Just Cause 4, una nuova prova del caotico open world 17

Mentre altri team tentano percorsi inesplorati nel medium, i ragazzi di Avalanche hanno scelto di continuare imperterriti sulla via del caos con Just Cause 4.

PROVATO di Aligi Comandini —   08/11/2018

Per quanto restrittivo se applicato all'imperscrutabile moralità dell'essere umano, il sistema di allineamento di Dungeons & Dragons è sempre stato un interessante modo di affibbiare un archetipo comportamentale alle persone. Applicarlo alle moltitudini, peraltro, è facile quanto farlo con gli individui, e risulta spesso utile dipingere un gruppo specifico sotto una certa luce, per chiarire subito le sue tendenze e abitudini. Oggi noi vogliamo fare questo giochino con uno specifico studio di sviluppo: Avalanche Studios; e nel magico mondo della moralità da giochi carta e penna li inseriamo senza dubbio alcuno nel meraviglioso sottoinsieme dei "caotici neutrali". Avalanche, insomma, fa parte del club dei barbari, dei pazzi, di quelli che fanno casino senza preoccuparsi delle conseguenze, e in generale se ne fregano anche delle sovrastrutture e delle convenzioni sociali. Just Cause 4, il loro parto più recente, non è che l'ennesima prova lampante di questo fatto.

E per carità, forse sarà pure un po' eccessivo descrivere il team come un gruppo di lunatici, ma lo facciamo solo perché l'ultimo capitolo della nota saga è quantomai distante da tutto quello che lo ha preceduto: addio narrativa ricercata ed emergente alla Red Dead Redemption 2 o alla The Witcher 3; tanti saluti all'interattività perfettamente integrata all'interno di una precisa struttura alla The Legend of Zelda: Breath of the Wild. La parola d'ordine di questo gioco è "casino" e gli Avalanche vogliono che il concetto sia cristallino fin dai primi minuti. Noi, in particolare, abbiamo testato una nuova build in quel di Londra qualche giorno fa, e incuriositi dalle possibilità legate al rapido sviluppo del team - è pur sempre al lavoro su una serie di progetti di alto livello, come Rage 2 e Generation Zero - siamo stati più che felici di fare un salto sull'imprevedibile Isla Solis nei panni di Rico. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Una valigia difficile da preparare

Isla Solis è indubbiamente la protagonista di questo capitolo, perché di certo Rico non è il meglio caratterizzato degli interpreti, e se cercate una trama di valore non la troverete qui. Per carità, Avalanche non ha ancora (erroneamente, secondo noi) deciso di abbracciare completamente la demenzialità che costituisce il fulcro del loro open world sandbox, scegliendo di mantenere un accenno di trama che vede il nostro eroe latino alla ricerca di suo padre e alle prese con un pericoloso manipolo di mercenari noto come "Mano Nera". Bastano però pochi minuti - e un'entrata in scena di Rico che fa sembrare Rambo un manichino zoppo - per rendersi conto di dove gli sviluppatori stiano andando a parare, e dimenticarsi completamente di antagonisti, motivazioni o quant'altro. La grande novità sta tutta in una mappa che vanta ben quattro differenti biomi (desertico, forestale, alpino e prateria) e in ognuno offre un disastro naturale dedicato, tra cui un gigantesco tornado e una tempesta di sabbia. Rico può "affrontare" a modo suo questi disastri, e utilizzarli anche in certe missioni, visto che a quanto pare la Mano Nera è in grado di produrli artificialmente e controllarne in parte gli spostamenti. La furia della natura a portata di mano è ad ogni modo solo una delle novità presenti.

Altrettanto importante, al solito, è il magico rampino del personaggio principale: un'illimitata risorsa di divertimento e devastazione che in questo quarto capitolo è andata incontro a un'evoluzione di tutto rispetto. Questa volta avrete ben tre diversi "loadout" personalizzabili, dove potrete equipaggiare dei modificatori poi regolabili in un ulteriore menu extra. Tra le opzioni, ovviamente, tornano il semplice tiraggio e i reattori, ma a questi si aggiungono anche i palloni aerostatici: dei "fulton" alla Metal Gear Solid V, che però invece di spedire rapidamente oggetti alla base vanno utilizzati per far fluttuare qualunque oggetto a piacere. Non che serva a qualcosa rimandare veicoli e armi al quartier generale della resistenza di cui Rico diventa rapidamente il leader, sia chiaro. L'altra novità del gioco è rappresentata da un sistema di drop rapido di ogni genere di mezzo di trasporto e amenità (o di Rico stesso, nel caso vogliate semplicemente usare il fast travel in qualche punto della mappa). Avanzate abbastanza nelle missioni e avrete a disposizione strumenti di distruzione inimmaginabili. D'altronde questo è anche il Just Cause con più veicoli e bocche da fuoco in assoluto.

