Metroid torna in Texas - La Bustina di Lakitu 54

Lo sviluppo di Metroid Prime 4 è stato arrestato, e verrà affidato a Retro Studios, autori dei primi tre. Quali aspettative dovremmo avere?

RUBRICA di Alessandro Bacchetta   —   09/02/2019

A forza di ascoltare le rimostranze da diva di Samus Aran, Tanabe doveva essersi convinto a cambiare regista, a costo di fare una pessima figura coi propri superiori. La ragazza si lamentava da anni delle scarse attenzioni, e il recente successo dei due più illustri colleghi, che nel 2017 avevano scintillato su Nintendo Swtich, l'aveva resa ancora più insofferente. "Non mi fate apparire in una produzione degna da anni. Anni! Ho addirittura saltato una console, come ai tempi del Nintendo 64. E si è visto com'è andata senza di me". Nessuno in azienda aveva il coraggio di dire la verità a Samus, e cioè che non era mai stata capace di determinare o meno il successo di un hardware, e tutti erano coscienti, forse lei compresa, che un Metroid su Wii U non avrebbe alterato il nefasto destino di quella disgraziata piattaforma. Ma visto il carattere era meglio non sollecitarla sull'argomento, anche perché aveva l'inquietante tendenza, se contraddetta, ad accarezzare il braccio armato.

"Nel 2017, mentre quell'effeminato con gli orecchi a punta si prendeva tutta la gloria, mentre quel fesso baffuto proliferava a Natale, mi avete mandato su 3DS. Ma vi rendete conto? Io. Samus Aran. Miglior gioco GameCube. Uno dei migliori giochi della storia. Confinata su un portatile agonizzante. Continuate così e faccio una telefonatina a Kaz Hirai, magari loro sapranno valorizzarmi meglio". E lei non voleva sentire ragioni. Anche ricordandole che su 3DS l'aveva voluta il patrigno, Yoshio Sakamoto, non c'era modo di discuterci civilmente. "Quello è rimbecillito. Dovevate capirlo dopo Other M, quando mi ha rinchiuso a fare la mammina. Ma per favore. Io sono una cacciatrice di taglie". Impossibile tuttavia, allo stato attuale delle cose, non darle ragione. Quei nuovi ragazzi (si vocifera) Bandai Namco, a Singapore (si crede), non erano capaci di edificare un set all'altezza. Non si poteva andare avanti in quel modo. Perciò Tanabe aveva deciso di mostrare a Samus una lettera che teneva nascosta da un po', proveniente dal Texas. "Che cosa vogliono da me? Mi hanno allontanato loro. Pensavano di essere grandi anche da soli. Si sbagliavano". Tanabe la forzò a leggere il copione, le disse che i vecchi creativi ingrati non c'erano più, che si trattava di un'ottima sceneggiatura. Il contemporaneo crollo della scenografia delle Rovine Chozo, il terzo in due anni, fece il resto. "E va bene. In Texas mi sono sempre trovata bene. Ma voglio un aumento".

La cancellazione

Kensuke Tanabe non sta sicuramente trascorrendo uno dei migliori momenti della sua carriera, che finora è stata nientemeno che brillante. Gode della fiducia dell'intera azienda, di quella di Miyamoto e di Takahashi, che infatti lo ha nominato nel video che ha annunciato la cancellazione, e la rinascita, del progetto Metroid Prime 4. Una citazione che denota stima, ma che implica anche un impegno gravoso. Tanabe è a capo del gruppo interno numero sei, quello deputato a portare alla "qualità Nintendo" ciò che propriamente Nintendo non è, sia in Giappone, visto che segue anche la serie di Paper Mario, sia - soprattutto - in occidente. Dove le metodologie lavorative sono totalmente diverse. Se i primi tre Metroid Prime sono stati un successo, e lo stesso si può dire per i due Donkey Kong Country Returns, negli ultimi anni Tanabe non ha gestito al meglio la cacciatrice di taglie. In primo luogo approvando Metroid Prime: Federation Force: l'esistenza di quel progetto, con gli appassionati in grave astinenza da Samus Aran, si è rivelata errata. Nessuno infatti gli ha concesso la possibilità di esprimersi, è stato condannato a prima vista: per l'uso inappropriato del brand, per il carisma nullo dello stile grafico, perché si sperava che Next Level Games stesse lavorando a qualcosa di più ambizioso (cosa, del resto, che sta avvenendo adesso con Luigi's Mansion 3).

