Thronebreaker: The Witcher Tales, anteprima 10

Cosa ci aspetta in Thronebreaker: The Witcher Tales, spin-off della serie The Witcher?

ANTEPRIMA di Simone Tagliaferri   —   02/10/2018

Quando CD Projekt Red ha annunciato che Thronebreaker: The Witcher Tales sarebbe diventato un gioco single player autonomo, ci siamo subito chiesti se Gwent: The Witcher Card Game stesse andando così male. Badate bene: lo studio polacco può aver deciso di cambiare idea su Thronebreaker (doveva essere un'espansione di Gwent) per molti motivi, ma è evidente che i risultati del gioco di carte multiplayer devono avere avuto il loro peso sulla scelta finale. In attesa del rilancio di Gwent, cerchiamo di capire le potenzialità di Thronebreaker e perché potrebbe essere davvero una bella sorpresa.

Thronebreaker Artwork

Esplorazione

Thronebreaker è essenzialmente un gioco di scelte intervallato da battaglie combattute a colpi di carte. Il giocatore interpreta Meve, la regina di Lyria e Rivia, un personaggio secondario dei romanzi. Meve non è mai apparsa nella serie videoludica, a parte sotto forma di citazione in un dialogo secondario. Ciò che si sa di lei è che rimase sfigurata durante una battaglia, come ben visibile dagli artwork ufficiali, e che è l'unica regina dei regni settentrionali. Nel gioco dovrebbe apparire anche Geralt, ma non sappiamo in che frangente e in che modalità. Thronebreaker si svolge sostanzialmente su delle grosse mappe 2D inquadrate da una prospettiva fissa. In totale gli ambienti esplorabili, tutti molto grandi, saranno cinque, per un totale di circa trenta ore di gioco. Esplorare le mappe è davvero semplice e intuitivo, dato che bastano pochi click per muoversi ed interagire con i vari elementi. Meve è sempre ben presente sulla mappa, in modo da non perderla mai di vista.

In un certo senso la fase esplorativa richiama moltissimo alcuni classici del genere e si discosta nettamente dalla serie The Witcher. Volendo è possibile anche richiamare una mappa generale per vedere dove si trovano eventi e risorse, così da sapere dove dirigersi. Non mancheranno missioni da svolgere e obiettivi da raggiungere, che determineranno i ritmi della campagna. La gran parte dell'esperienza sarà comunque concentrata sui dialoghi, con Meve che dovrà di volta in volta decidere come comportarsi per gestire i problemi del regno e affrontare i diversi personaggi. La sostanza è che ci saranno moltissime scelte morali da compiere che, sommate al resto, condurranno a uno dei venti finali disponibili. Ciò si traduce in numerose conversazioni, fortunatamente tradotte e doppiate in italiano, che ricordano per toni e temi quelli della serie principale di The Witcher; per ora abbiamo potuto ascoltare solo il doppiaggio inglese, davvero incisivo, quindi non possiamo dirvi come sarà quello italiano. Immaginiamo comunque che qualitativamente non si discosterà troppo da quello di The Witcher 3, visto che, pur non essendo Thronebreaker un titolo principale, CD Projekt Red sembra volerlo curare al massimo (capita quando ci tieni al tuo nome).

Sistema di combattimento

È nei combattimenti che la natura derivativa di Thronebreaker emerge prepotentemente. Il nostro mazzo di carte rappresenta l'esercito di Meve e ogni scontro è, senza troppi misteri, una partita a Gwent, giocata con le carte ottenute avanzando nella campagna e risolvendo quest, migliorate alla bisogna usando le risorse trovate esplorando. Per chi non lo conoscesse, il Gwent è un gioco di carte per due giocatori descritto da Andrzej Sapkowski nei romanzi con protagonista Geralt di Rivia. In breve, i contendenti giocano una carta per turno da un mazzo di venti o quaranta carte. In ordine di rarità, le carte possono essere di bronzo, d'argento o d'oro. Ogni mazzo ha un suo leader, che può essere usato in qualsiasi momento producendo diversi effetti. Ovviamente più una carta è rara, più è potente, ossia ha un valore di potere più alto o offre più bonus. L'obiettivo è vincere due mani su tre cercando di avere più punti potere dell'avversario; le mani finiscono quando entrambi i giocatori hanno passato o hanno finito le carte.

In Thronebreaker le partite di Gwent si giocando su campi di battaglia virtuali in cui i contendenti sono ben visibili. Il sistema di gioco sembra essere praticamente identico a quello di Gwent (del resto doveva esserne l'espansione), quindi con molte più interazioni tra le carte rispetto al Gwent di The Witcher 3. In Thronebreaker però ci sono alcune varianti legate a Meve, che ha il ruolo di comandante, e alla possibilità di migliorare il mazzo/esercito salendo di livello e spendendo le risorse trovate. A differenza di Gwent però, le battaglie di Thronebreaker sono caratterizzate narrativamente, ossia non solo sono legate a degli eventi sulla mappa, ma possono cambiare dinamicamente a seconda di eventi che avvengono direttamente durante lo scontro. In questo modo CD Projekt Red sembra essere riuscita a creare una buona varietà di situazioni, evitando di far sentire troppo il peso di trovarsi di fronte a quello che rimane un gioco di carte.

In alcuni casi le battaglie diventano dei veri e propri puzzle da risolvere, ossia si dispone di un set di carte selezionate che vanno giocate in un ordine preciso per superare un certo ostacolo. Chi conosce Hearthstone o la versione digitale di Magic: The Gathering ricorderà qualcosa di simile. Comunque sia, la difficoltà dei puzzle pare essere alta, ma mai impossibile. In alcuni casi occorreranno molti tentativi per capire cosa fare e come procedere, ma non si avrà mai la sensazione di non fare progressi. Per il resto non rimane che aspettare di avere la versione definitiva del gioco per saperne di più. Cd Projekt Red ci ha abituati bene, quindi, pur consci di trovarci di fronte a un titolo minore, ci aspettiamo grandi cose da Thronebreaker, che potrebbe rivelarsi una grossa sorpresa.

Thronebreaker sembra essere un titolo davvero convincente, almeno per tutti gli aspetti derivati da Gwent, che evidentemente rappresenteranno il fulcro dell'esperienza. Combattimenti, dialoghi e puzzle sembrano essere la parte migliore del gioco, mentre l'esplorazione pura, ossia l'andare a caccia di risorse, non sembra essere altrettanto interessante per via dell'estrema semplicità del sistema impiegato, che si limita a chiederci di cliccare sulle risorse visibili sulla mappa per raccogliere. Fortunatamente la maggior parte del tempo si fa altro. Complessivamente il titolo di CD Projekt Red sembra convincente, nonostante alcuni limiti. Del resto siamo disposti a dare un grande credito allo sviluppatore polacco, che finora non ci ha mai delusi.

CERTEZZE

  • Sistema di combattimento rifinito e appassionante
  • Puzzle con carte perfettamente studiati
  • Campagna lunga e articolata

DUBBI

  • La raccolta delle risorse può diventare noiosa
  • I combattimenti con le carte reggeranno per trenta ore?

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