PlayStation 5 (PS5): prezzo, uscita, specifiche tecniche e tutto quello che sappiamo 165

PS5 è sulla bocca di tutti, ma c'è tanto che non sappiamo: facciamo il punto su caratteristiche tecniche, forma, controller, prezzo e giochi di lancio di PlayStation 5.

VIDEO di La Redazione —   08/04/2020

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PS5 è l'argomento del momento. Non me ne vogliano i fan delle console concorrenti, ma la nuova console Sony è senza dubbio la macchina next-gen più attesa, vuoi per la storia del marchio, vuoi per il successo di PS4, che è stato il punto di riferimento per tutta la passata generazione. Non sono però qui per ammorbarvi con l'ennesimo video tecnico su Teraflop ed SSD. A quello ci stanno già pensando i miei colleghi. Quello su cui voglio focalizzarmi oggi sono tutti quegli elementi di PlayStation 5 che non conosciamo e che sono, per certi versi, misteriosi. Trovate il filmato in testa all'articolo, mentre di seguito abbiamo aggiornato un vecchio articolo per darvi accesso rapidamente a tutta una serie di informazioni sulla console.

Specifiche tecniche e forma

Le specifiche ufficiali si confermano piuttosto simili a quelle di Xbox Series X. Il cuore della console è ancora un SoC AMD. Il System on Chip ha un processore 8 core Zen 2 custom con frequenza variabile di 3.5GHz; la GPU RDNA 2 custom è da 10.28 TFLOPs e 36 Comput Unit a 2.23GHz, contro i 12.1TFLOPs e 52 Comput Unit a 1.825GHz di Series X. Abbiamo poi 16 GB di memoria GDDR6, tutta con una banda da 448GB/s, mentre la memoria interna anche qui è gestita da un SSD NVME. La memoria base è inferiore rispetto a quella di Xbox, ma più veloce: parliamo di un disco da 825GB e una velocità di 5.5GB/s, che passano a 8-9GB/s con i dati compressi.

Anche qui si può integrare con uno slot aggiuntivo per l'SSD e attaverso il supporto ad HDD esterni tramite porte USB. Lo slot NVMe è compatibile con i dischi PC attualmente sul mercato, solo che ci vorrà un po' di tempo prima che l'attuale tecnologia raggiunga le specifiche offerte dall'SSD di PS5, quindi ci sarà bisogno di una certificazione Sony. Il disco ottico, infine, supporta i Blu-Ray 4K UHD.

A livello estetico, PS5 è più enigmatica della Gioconda. Sì, sappiamo come sono fatti i dev kit mandati agli sviluppatori, ma è davvero difficile che quella si la forma finale della console. Anche se a noi non dispiacerebbe.

Retrocompatibilità

La retrocompatibilità è probabilmente l'aspetto più confuso in assoluto e Sony ha fatto di tutto per rendere la questione ancora più ingarbugliata. Partiamo dalle certezze: PS5 sarà retrocompatibile per quanto riguarda i giochi PS4 e tutto ci porta a credere che questa retrocompatibilità valga per in giochi in versione fisica quanto per quelli in digitale. Ora però cominciano i mal di testa. Cerny ha dichiarato che al momento è garantita al lancio la compatibilità perfetta dei migliori 100 giochi PS4. Che significa? Che gli altri non lo saranno? Sì e no. Pare infatti che gli ingegneri Sony stiano ancora testando e ottimizzando gli altri titoli. Quindi è probabile che alla fine saranno di più e che ne vengano aggiunti altri nel corso dei mesi. Un po' come accaduto con i giochi della prima Xbox e di 360 su One negli ultimi anni, per capirci. Ma per quanto riguardi i titoli delle precedenti generazioni? Eh, su questo fronte tutto tace. Non vorrei sbilanciarci troppo, ma alla luce di alcune dichiarazioni di gente meglio informata di me, come l'onnipresente Jason Schreier di Kotaku, propenderei verso una loro assenza. Ma ehi, staremo a vedere.

PlayStation VR: ci sarà? Come?

Sembra assolutamente scontata anche disponibilità di una nuova versione del caschetto per la realtà virtuale PlayStation VR che probabilmente sarà lanciata in contemporanea a PlayStation 5. Alcune indiscrezioni sembrano spingersi addirittura oltre, ipotizzando che PS5 venga venduta in bundle con PlayStation VR così da garantire la massima diffusione di questa periferica stimolando ulteriormente gli sviluppatori a supportarla con giochi esclusivi o con feature implementate in tutti i videogiochi. Troviamo credibile una voce di questo tipo, soprattutto alla luce del successo di PlayStation VR ma è ancora più interessante ipotizzare quali possano essere le nuove caratteristiche della periferica. Viste le ultime evoluzioni in campo tecnologico è possibile che il visore a realtà virtuale non abbia bisogno di rilevatori esterni per funzionare e tramite un sistema di telecamere montate direttamente su di esso, potrebbe essere in grado di tenere traccia dei movimenti della testa, e magari anche del corpo, senza l'uso di una PlayStation Camera. È persino possibile che Sony riesca a rendere il caschetto completamente senza fili così da eliminare un'altra delle grandi limitazioni dei device odierni e rendendolo in qualche modo slegato dalla console per consentire di visualizzare un contenuto dentro PlayStation VR, ad esempio un film, mentre la console viene utilizzata da qualcun'altro per giocare.