Il video di Takahashi è stato apprezzato da chi segue Nintendo: non nei contenuti veicolati, ma sicuramente nella sincerità e nella trasparenza del messaggio. Da quel filmato è emerso un concetto chiave, in fondo già noto a tutti: Metroid Prime non è una necessità, è un lusso, ed uscirà solamente se sarà in grado di rispettare gli elevatissimi standard della serie. E i ragazzi di Bandai Namco, sempre che ci stessero davvero lavorando loro, in due anni di tempo non sono riusciti a convincere Tanabe. Metroid è un brand che gode di enorme prestigio, e quello soprattutto deve fornire a Nintendo, e alla console su cui esce: un gioco per utenti esperti, un'opera bella e difficile, alienante e dura. Alterando leggermente una bella metafora scritta da Sean Malstrom, brillante (e ambiguo) analista statunitense, se Mario è la birra Nintendo, se Zelda è il suo vino, allora Metroid è il suo whisky.

Ripartenza texana

"Ma sei sicuro che siano ancora capaci? Non vorrei trovarmi di nuovo in mezzo a degli incompetenti". Samus posò il cocktail sullo stretto tavolino dell'aeroplano. L'armatura ben disposta nel trolley, un biglietto di sola andata per il Texas. Tanabe non sapeva cosa risponderle. Non vedeva i ragazzi di Retro Studios dalla fine della (problematica) produzione di Donkey Kong Country Returns: Tropical Freeze, non sapeva a cosa stessero lavorando. I segnali tuttavia non erano dei migliori. Era facile immaginare che avessero eliminato il progetto immediatamente successivo, per cui avevano assunto tante persone, ma dietro quella cancellazione potevano celarsi diversi motivi. Magari, molto semplicemente, non erano più in grado di lavorare a un grande gioco. Oppure, come sperava, quel titolo cancellato era talmente incentrato sullo scellerato pad Wii U da non poterlo convertire su Nintendo Switch - e rilasciarlo solo su Wii U, nel 2016/2017, non avrebbe avuto senso. Di solito pubblicavano un gioco ogni tre anni, tempistica disattesa proprio nel periodo in cui era finita la loro collaborazione.

"L'altro giorno mi ha mandato un messaggio quell'arrogante di McCloud", sobillò Samus, guardando Tanabe ad occhi stretti. "Mi ha chiesto come andava. Mi sta nascondendo qualcosa?". Tanabe sapeva a cosa stesse alludendo la cacciatrice ma, ancora una volta, non fu in grado replicare. Aveva sentito anche lui le voci sul presunto racing game di Star Fox. E questo, forse, era proprio l'ago della bilancia. Samus era gelosa, ma doveva sperare, lei e chiunque avesse a cuore il suo destino, che a Retro fosse andata davvero bene col volpino. Era quello il dubbio più grande, il più inquietante di tutti, quello che aveva riempito le sue giornate dopo aver ricevuto il plico, contenente la sceneggiatura, dal Texas. In teoria, cancellato il progetto antecedente, avrebbero avuto tutto il tempo per completarne un altro, e farlo uscire nel 2019. L'aereo stava per atterrare. Avrebbe presto scoperto la verità: ovvero se Metroid Prime 4 sarebbe stato il secondo grande progetto di Retro Studios su Switch, come aveva sperato, o se avrebbe rappresentato l'ultima zattera a cui i texani si sarebbero appigliati prima di naufragare. Le ruote toccarono terra, lo sguardo di Tanabe cadde sul neo che adornava il mento morbido di Samus. "Che aspetti? Andiamo". Era, come sempre, bellissima.

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