Artista del caos

Vorremmo però tornare un attimo alle personalizzazioni del rampino, perché forse non è ben chiaro cosa comporti la presenza di tre diverse configurazioni modificabili in un titolo simile. In pratica ora Rico può cambiare a piacere la modalità di attivazione di ogni modificatore del suo strumento principale, e creare combinazioni assurde in grado di fare a pezzi intere truppe di nemici con il massimo della creatività. Un esempio? Piazzate qualche pallone aerostatico su un carroarmato, dei reattori ad attivazione manuale sul retro, e preparatevi ad assaltare un qualunque avamposto con un bel corazzato volante. Se poi non vi basta tenete in considerazione la presenza di una spinta magnetica dopo il tiraggio che permette di lanciarsi in aria come un proiettile a bordo di una motocicletta, o la possibilità di regolare la potenza del rampino per creare vere e proprie ragnatele di morte a reazione tra più veicoli e soldati. Le possibilità sono sinceramente assurde, e aumentano ancora di più se si considera che ogni arma ha uno sparo alternativo e quasi ogni veicolo avanzato dispone di una qualche interessante funzionalità extra. In poche parole, gli Avalanche hanno fatto di tutto per portare al limite la loro visione del sandbox caotico: un'infinità di giocatori se ne fregherà altamente della campagna, e non farà altro che scatenare disastri non appena ottenuti i modificatori base. L'essenza del gioco sta veramente tutta qui.

Ciò non significa comunque che le migliorie di questo quarto capitolo si limitino a un rampino ancora più folle e alle bizze del clima: la fisica dell'Apex Engine di Avalanche è stata ritoccata, e perfino la guidabilità dei veicoli sembra migliorata sensibilmente rispetto ai precedenti capitoli. Non solo, abbiamo notato una discreta varietà di missioni, con puzzle (semplici, ma graditi) legati al rampino e all'interattività della mappa più numerosi rispetto al passato, nonostante le battaglie rimangano quasi sempre una costante nei vari compiti disponibili. Anche la progressione ha visto delle modifiche, e ora il suo completamento è direttamente legato alla distruzione provocata nei confronti della Mano Nera, che permette di ottenere truppe aggiuntive e conquistare le regioni con una discreta libertà. Solo al giocatore spetta quindi decidere come e dove avanzare, seppure i compiti principali girino sempre attorno ai disastri atmosferici. Fedele alle sue radici e incurante del resto del mercato, Just Cause 4 è quindi un gioco indubbiamente appetibile per chiunque abbia apprezzato i capitoli precedenti, uno stoico sostenitore del divertimento puro senza troppi pensieri. Approviamo, anche se potrebbe trattarsi del massimo ottenibile da tale formula.

Caotico, a tratti demenziale e più eccessivo che mai, Just Cause 4 sembra voler portare al limite la folle formula della serie, per la gioia dei suoi fan storici. Difficile dire se un rampino ancora più personalizzabile, la presenza di disastri atmosferici, e l'aumentata varietà delle missioni basteranno a surclassare i capitoli precedenti, ma il divertimento tra una battaglia e l'altra non manca di certo, e il titolo potrebbe risultare una vincente "pecora nera" nel mercato odierno.

CERTEZZE

  • Il rampino è ulteriormente personalizzabile e permette di fare cose folli
  • Scatenare distruzione nel mondo di gioco resta uno spasso
  • Più variegato e imprevedibile rispetto ai precedenti capitoli

DUBBI

  • Graficamente l'Apex Engine inizia a mostrare qualche ruga di troppo
  • Forse sarebbe il caso di abbandonare la debole narrativa della serie in favore di qualcos'altro