È anche probabile che Sony ne approfitti per mandare definitivamente in pensione PlayStation Move dopo anni e anni di onorata carriera. Alcuni brevetti circolati in rete mostrano infatti un nuovo controller completo di un analogico e di un tracking delle dita, che può essere utilizzato anche con una sola mano oppure in coppia con un altro controller identico e che potrebbe essere affiancato al Dualshock quando le esperienze di gioco sono semplificate o meno intense.

Dualsense

PlayStation VR non sarà l'unica periferica che subirà un restyling in occasione del lancio di PlayStation 5. Ogni nuova iterazione della console Sony è stata accompagnata da una revisione più o meno invasiva del DualShock, il controller proprietario di PlayStation ed è scontato che all'annuncio di PS5 vedremo anche il prossimo DualShock 5. O meglio, il DualSense. Questo è infatti il nome del nuovo controller PS5. Dopo più di 20 anni la casa giapponese ha infatti cambiato nome e buona parte del design. Al momento sono due le principali novità ufficiale del prossimo controller: i grilletti adattativi e una nuova gestione della vibrazione, ora molto più precisa e variabile. Per questi vi rimando al video dedicato che abbiamo pubblicato nei mesi scorsi qui su Multiplayer.

Il DualSense si pone sulla scia del DualShock 4 per quasi tutte le altre caratteristiche, anche solo per non intaccare la piena retrocompatibilità con i giochi PlayStation 4. Torna quindi il touchpad, mentre l'unica novità di rilievo su questo fronte è la sostituzione del tasto share con il tasto Create. Che farà le stesse cose del tasto Share, ovvero modificare e condividere i propri gameplay, ma le farà meglio. Su questo punto però dovrete fidarvi sulla parola perché per ora Sony non ha spiegato in che modo.

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C'è ancora lo speaker e questa volta è accompagnato anche da un microfono integrato nella parte inferiore del pad, utile per comunicare al volo con i propri amici. Immaginiamo che la qualità dell'audio prodotto in questo modo non sarà eccezionale, visto che Sony stessa consiglia l'utilizzo di un headset per chattare, ma in qualche occasione può sicuramente tornare utile. Poco sopra troviamo anche un nuovo, piccolo tasto, che dovrebbe servire a disattivarlo ed evitare così di far irritare con i propri click tutti i nostri compagni di avventure.

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Rimaniamo in zona per la revisione del tasto PlayStation, ora senza la consueta forma circolare e modellato direttamente sul logo del marchio. Altra novità che salta subito all'occhio è la posizione degli stick analogici, che finalmente... è rimasta ancora una volta simmetrica, con buona pace di tutti quelli che da anni invocano il passaggio all'asimmetria. Tuttavia, va notata la texture delle levette, zigrinata sui bordi come nei pad della concorrenza per garantire un grip migliore. E lo stesso vale per i tasti dorsali, i trigger e la parte posteriore, che hanno una superficie ruvida, per lo stesso motivo.

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A livello di design, colpisce la forma più decisa, pulita, senza le bombature del DualShock 4, che rende le linee del DualSense più vicine a quelle degli altri controller già in commercio. Non parlo solo di quello Xbox One, ma penso anche ai vari Nacon e al Pro Controller di Switch. Non è facile parlare di ergonomia in questa fase, ma siamo di fronte un tipo di evoluzione molto conservativa che non dovrebbe portare a grosse sorprese. Difficilmente, insomma, sarà un pad scomodo da impugnare.

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Deciso invece lo stacco nella colorazione. Un secco contrasto bianco-nero, che potrebbe farci ipotizzare una colorazione base di PS5 piuttosto simile, con magari la predominanza del bianco dopo anni di console rigorosamente scurissime. E sul quale internet si è sbizzarrito in queste ore con modelli creati dagli utenti e tanta ironia sulla nascita della forma. Si sbiadiscono invece i tasti frontali, con i simboli x, cerchio, triangolo e quadrato che perdono le loro iconiche colorazioni in favore di un più sobrio grigio. Le immagini lasciano però intendere una soluzione trasparente a la PlayStation Vita, con anche il D-Pad che si adegua a questa scelta. A proposito delle freccette, queste non mostrano novità di rilievo. Una scelta che differenzia notevolmente il DualSense dal controller di Xbox Series X, dove troviamo una soluzione ibrida che, sulla carta, potrebbe risultare più comoda in alcune tipologie di giochi.

