Holly e Benji, la serie che ha ispirato Captain Tsubasa: Rise of New Champions 50

Dopo l'annuncio di Captain Tsubasa: Rise of New Champions riscopriamo insieme i nostri "Holly e Benji", protagonisti di un'opera che ha segnato un'intera generazione e anche più

SPECIALE di Rosario Salatiello   —   22/01/2020

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Sono bastate poche immagini del trailer di Captain Tsubasa: Rise of New Champions per tornare con la mente dritti agli anni '90. Il potere nostalgico del cartone animato da noi conosciuto come Holly e Benji è infatti elevatissimo, e va ad affiancarsi a tutta quella serie di cose tipicamente legate all'ultimo decennio del secolo scorso, come le schede telefoniche, l'Amiga e Willy, il Principe di Bel Air. Oggetti e storie che hanno lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei ragazzini dell'epoca, riuscendo come nel caso di Holly e Benji anche a varcare la soglia del nuovo millennio.

In un Paese come il nostro, tradizionalmente legato al calcio, era del resto impossibile che la storia dei due ragazzini fuoriclasse non riuscisse a fare breccia nei cuori dei giovanissimi, facendoli letteralmente innamorare di quella che era una versione giovanile e romanzata del calcio. Finiti i compiti, l'appuntamento del pomeriggio con Holly e Benji è stato per anni imprescindibile per i tanti che come i protagonisti del cartone animato sognavano di diventare dei fuoriclasse, sogno che naturalmente ancora oggi è coltivato dai giovanissimi. Col riaffiorare del cartone animato in Italia sotto la forma del nuovo Captain Tsubasa e l'annuncio dell'arrivo di Captain Tsubasa: Rise of New Champions per PC, PlayStation 4 e Nintendo Switch in questo 2020, la serie giapponese sembra in grado di poter vivere una nuova giovinezza: per questo motivo abbiamo deciso di tornare a rivivere le gesta del numero dieci della Nankatsu (o della New Team, se preferite), celebrando così uno dei miti della gioventù di molti di noi.

In origine era Captain Tsubasa

Il nome Holly e Benji con cui abbiamo conosciuto la serie animata in Italia ha ovviamente molto poco di giapponese ed è frutto dell'adattamento realizzato per la trasmissione su Italia 1, all'interno della popolare trasmissione Bim Bum Bam. Se oggi ribattezzare i nomi dei personaggi può sembrare strano, tra gli anni '80 e i '90 lasciare quelli originali giapponesi non era ritenuto accettabile in Italia così come nel resto d'Europa, dove Captain Tsubasa è stato riadattato in diversi modi. Fu così che dalle nostre parti il protagonista Tsubasa Ozora diventò Oliver Hutton, Genzo Wakabayashi cambiò nome in Benjamin Price, Kojiro Huyga in Mark Lenders e così via. Considerando che il cartone animato raccontava di ragazzini di elementari e medie giapponesi, impegnati a un certo punto anche nella nazionale del Sol Levante, l'idea di americanizzare tutti quanti i nomi suona adesso a distanza di anni come un controsenso bello e buono. C'è però da dire che se Tsubasa e Genzo si fossero fatti conoscere con il loro vero nome, probabilmente non sarebbero riusciti a entrare così di prepotenza all'interno dell'immaginario collettivo dei ragazzini dell'epoca. A distanza di anni in cui a partire dal nome Captain Tsubasa anche da noi la serie è arrivata coi nomi originali, confessiamo di fare una certa fatica nell'evitare di chiamarla ancora Holly e Benji.

Per quanto riguarda la sua storia, Holly e Benji racconta di un gruppo di calciatori in erba dallo straordinario talento, partendo dal torneo delle scuole elementari per poi passare alle medie e arrivare nelle edizioni successive dell'anime a completare la loro carriera calcistica. Ideato da Yoichi Takahashi nel 1981 come fumetto, Capitan Tsubasa è arrivato in questa forma da noi solo in un secondo momento, decisamente tardi considerando il successo ottenuto in televisione. È stato infatti solo nel 1998 che il manga è stato pubblicato in Italia, oltre dieci anni dopo la trasmissione della prima puntata di Holly e Benji - Due Fuoriclasse, con la sua mitica sigla cantata da Paolo Picutti che a colpi di "nanananananana" fece sognare tanti ragazzini. Gli adattamenti del manga in anime sono stati nel corso degli anni molteplici, passando dall'altrettanto famosa Che Campioni Holly e Benji! (con sigla cantata dall'immancabile Cristina D'Avena) per arrivare fino al recente remake, trasmesso come accennato anche in Italia a partire da fine 2019. A conferma dell'amore che tutti i giovanissimi vissuti negli anni '80 e '90 provano nei confronti della creatura di Takahashi, ma anche della sua capacità di attirare nuovi fan oltre due decadi dopo.

