Sekiro: Shadows Die Twice, tutto quello che sappiamo 65

Nuove informazioni su Sekiro: Shadows Die Twice girano su internet in questi giorni, le abbiamo raccolte per voi.

ANTEPRIMA di Tommaso Valentini   —   12/01/2019

Indice

La bomba da far tremare i muri, quella vera uscita in questi giorni, ci dice che Activision ha interrotto la collaborazione con Bungie, perdendo così una delle sue proprietà intellettuali più importanti. Destiny verrà comunque portato avanti e, anche se le sorti del brand non sono ancora cristalline, non dubitiamo che qualcuno ne raccolga l'eredità e spinga il prodotto in una nuova direzione. Mentre tutti gli sguardi sembrano dunque puntati sullo sparatutto futuristico, in pochi si sono fermati a ragionare sul catalogo Activision che, mai come quest'anno, risulta povero e scevro di novità. A conti fatti e a titoli annunciati, il 2019 potrebbe essere un anno in cui la società capeggiata da Robert Kotick lancerà sul mercato solo due giochi, dal calibro enorme questo è indubbio, ma comunque pochi rispetti al panorama di qualche anno fa, dove tra remaster e titoli su licenza Activision si presentava sempre con un roster ricco e variegato. Tagliati tutti i rami secchi e morenti, dunque i giocatori aspettano il nuovo Call of Duty ma le vere attese sono per Sekiro: Shadows Die Twice, gioco uscito quasi dal nulla e ora in cima alle liste dei most wanted di moltissimi giocatori. In queste ore nuovi e succosi dettagli sono usciti sulla produzione From Software, spingendoci quindi a fare un doveroso riassunto delle novità emerse.

Dai Souls l’anima che vogliamo

Acquisire come publisher una proprietà intellettuale di From Software è un colpo mica da ridere. Tutta la serie Souls è stata un successo e anche gli esperimenti paralleli come l'amato Bloodborne non sono stati indubbiamente da meno. La stampa si è schierata a favore di meccaniche ostiche ma ricercate e anche i giocatori, persino quel pubblico casual tanto restio alla difficoltà elevata nei videogiochi, ha finito con l'apprezzare l'offerta della casa giapponese. Il merito, ovviamente va a un design sempre molto curato e ad un movimento popolare che si è innamorato del gioco trasformandolo in un fenomeno pop. Alla fine ai Souls devi aver giocato, li devi amare in via incondizionata e fa niente se non hai superato le prime due aree di gioco o ti sei fermato al tutorial, l'importante è aver visto la schermata con il "sei morto" e poterlo raccontare in giro esaltato. In un clima di apprezzamento così diffuso dunque, Sekiro: Shadow Die Twice ha la strada spianata verso il Valhalla dei videogiochi ancor prima di aver fatto vedere la sostanza, con una fiducia a prescindere che ne guiderà le vendite. Non è però solo ed esclusivamente fumo quello gettato negli occhi dei giocatori in questi mesi perché di sostanza, Sekiro, ne ha parecchia, pur discostandosi leggermente dalle meccaniche lente e ragionate dei Souls.

Il titolo From Software prende dunque alcuni elementi cardine dei soulslike come i boss giganteschi da sconfiggere, i combattimenti precisi al millimetro estremamente punitivi e un mondo di gioco da scoprire attraverso i piccoli dettagli sparsi nelle ambientazioni ma a questo va ad aggiungere tante caratteristiche per rinfrescare il gameplay e dare il benvenuto ad una nuova generazione. Ci si sposta da Lordran, da quel clima medievaleggiante fatto di armature pesanti e spade immense, per avvicinarsi al Giappone feudale, fatto di azioni stealth, di corse sui tetti e di assassinii al chiaro di luna. Ci si ispira ai titoli del passato come Tenchu, visto che l'idea originale di Sekiro arriva proprio da quel fantomatico reboot, trasformandolo poi in un gioco del tutto nuovo e originale. Sekiro è anche il nome del protagonista: una guardia del corpo a cui è stato strappato il braccio in uno scontro violentissimo, con una storyline ben definita e ben narrata, arricchita da elementi marginali nascosti tra tavolette e documenti disseminati nelle ambientazioni. Miyazaki però è furbo e sa quanto il lore di Dark Souls sia stata una parte fondamentale per il successo della serie e i due modi di raccontare quello che accade nel mondo di Sekiro andranno sicuramente ad incrociarsi più e più volte, accontentando così entrambe le frange di pubblico. Si abbandona quindi la volontà di lasciare al giocatore il potere di plasmare aspetto e sembianze dell'eroe di turno per mettere in campo un uomo dai contorni ben definiti con una missione chiara e un obiettivo cristallino.

