Skull & Bones: pirati dei carati  27

Skull & Bones era giocabile all'E3 2018, e dopo un anno di sviluppo è diventato un titolo molto diverso da quello provato l'anno scorso

PROVATO di Aligi Comandini —   14/06/2018
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La prima presentazione di Skull & Bones non ci aveva convinto pienamente: il gioco era a tutti gli effetti un riciclone di asset e meccaniche presi di peso dalle battaglie navali degli ultimi Assassin's Creed, e dava l'impressione di poter al massimo diventare un competitivo di poco conto, uno di quei prodotti destinati a sparire nel giro di qualche mese. Quando siamo andati all'appuntamento con Ubisoft alla fiera losangelina di quest'anno, però, abbiamo trovato ad attenderci un prodotto completamente diverso, ancora fortemente legato ai sistemi sopra citati, ma immensamente più maturo, ricco di personalità e brillante. Per carità, la strada da fare è ancora lunga e lo stesso team di sviluppo sembra avere ancora grossi dubbi su come gestire effettivamente la sua creatura, eppure Skull & Bones è stato capace di catturare la nostra attenzione. Oggi vogliamo raccontarvi perché, sorseggiando una bottiglia di rum.

Aspettando la campagna

Vorremmo potervi spiegare nel dettaglio come sarà strutturato l'online del gioco, o almeno la sua campagna, ma la verità è che la demo da noi provata era stata creata esclusivamente per l'E3 2018, ed era quindi una sorta di prototipo della modalità primaria del titolo ancora passibile di cambiamenti sostanziosi. Alla base si tratta di una strana fusione tra cooperativa e deathmatch, dove ogni giocatore umano controlla una nave (selezionata tra tre diverse classi), e si viaggia allegramente per mare completando obiettivi e raccogliendo tesori (poi utili per personalizzare e potenziare i propri velieri, anche se nella demo questo non era possibile). Gli obiettivi, dal canto loro, sembrano assegnati casualmente all'interno delle mappe, e vanno dalla distruzione di un certo numero di navi di specifica nazionalità all'assalto a un forte. E non è nemmeno il caso di sottovalutarli: completare i più difficili richiede di essere in gruppo.

Proprio qui subentra la prima atipica caratteristica di Skull & Bones: un multiplayer davvero "piratesco". Una volta inquadrato un altro pirata umano - la mappa è infatti zeppa di navi controllate dall'intelligenza artificiale e il riconoscimento di altri utenti non è del tutto immediato - potrete chiedergli di entrare nella vostra squadra e collaborare per un obiettivo comune (di norma una "nave boss" particolarmente ostica o l'attacco ai forti di cui parlavamo prima). Raggiunto tale traguardo, però, nulla vi impedisce di attaccare i vostri compagni feriti per fregarvi tutti i tesori, e ottenere grossi vantaggi nel modo più infame possibile. Si tratta senza ombra di dubbio di un'interessante formula, che costringe ad utilizzare tattiche più particolari del solito anche quando si ha la certezza della vittoria. Ad esempio: sceglierete di centellinare le riparazioni per riprendervi alla fine di uno scontro difficile, così da avere la sicurezza di poter rispondere a un tradimento, o userete tutte le vostre risorse in battaglia per guadagnare più loot possibile, fidandovi dei compagni? Questo genere di tensione potrebbe donare al gioco una marcia in più.

Cannonate e cannonau per il gameplay

Ovviamente, tra queste correnti le navi si controllano con un sistema che ricorda molto da vicino quello delle battaglie navali di Assassin's Creed, come già precisato. Skull & Bones non si limita però a copiaincollare delle meccaniche, e aggiunge un tocco di personalità al tutto che rende sensibilmente più variegati gli scontri in mare. Prendiamo ad esempio le classi dei battelli, che non si limitano a variare velocità, controllo e resistenza del mezzo (le navi dopotutto sono una pesante, un veliero bilanciato e una caravella leggera, per rispettare gli stereotipi tipici) ma offrono anche abilità variabili capaci di ribaltare gli scontri se usate con furbizia. Per fare un esempio: la nave intermedia può speronare passando a una sorta di visuale in prima persona, con effetti devastanti, mentre la nave pesante possiede un mortaio dal raggio mostruoso, che le dona enormi vantaggi se si sfruttano gli isolotti sparsi per la mappa a mò di copertura.

Aggiungete a tutto questo cannoni con un tempo di ricarica abbastanza importante - ma al contempo assai più numerosi e devastanti quando si mira dal fianco - correnti da considerare durante gli spostamenti per non restare bloccati (durante uno scontro la velocità è fondamentale), e una serie di altre manovre extra, e otterrete un gameplay abbastanza profondo da divertire a lungo, specie con l'applicazione delle personalizzazioni promesse dal team di sviluppo. È il caso anche di spendere due parole sul comparto tecnico, trattandosi di uno degli aspetti migliorati in modo più significativo rispetto alla prima visione del titolo. Skulls & Bones non frantuma mascelle col suo aspetto, tolta l'estrema bellezza delle sue acque, ma dimostra ancora una volta l'incredibile abilità degli artisti di Ubisoft, in grado di rendere i pirati persino più "cool" di quanto non siano grazie ad un look modernizzato e a navi bardate in modo eccezionale.

Partito da un'idea furba, ma in grado di generare ben poca eccitazione, Skull & Bones è maturato in un prodotto potenzialmente validissimo, a patto che i suoi sviluppatori riescano a indirizzarlo verso la giusta corrente. Noi ci siamo divertiti navigando per i suoi mari, e siamo sinceramente curiosi di vedere in che porto approderà.

CERTEZZE

  • Maturato moltissimo in poco tempo, e dotato di stile da vendere
  • Divertente online, e dotato di una struttura molto originale
  • Curiosa gestione dell'elemento cooperativo

DUBBI

  • La formula del gioco va ancora ritoccata a fondo