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Un'evoluzione rispetto al DualShock 4 è l'integrazione della barra luminosa all'interno del touch pad. Una soluzione che Sony aveva cominciato a portare avanti già con le ultime revisioni del controller PS4 e che ora ha portato alla completa rimozione della trackbar anteriore. Un elemento non amato da molti ma che veniva sfruttato dalla PlayStation Camera per rivelare la posizione del giocatore nello spazio, quindi non sappiamo quali ripercussioni avrà sui giochi VR che ne facevano uso. Il DualSense ha ancora una volta una batteria integrata, ricaricabile, finalmente, attraverso un cavo USB di tipo C. Potete vedere l'ingresso proprio lì, nella parte superiore del controller, in posizione più centrale rispetto a dove si trovava l'ingresso micro-USB del vecchio DualShock. Dobbiamo invece immaginare cosa ci sarà nella parte inferiore. Il product manager di PlayStation, Toshimasa Aoki, ha confermato su Twitter la presenza dell'ingresso 3.5mm per le cuffie, mentre non sappiamo se ci sarà l'ingresso multifunzione, che per capirci è quello usato per l'attacco posteriore tasti.

Data di uscita e prezzo

Capitolo data di uscita. Holiday 2020, esattamente come Xbox Series X. Quindi PS5 arriverà tra il 26 novembre, giorno del ringraziamento 2020, e la fine dell'anno corrente. Sempre che non ci siano ritardi da pandemia che, ad oggi, non mi sento di escludere completamente. Sul prezzo, vale lo stesso discorso fatto per la nuova Xbox. Si parla di cifre intorno ai 500 dollari statunitensi, con qualche oscillazione verso l'alto per quanto riguarda la conversione in euro dalle nostre parte. Le specifiche farebbero pensare a una macchina meno costosa della concorrenza. Tuttavia l'SSD di PS5 non sarà arrivato a quella velocità a costo zero, quindi non è ancora detta l'ultima parola nemmeno su questo fronte.

Giochi di lancio

Infine, i giochi di lancio di PS5. Gli ultimi titoli in uscita su PS4 diamo per scontato riescano a girare anche sulla nuova macchina. E diamo per scontato anche che ci sarà una versione PS5 di Cyberpunk 2077, anche se non è detto che l'upgrade alla versione next-gen sia in questo caso gratuito. A parte i soliti nomi multipiattaforma, visto che ci viene difficile ipotizzare un lancio senza il CoD o il FIFA di turno, concentriamoci un attimo sulle esclusive. PlayStation è da sempre nota per i suoi titoli prime parti e anche in questi giorni è uno degli argomenti più caldi della console war: "Sì, magari PS5 sarà meno potente di Series X, ma di sicuro avrà giochi più belli!". Questo è grosso modo quanto sostengono gli adepti della casa giapponese. Ma al di là delle speculazioni, ad oggi non saprei dirvi quali esclusive avrà PS5. Nel senso, il giorno della sua uscita sul mercato, quale tripla A spacca mascella di uno studio first-party potremo giocare? Non lo sappiamo, però possiamo fare delle ipotesi insieme a voi.

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Ci aspettiamo per esempio The Last of Us Parte 2, con risoluzione e framerate migliorati, e magari anche qualche extra. E lo stesso dicasi per Ghost of Tsushima. A parte questi inevitabili porting, il candidato ideale a essere il vero pezzo da novanta al lancio è Horizon Zero Dawn 2. E per almeno tre buoni motivi: il primo è che Guerrilla Games sviluppa nuovi giochi ogni 2-3 anni, ed Horizon Zero Dawn è uscito ormai nel 2017. Tenendo conto del tempo occupato dal DLC, la fine del 2020 sarebbe in linea con i cicli produttivi della compagnia. In secondo luogo, il Decima Engine è un motore eccezionale che potrebbe fare da showcase perfetto per la capacità della nuova macchina; senza dimenticare che Horizon è un open world e Sony sta puntanto molto sulle capacità del suo SSD di rivoluzionare questa tipologia di titoli. Terzo, questa estate il primo Horizon arriverà su PC: e questo significa che il seguito potrebbe avere un pubblico più ampio desideroso di avvicinarsi a una nuova avventura. A questo punto sarebbe più difficile vedere da subito il seguito di Spider-Man, mentre per God of War 2 mi aspetto che Santa Monica si prenda un po' più di tempo per migliorare l'aspetto secondo me più critico del God of War del 2018: la varietà dei boss. Su Gran Turismo 7 non ci scommetterei un euro, a meno di un ripensamento generale del rapporto tra Sony e la Poyphony di Kazunori Yamauchi. E allo stesso modo immagino che Naughty Dog si prenderà del tempo per un eventuale reboot di Uncharted con un nuovo protagonista. Mi aspetto invece un titolo un po' più piccolino, magari un nuovo Ratchet o qualcosa in uscita direttamente da Japan Studio. E, so che sono una brutta persona, ma spero che non sia Knack 3.

E voi, invece? Quali sono i vostri dubbi più grandi sulla nuova PlayStation? Fatecelo sapere nei commenti qua sotto. E fateci sapere anche la vostra idea sulla forma e il colore delle nuove scatole dei giochi, visto che rimane un'argomento molto interessante (almeno per i più feticisti tra noi che ancora collezionano i giochi in versione fisica).