degli scenari.

Ovviamente nel prossimo DOOM ci piacerebbe che non mancasse la giusta atmosfera, in linea con le tematiche che da sempre fanno da sfondo alle vicende della saga. In tal senso un ruolo importantissimo dovrebbero recitarlo le ambientazioni, che ci aspettiamo caratterizzate da un level design in grado di supportare un gameplay capace di offrire momenti adrenalinici e action di tutto rispetto. Ma anche vaste e dotate di quella verticalità che abbiamo ammirato nel reboot. La giocabilità dovrebbe essere focalizzata su meccaniche classiche e riprendere lo spirito nudo e crudo della serie, con dure e frenetiche sparatorie contro orde di nemici, nelle cui fila vorremmo rivedere qualche vecchio avversario dei primi episodi, come l'Heavy Weapon Dude (o Chaingunner-Chaingun Bob) o gli Arachnotron, e svariati e giganteschi boss da affrontare in dure battaglie all'ultimo sangue.

Frenetico e adrenalinico anche sulla Rete

Durante gli scontri le armi dovranno recitare ovviamente un ruolo di primo piano: il giocatore dovrebbe poterne avere tante e upgradabili, e godere di un'ottima resa dei colpi, della pienezza dell'impatto con l'obiettivo e di un sonoro delle armi "massiccio". Ma da questo punto di vista pensiamo di poter dormire tra due guanciali, visto quanto di positivo abbiamo già potuto vedere nel reboot di DOOM. Infine vorremmo che il team di sviluppo lavorasse meglio sul comparto multiplayer, un po' deludente a nostro giudizio nell'ultimo episodio del 2016: in quest'ottica ci piacerebbe che venisse progettato con la complessità degli sparatutto in soggettiva moderni, ma corroborato dalla fisica inimitabile di Quake e con diverse modalità appetibili.

Il tutto condito con una grande fluidità e col solito ritmo incessante e adrenalinico della modalità giocatore singolo. Da questo punto di vista ci aspettiamo un maggiore lavoro di ottimizzazione da parte di id Software, anche a livello tecnologico, per evitare per esempio quel fastidioso fenomeno dei pop-up a cui abbiamo assistito nell'ultimo DOOM, e spingere magari il rendering grafico verso nuovi orizzonti. E con questo ci fermiamo: come sempre vi abbiamo proposto alcune delle nostre idee su un progetto ancora da annunciare o in lavorazione, senza la pretesa che esse siano "perfette e giuste", ma con l'intenzione di offrire una serie di spunti per stimolare la discussione fra voi lettori e permettervi di dire la vostra su come immaginate o desiderate possa essere il prossimo DOOM.