Dopo l'annuncio di Shenmue I & II, ripercorriamo brevemente la storia della serie 23

La collection di Shenmue riporterà in scena due grandi classici con qualche novità

NOTIZIA di Davide Spotti —   16/04/2018

Per molti appassionati di vecchia data Shenmue non è soltanto uno dei punti più alti toccati dal medium videoludico nel suo percorso evolutivo, ma è anche un ricordo imprescindibile legato al proprio passato di giocatori. Per più di una ragione l'opera prodotta da SEGA può considerasi una sorta di spartiacque nel mondo dell'intrattenimento digitale, nonostante all'epoca non abbia riscosso tutto il successo che avrebbe meritato, esattamente come la console su cui ha mosso i primi passi. Ma andiamo con ordine. La storia di Shenmue ha inizio nel 1995, quando SEGA incarica Yu Suzuki di lavorare a uno spin-off di Virtua Fighter destinato al SEGA Saturn. Il celebre picchiaduro aveva debuttato in versione arcade nel 1993, per poi essere convertito sulla console giapponese l'anno successivo. In questa sua prima incarnazione il titolo avrebbe dovuto seguire le vicende di Akira Yuki - uno dei personaggi del roster di Virtua Fighter - con Lau Chan nel ruolo del principale antagonista.

Complice il repentino declino dell'hardware, fanalino di coda in un mercato ormai cannibalizzato dalla prima PlayStation, SEGA preferì accantonare il concept originario per mettere in piedi una nuova proprietà intellettuale in vista della successiva generazione di console. Così il progetto uscì dall'ombra di Virtua Fighter per crearsi un proprio spazio ben definito, servendosi di una storia e di personaggi completamente inediti. Come alcuni di voi sapranno, il primo capitolo di Shenmue viene ricordato anche per il generoso budget che SEGA mise a disposizione di Suzuki e del team SEGA-AM2. Al giorno d'oggi settanta milioni di dollari possono sembrare pochi per un progetto tripla A con ambizioni molto importanti - basti ricordare i 265 milioni di dollari che sono stati investiti da Rockstar per creare Grand Theft Auto V - ma all'epoca si trattava di una cifra decisamente al di fuori delle normali logiche di mercato. Dopo due anni di intenso sviluppo su Dreamcast, Shenmue debuttò in Sol Levante il 29 dicembre del 1999. I giocatori europei dovettero invece attendere quasi dodici mesi per mettere le mani sulla versione occidentale, che peraltro venne localizzata esclusivamente in lingua inglese.

La storia raccontata nel gioco si svolge nel 1986 e segue le vicende di un giovane Ryo Hazuki, intenzionato a vendicare la morte del padre Iwao ad opera di una pericolosa organizzazione criminale cinese. Uno dei tratti caratteristici, che rese Shenmue così interessante per la sua epoca, fu l'introduzione di una vasta quantità di attività secondarie che si poteva svolgere nel corso della partita. Si poteva ad esempio giocare con vecchi cabinati arcade come Space Harrier o Super Hang-On, cimentarsi in partite a freccette e completare una serie di attività di varia natura che facevano da contorno alla storia principale, guidate dal ciclo giorno-notte e dalla presenza di una moltitudine di personaggi secondari con i quali interagire.

Il sistema di combattimento si basava sulla cosiddetta modalità Free Battle, sostanzialmente una versione semplificata delle meccaniche implementate in Virtua Fighter. Pur trattandosi di un titolo a sé stante, il gioco di Yu Suzuki manteneva quindi nella sua struttura di base alcuni elementi centrali del concept originario. Da ricordare anche la presenza dei Quick Time Event, le sequenze di pulsanti da premere durante lo svolgimento delle cutscene. Pur non trattandosi di una novità assoluta per il mondo dei videogiochi, fu proprio da Shenmue in avanti che la meccaniche divenne sempre più diffusa in altre produzioni.

Nonostante il Dreamcast fosse già avviato verso un triste e precoce tramonto, SEGA portò nei negozi anche un sequel. Shenmue II debuttò in Giappone a settembre del 2001 e in Europa a novembre dello stesso anno, mentre la versione americana non venne mai prodotta perché nel frattempo il publisher giapponese si era accordato con Microsoft per la pubblicazione del titolo su Xbox. La conversione venne lanciata oltreoceano nel 2002 per poi arrivare anche nel Vecchio Continente l'anno successivo. Rispetto alla controparte per Dreamcast proponeva il doppiaggio in lingua inglese e alcune migliorie di carattere tecnico, oltre a spostare il setting della storia a Hong Kong. Il gameplay riprendeva molti dei punti cardine del primo capitolo, tra cui le sequenze QTE affiancate dal combattimento libero e l'aggiunta di nuovi mini giochi arcade come Afterburner e Outurun.

Tornando all'attualità, lo scorso fine settimana SEGA ha annunciato ufficialmente Shenmue I & II, una raccolta in HD che "includerà le caratteristiche originali che hanno definito l'ambiente videoludico moderno, tra cui avvincenti combattimenti di jujitsu, investigazioni ed elementi RPG oltre a mini-giochi memorabili. Shenmue I & II è ambientato in avvincenti open world in tempo reale veramente vividi grazie ai cicli giorno-notte e ai cambiamenti climatici, con una popolazione di civili che segue i propri orari". L'esperienza di gioco promette quindi di essere fedele alle versioni originali ma svecchiata in alcune sue caratteristiche peculiari. Si potrà infatti selezionare lo schema di controllo classico oppure propendere per quello riadattato secondo logiche più attuali, ma non mancheranno nemmeno l'aggiunta di opzioni grafiche nell'edizione PC, un'interfaccia utente aggiornata e la possibilità di propendere per le voci originali giapponesi oppure per il doppiaggio in inglese (ma con sottotitoli in inglese e non in italiano).

Resta il fatto che entrambe le versioni originali, più di altre produzioni della stessa epoca, abbiano risentito in modo evidente del tempo trascorso. Probabilmente sarebbe stato più adeguato un vero e proprio remake, come ad esempio è avvenuto - tanto per rimanere in casa SEGA - con Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2. Logicamente un'operazione di questo genere avrebbe richiesto uno sforzo economico ben diverso, ma forse avrebbe anche permesso di intercettare l'interesse di tutti quei giocatori che, per ragioni anagrafiche, non hanno avuto l'occasione di vivere l'epoca a cui Shenmue appartiene. Per tutti gli altri questa remaster potrebbe comunque essere l'occasione giusta per rispolverare due titoli imprescindibili e prepararsi all'arrivo del terzo capitolo, che peraltro ancora oggi non ha una data d'uscita certa.

Voi che ne pensate? Shenmue I & II può essere un buon modo per rivivere questi due vecchi capolavori del passato? Fatecelo sapere nei commenti!