Il sistema delle casse premio di PlayerUnknown's Battlegrounds sembra tendere verso il gioco d'azzardo vero e proprio  67

La zona grigia in cui si trovano le casse premio di PlayerUnknown's Battlegrounds

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   10/01/2018

Non ci sono solo aggiornamenti tecnici sul gameplay per PlayerUnknown's Battlegrounds, ma anche una costruzione parallela che si sta rivelando alquanto controversa, ovvero quella delle casse premio.

Conosciamo tutti molto bene gli elementi critici della recente corsa alle casse premio (nonché l'importanza che queste sembrano ricoprire nell'attuale economia dell'industria videoludica), ma il caso di PlayerUnknown's Battlegrounds è particolare, come fa notare un approfondimento di Polygon. Prima di tutto: il sistema di casse è completamente slegato dal gameplay, trattandosi unicamente di elementi estetici che non hanno praticamente influssi effettivi sul gioco stesso, e questo è un po' lo standard per molti giochi che adottano le lootbox. Una prima particolarità è data dal fatto di rendere nota e chiara la percentuale di comparsa di determinati oggetti nelle casse, pertanto gli utenti sanno subito quali oggetti sono rari e quali meno con tanto di percentuali precise.

L'altra particolarità è data dalla limitazione agli acquisti e dal prezzo progressivo: PUBG Corp. ha reso le casse sempre più care a ogni acquisto successivo, andando da 700 a 7000 BP in sei step progressivi, che rappresentano anche il limite massimo di spesa. L'acquisto è infatti limitato a sei casse alla settimana. Sebbene questo possa sembrare un sistema per evitare l'acquisto compulsivo, si tratta in verità di una soluzione adottata per mantenere artificialmente alto il tasso di rarità degli oggetti, e fare in modo che questi mantengano e aumentino il proprio valore. Tutte queste considerazioni, riporta Polygon, erano inizialmente riportate in maniera esplicita nelle FAQ del gioco, per poi essere rimosse in un secondo momento. L'idea, dunque, è che il sistema stimoli l'aumento artificioso dei prezzi, in modo da alimentare il mercato secondario di oggetti e casse attraverso il Marketplace di Steam che è direttamente collegato al gioco e risulta in effetti alquanto popolato e attivo.

Tutto questo si trova in effetti un una zona grigia al limite con l'azzardo vero e proprio, visto che il mercato secondario è costantemente alimentato ed è anche regolato su basi particolarmente precise, date dal controllo effettuato sull'immissione di oggetti in quantità limitate nelle casse premio.