La ricetta del successo: azioni interminabili, un bel po’ di fantasia e tanto cuore

La storia di Holly e Benji fa del calcio il pretesto per coinvolgere al suo interno numerosi aspetti ai quali la cultura giapponese è particolarmente legata, tra i quali il senso del rispetto per il prossimo e l'amicizia, come quella che vede coinvolto il protagonista coi propri compagni di squadra. I fan della serie ricorderanno anche gli attimi di apprensione di fronte al sacrificio compiuto da Julian Ross, forse il più talentuoso tra tutti i protagonisti, costretto però da una malattia cardiaca a giocare un minutaggio ridotto per evitare il peggio. A tali aspetti si accompagnava una narrazione molto romanzata delle partite di calcio. Proprio lo stile narrativo è diventato nel corso degli anni uno degli aspetti più ricordati della serie Holly e Benji, nonché oggetto di meme e prese in giro varie.

Sui campi del cartone animato abbiamo visto succedere di tutto: da lunghe riflessioni dei giocatori impegnati nel bel mezzo di un'azione a corse interminabili su un campo che sembrava lungo chilometri, diventando a tratti anche curvo come se fosse costruito in cima a una collina (tanto per citare anche la canzone dei Gem Boy). Per non parlare delle conclusioni a rete, destinate a rimanere in bilico per alcuni secondi prima di sapere se il portiere sarebbe riuscito a parare il pallone oppure no. Nonostante alcune caratteristiche ci sembrino ora ai limiti dell'assurdo, chi da bambino ha visto Holly e Benji ricorderà sicuramente gli istanti passati col fiato sospeso per sapere se il Tiro della Tigre di Mark Lenders sarebbe finito in porta, o se i temibili gemelli Derrick avrebbero fatto uso della loro Catapulta Infernale. Attingendo dal mondo dei battle shonen, i protagonisti principali avevano infatti anche loro un colpo speciale con cui sbaragliare gli avversari, aspetto sul quale hanno fatto leva anche i vari videogiochi dedicati all'opera di Takahashi.

Holly e Benji nei videogiochi

Visto che da queste parti si parla di videogiochi, non possiamo chiudere questo speciale dedicato a Holly e Banji senza ricordarne le apparizioni in ambito videoludico. La storia di Captain Tsubasa nel mondo dell'intrattenimento elettronico parte come ci si potrebbe aspettare da lontano, anche se con fortune alterne. Il primo fu Tecmo Cup Football Game, protagonista in realtà anche di una singolare scelta di commercializzazione. Mentre in Giappone il gioco arrivò col nome Captain Tsubasa e col suo protagonista di sempre, nel resto del mondo venne completamente snaturato con un nome diverso, ma soprattutto con protagonista un personaggio biondo (e anche un po' odioso) di nome Robin Field che nulla aveva a che vedere con il manga. In termini di gioco, Tecmo Cup Football Game deviava dal concetto classico delle simulazioni calcistiche, proponendo delle dinamiche di tipo ruolistico in base alle quali il giocatore era chiamato a scegliere tra una lista di azioni da compiere sul campo, per poi mostrarne lo svolgimento in modo automatico negli attimi successivi. Il design fu ripreso pochi anni dopo da Captain Tsubasa II: Super Striker, seguito ufficiale uscito solo in Giappone così come il terzo capitolo Captain Tsubasa III: Kōtei no chōsen e gli altri titoli sviluppati da Tecmo. Per vedere un gioco di calcio "classico" dedicato a Holly e Benji bisogna invece passare a Captain Tsubasa J, dove i colpi speciali dei protagonisti trovavano comunque il loro spazio.

Considerando che con l'avvento degli smartphone sono arrivati sul mercato anche diversi titoli mobile dedicati a Holly e Benji non vogliamo stare qui a fare un elenco sterminato, anche perché come dicevamo le sorti dei titoli in questione non sono sempre state delle migliori. Tra i vari giochi usciti per console Nintendo e Sony ci sentiamo però di segnalare Captain Tsubasa per PlayStation 2, probabilmente il migliore di sempre tra quelli legati a questa opera. A metà tra le dinamiche dei vecchi titoli Tecmo e un gioco di calcio arcade, il titolo pubblicato da Bandai Namco è tra i pochi ad aver colto pienamente l'atmosfera di Holly e Benji, accompagnata da un gameplay composto da dinamiche eterogenee messe insieme in modo più che soddisfacente. È un peccato che esso in realtà non sia mai stato pubblicato al di fuori del Giappone, costringendo quindi chi lo voleva dalle nostre parti all'importazione, limitandone così la diffusione. Così come Dragon Ball Z: Kakarot per Dragon Ball Z, sarà dunque Captain Tsubasa: Rise of New Champions a provare a portare sui nostri schermi il gioco "definitivo" di Holly e Benji: non ci resta che aspettare.