Di Red Dead Redemption 2, di suffragette, della libertà d'espressione e finanche di essere str**zi 105

Menare le suffragette è il simbolo della libertà d'espressione, a quanto pare

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   09/11/2018

Il fenomeno del giorno, nel circo videoludico, si chiama Shirrako ed è uno youtuber piuttosto conosciuto, che ultimamente ha conquistato ulteriore notorietà pubblicando particolari video su Red Dead Redemption 2. Non videoguide, né gameplay veri e propri, quanto piuttosto reinterpretazioni che evidentemente devono essere considerate espressione artistica ed emotiva da parte dell'utente in questione, visto che proprio alla libertà d'espressione si sono appellati i suoi sostenitori quando YouTube ha deciso di censurare le sue pregnanti produzioni, decidendo poi di reinserirle alquanto velocemente e scusandosi anche per lo sbaglio di valutazione effettuato. A dire il vero, i filmati sono stati riammessi aggiungendo un age gate per verificare l'età dello spettatore e avvertendo che i contenuti possono risultare offensivi, cosa che pare il minimo visti i soggetti di cotali opere.

Insomma, i numerosi video di Shirrako sono stati riammessi in YouTube e il canale è stato riabilitato. Tutto è bene quel che finisce bene? Restano come al solito le controversie su contenuti del genere: i video in questione sono infatti tratti da Red Dead Redemption 2 e mostrano, tra le altre cose, modi molto creativi per uccidere le suffragette presenti all'interno del mondo di gioco (per chi non lo sapesse, erano le donne che si battevano per l'emancipazione e il diritto al voto esteso alle donne tra '800 e '900). Non si tratta di manipolazioni o mod ma solo di semplice gameplay, con la grande libertà d'azione concessa dal gioco Rockstar utilizzata qui per scopi alquanto turpi ma con un tasso di violenza non troppo distante da quanto il titolo propone anche all'interno della storia stessa. L'elemento discriminante qui sono ovviamente gli oggetti di tali violenze, scelti in maniera alquanto specifica per fare leva sulla misoginia generale che imperversa in alcuni ambienti della community videoludica. È vero che il medesimo youtuber ha anche pubblicato filmati in cui oggetto delle violenze sono membri dek Ku Klux Klan e sostenitori dell'eugenetica, ma questi in effetti hanno avuto un seguito minore.


Non per nulla, la minaccia era il possibile scatenamento di un GamerGate 2.0, come riferito dallo youtuber Keem - peraltro un personaggio asceso a fama internazionale anche per gesti decisamente discutibili - cosa che ancora una volta tende a far coincidere in maniera sospetta la lotta appassionata per la "libertà d'espressione" con la volontà di mantenere i propri spazi pubblici in cui riversare odio nei confronti di una qualche categoria sociale, genere, etnia o quant'altro. In questo caso, ovviamente, il bersaglio sono le femministe, per non dire le femmine in generale, visto che molte delle variopinte espressioni che si leggono nei divertiti commenti sotto i video di Shirrako tendono alla misoginia generale. La libertà d'espressione è ovviamente sacrosanta, così come ammirevole è la possibilità offerta dagli sviluppatori di poter agire in libertà all'interno dei mondi simulati, cosa che in effetti è uno dei risultati più ambiziosi e notevoli che questa industria possa raggiungere. Su quest'ultimo aspetto si potrebbe poi aprire un altro dibattito su come Rockstar abbia sempre ampiamente marciato sulla possibilità di dare libero sfogo ai più bassi istinti dei videogiocatori e vederli realizzati all'interno di un mondo tremendamente realistico, ma questo è un altro discorso.

È però curioso notare come, spesso, nella community dei videogiocatori i tumulti popolari per la difesa di questi capisaldi della civiltà moderna emergano in concomitanza con la rimozione o la censura di contenuti che sanno invece di terribilmente vecchio e gretto. Considerando poi che tutto tace quando invece capita che le linee guida di Youtube censurino effettivamente altri materiali (come i gameplay sui giochi di Robert Yang, per dirne uno, incentrati su temi gay ma illustrati per allusioni, di certo non con la crudezza dei video sulle suffragette di Red Dead Redemption 2) senza nemmeno la possibilità di ricorrere in appello né tantomeno poter contare sull'avvocatura del popolo di internet a supporto. La linea di difesa di Shirrako è quella classica, ovvero "era solo uno scherzo", scomodando addirittura il buon vecchio feticcio di Mortal Kombat come esempio di quello che si può vedere in giro al giorno d'oggi (un riferimento che fa molto anni '90). È probabile che l'utilizzo di temi così "caldi" da parte degli youtuber sia fatto esclusivamente per guadagnare click, ma la questione resta e forse è anche peggiore: senza nemmeno una vera e propria posizione ideologica da portare avanti, sbagliata o giusta che sia, si butta tutto in caciara per passarla liscia e guadagnarci anche sopra, mentre nei commenti sotto i video è possibile leggere contributi che, in maniera rigorosamente anonima, certamente scherzosa e legittimamente libera, fanno semplicemente raggelare il sangue.