La risoluzione dei giochi per Nintendo Switch fa ancora discutere, ma non è mai stato quello il focus della console  119

Tanti videogiocatori non hanno compreso quale sia la natura di Nintendo Switch

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   09/08/2017

Probabilmente già sapete cosa penso di Nintendo Switch. Si tratta di una piattaforma tanto affascinante quanto sperimentale, una console portatile che si collega al televisore e che punta a splendere di luce propria nell'attuale mercato videoludico, approccio questo che ormai caratterizza le strategie di Nintendo da diversi anni.

Mentre il mondo va in una direzione, nello specifico quello di un'architettura condivisa e di componentistiche molto simili, a tutto vantaggio dei publisher per via degli ormai esorbitanti costi produttivi dei titoli tripla A, la casa di Kyoto sceglie la strada alternativa. Lo fa per certi versi in modo egoistico, cercando l'hat trick che con Wii gli era riuscito benissimo: oltre cento milioni di console sono lì a testimoniarlo.

Il punto è che nella discussione videoludica molti utenti ancora non hanno ben compreso che tipo di piattaforma sia Nintendo Switch; e così non mancano le polemiche ogni qual volta la console della grande N viene inserita in confronti tecnici che, per forza di cose, la vedono in grossa difficoltà rispetto a quanto offerto da PlayStation 4 e Xbox One, nonché a maggior ragione i rispettivi upgrade.

L'ultimo episodio si è verificato solo poche ore fa, quando abbiamo riportato la notizia che Mario + Rabbids: Kingdom Battle girerà a 900p in modalità dock e 720 in modalità portatile. Nella realtà dei fatti, specie quando si tratta delle terze parti, i 1080p non sono affatto la regola su Nintendo Switch, ma è una cosa che ormai dovremmo dare per assodata: il focus della piattaforma non è mai stata la grafica, quanto più la possibilità di fruire di contenuti di grande qualità sia nella comodità del proprio salotto, collegati a un televisore, sia in mobilità.

Questo tipo di approccio creerà dei grattacapi a Nintendo, come peraltro accaduto con Wii e Wii U? È possibile, anzi è probabile, perché le regole del mercato difficilmente tollerano eccezioni. Tuttavia il percorso fatto finora da Switch racconta una storia diversa, caratterizzata da una strategia precisa (quella della singola uscita di peso ogni mese, così da evitare periodi di magra), e c'è un ricco bacino ludico da cui l'azienda può pescare in continuazione per tirare fuori remaster di successo nel giro di poco tempo: l'intera libreria di Wii U, che in ben pochi hanno potuto apprezzare vista la scarsa diffusione della console.

Inutile insomma polemizzare su risoluzione, effettistica e numero di poligoni quando si parla di Nintendo Switch, laddove invece le medesime argomentazioni risultano assolutamente legittime se si discute delle piattaforme, che anche su questi elementi hanno basato il proprio marketing e andrebbero valutate di conseguenza.