Un mondo di gioco da scoprire

Anche per ciò che concerne il mondo di gioco sappiamo che From adotterà lo stesso sistema di Bloodborne e di Dark Souls con Ashina che funzionerà da Hub per far salire di livello l'eroe, migliorarne gli equipaggiamenti e sistemare i vari potenziamenti raccolti durante l'esplorazione. Non mancheranno dunque personaggi chiave come il creatore del nostro arto, che potremo perfezionare avanzando nel gioco trasformandolo in un lanciafiamme o in un'ascia pesante all'occorrenza ad esempio, o il medico di turno grazie alla quale rendere più efficaci le cure (che funzionano esattamente come le fiaschette Estus) o ancora aree specifiche dove sperimentare tutte le abilità appena apprese da sbloccare in una serie di rami in puro stile gdr e grazie ai quali costruire decine e decine di build differenti. Se il cuore del gameplay è rimasto inalterato non mancano però novità più interessanti e il rampino è proprio una di queste. È uno strumento utile per spostarsi velocemente tra le grandi aree di gioco ma può e deve essere sfruttato in maniera intelligente per evitare di finire circondati dai nemici, a quanto pare molto più numerosi rispetto ai vari Souls del passato. Immaginate quindi di osservare l'area di gioco e cercare punti rialzati da dove poter elaborare una strategia chiara ed efficace, prima ovviamente di buttarvi nella mischia e lanciare fendenti in ogni dove cercando di portare a casa la pelle. Ancora una volta dunque ci pare chiaro come From abbia unito più anime nello stesso gioco, inserendo lo stealth ma lasciando aperta una finestra enorme anche a chi ama l'azione più spinta e gli attacchi a testa bassa.

Già, perché se è vero che potrete cogliere di sorpresa qualche nemico è altrettanto essenziale capire che Sekiro vuole prima di tutto farvi combattere, con un sistema dove la stamina è stata completamente tolta in favore di schivate adrenaliniche, parry e un saggio utilizzo delle arti magiche nascoste nel vostro braccio. Il vostro compito, in ogni combattimento, sarà quindi quello di sfruttare sapientemente tutti questi elementi per aprire la guardia del nemico e terminarli con una esecuzione spettacolare e cruenta. Potrete insomma divertirvi e farvi le ossa in preparazione a quelli che possiamo definire come veri e propri test delle vostre capacità. Miyazaki non poteva lasciarsi scappare la possibilità di inserire boss e mini-boss opzionali dai pattern di attacco variegati e imprevedibili, mettendo così a dura prova la pazienza e l'abilità dei giocatori. Morire non sarà tuttavia punitivo come nei Souls ma anzi, la meccanica della morte è tutta da scoprire con la possibilità di perire due volte in successione durante i combattimenti e di riacquisire nuove possibilità infliggendo colpi mortali ai nemici. Sulla carta quella che sembra una facilitazione nel gameplay potrebbe però rilevarsi un elemento strategico di assoluta importanza e non vediamo l'ora di scoprire nelle fasi avanzate di gioco come tutto questo verrà presentato. Mancano infatti alcuni tasselli del puzzle per completare il quadro e avere un'idea precisa delle penalità sul game over, ad esempio, dato che il trapasso definitivo non vi sottrarrà monete, esperienza o altri oggetti: un grande punto di domanda da tenere in considerazione e un concept che potrebbe rivoluzionare il genere. Nessun dubbio invece sulle ore di gioco che dovrebbero allinearsi agli altri Souls, per un mondo riempito di passaggi segreti e stanze nascoste dove perdersi e morire.

Sekiro: Shadows Die Twice sembra proprio essere una di quelle produzioni imperdibili per il 2019. Ci affascina scoprire e sapere che l'esplorazione sarà sempre premiata e che il sistema di combattimento è stato reso ancor più dinamico e veloce. Iniziano anche a uscire i primi dettagli sui boss e sulle loro meccaniche esclusive che però non vi vogliamo raccontare così brutalmente. Gran parte del gusto nel giocare Sekiro, infatti, arriverà proprio dalla capacità di adattamento e dal comprendere come usare al meglio il braccio speciale del protagonista, un gusto che non vogliamo assolutamente rovinarvi. Chiudete gli occhi dunque e attendete ancora qualche settimana, il 22 marzo è ormai molto vicino.

CERTEZZE

  • Sistema di combattimento più dinamico rispetto ai souls
  • Rami e abilità in puro stile GDR
  • Ambientazione affascinante

DUBBI

  • Ancora da capire quali penalità ci riserverà la morte e quanto influiranno sull'esperienza
  • Riuscirà davvero a mischiare sapientemente tutti questi elementi?