I dati NPD di dicembre e una console war ancora vivace 56

Un tweet di Aaron Greenberg vivacizza il panorama videoludico

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   12/01/2018

Sono bastati un paio di messaggini da parte di Aaron Greenberg, il capo della divisione marketing di Xbox, per rendere decisamente più interessante il panorama videoludico tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018, in un modo o nell'altro. Perché diciamocelo, questo mercato a senso unico targato Sony ci ha un po' stancato, oltre a portare pericolosamente verso il monopolio con tutte le conseguenze negative che potrebbero venirne fuori. Invece veniamo a sapere che a dicembre la console più venduta in nord America è stata Switch, seguita addirittura da Xbox One e con PlayStation 4 piazzatasi terza. Ovviamente ci sono diverse spiegazioni a questa situazione, che le discussioni emerse in queste ore non hanno mancato di evidenziare: il costo decisamente basso a cui è stata venduta Xbox One S per tutto il mese di dicembre, il traino fornito dal lancio di Xbox One X, la possibile (ma per nulla confermata) carenza di scorte di PlayStation 4 dopo il ricco black friday e il "novembre migliore di sempre" per la console Sony e la spinta fornita da PlayerUnknown's Battlegrounds, il fenomeno del momento in grado di attirare ben tre milioni di giocatori nel giro di un mese, possono spiegare la situazione invertita delle vendite tra PlayStation 4 e Xbox One. D'altra parte, Switch si conferma uno schiacciasassi un po' in ogni zona del pianeta, considerando che si è piazzata prima pur senza essere mai minimamente sfiorata da saldi e sconti ufficiali sul prezzo di partenza, e la cosa fa anche pensare a dove si troverebbe ora la console Nintendo se non avesse sofferto di carenza di scorte praticamente per tutto il 2017 fino a novembre. Insomma, fa comunque bene vedere un po' di vivacità, un po' di scombussolamento dell'ordine standardizzato delle cose, a dimostrazione del fatto che il mercato videoludico può riservare sempre delle sorprese, anche a dispetto delle previsioni - spesso clamorosamente sbagliate - dei mitici analisti di mercato.


Tutto questo ovviamente fa bene alla console war, sia per quanto riguarda la sana concorrenza dei produttori sul mercato che il tifo dagli spalti virtuali dei forum e delle discussioni online. Schermaglie da tastiera che si rianimano con qualche dato concreto, nonostante manchino ancora i numeri (che difficilmente arriveranno in forma ufficiale, considerando il comportamento standard di NPD). Curioso, su questo fronte, notare come un messaggio di ringraziamento a coloro che hanno acquistato Xbox One, approfondito da una risposta a un utente sulla "classifica" delle console più vendute in USA in base ai dati NPD premessa da un "volevo solo ringraziare la gente per averci supportato" sia stato accolto come una frecciata nei confronti di Sony scatenando in breve un'ondata di dissenso per un comportamento considerato addirittura arrogante dai sostenitori di PlayStation 4. Le meraviglie della console war. In ogni caso, sono veramente ottime premesse per questo 2018, sia per lo spirito ancora vivace che ancora può emergere in questo panorama videoludico sul fronte della "sana" lotta tra utenti in quanto sintomo di passione, sia per gli effettivi vantaggi che derivano da una situazione più bilanciata e diversificata, anche se il vantaggio di PlayStation 4 sui concorrenti è ancora enorme. In ogni caso, le altre conseguenze che si possono trarre dai dati di vendita di dicembre sono altrettanto ovvie: non sappiamo in che percentuale Xbox One X rientri nella vittoria della console Microsoft su quella Sony (forse non altissima) ma è chiaro che la mossa di Redmond sia stata ripagata dal pubblico, quantomeno come immagine e visibilità. La scelta di puntare sulla potenza è stata dunque premiata almeno in questa prima fase e ora, come detto a più riprese, tocca al software rafforzare questa iniziativa. Per quanto riguarda invece Switch c'è veramente poco altro da aggiungere: il fenomenale avvio della console Nintendo è una delle migliori notizie che potevano arrivare tra il 2017 e il 2018, dimostrando come la casa di Kyoto sia ancora in grado di fare presa anche sul pubblico di massa.