Nintendo, DLC e multiplayer: cade l'ultimo baluardo del videogioco tradizionale? 50

Le recenti dichiarazioni del presidente di Nintendo su DLC e multiplayer online fanno discutere

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   30/10/2018

Hanno fatto discutere le recenti dichiarazioni di Shuntaro Furukawa, nuovo presidente di Nintendo, riguardo il nuovo indirizzo da impartire alla compagnia. Con la pubblicazione dei recenti risultati finanziari, che hanno visto peraltro Nintendo Switch raggiungere i 22,86 milioni di unità vendute nel mondo, Furukawa ha menzionato alcune strategie per il futuro che sembrano alquanto in controtendenza con quanto fatto dalla compagnia per anni, considerando che la casa di Kyoto ha rappresentato finora, almeno dal punto di vista dei modelli di business e della costruzione dei videogiochi maggiori per console, una sorta di baluardo dello sviluppo e della pubblicazione di stampo tradizionale nei confronti delle nuove tendenze del mercato. È anche vero che Nintendo ha dimostrato negli ultimi tempi una notevole apertura e permeabilità ai trend imperanti nel mondo videoludico ed è possibile che il cambio di presidenza possa ulteriormente facilitare questa transizione.


Cosa ha detto dunque il presidente di Nintendo? Annunciando l'avvio della "battaglia per l'Holiday Season", che risulterà fondamentale per il raggiungimento del difficile obiettivo dei 20 milioni di Switch da vendere nel corso dell'attuale anno fiscale, Furukawa ha riferito che la compagnia necessita di "una crescita continua. Dobbiamo continuare a pubblicare nuovi software, cosa che include anche i DLC e altri contenuti per i grossi titoli che sono già usciti", e poi "una maggiore concentrazione sul gioco online" e infine "più generi e una maggiore diversità nei giochi in modo da attirare anche persone che non hanno ancora acquistato un Nintendo Switch". A vedere la citazione completa di quanto affermato da Furukawa, in base alla trascrizione del reporter Yuji Nakamura di Bloomberg, si ridimensiona un po' l'idea che era emersa in precedenza, anche se una certa volontà di seguire i nuovi paradigmi del mercato traspare nelle parole del neopresidente.


Sinceramente, la parte che desta maggiore interesse in senso positivo è quella che parla della necessità di pubblicare una maggiore quantità di software e di diversificare l'offerta: considerando il periodo un po' di stanca che sta attraversando Nintendo Switch per quanto riguarda le produzioni first party, dopo un primo anno assolutamente fuori da ogni logica standard in termini di qualità del software, si sente un po' il bisogno di un ritorno a un ritmo più serrato di uscite per titoli targati Nintendo. Se a questo si associa un allargamento dei generi e dei franchise da curare direttamente, tanto meglio, considerando che c'è sempre bisogno di diversità su una console che si discosta alquanto dalla concorrenza in termini di catalogo e non può dunque contare su molti dei multipiattaforma che escono su PS4 e Xbox One. D'altra parte, la decisione di concentrare le forze anche sui DLC è fisiologica in una situazione di questo genere: Nintendo è sostanzialmente "autarchica" per quanto riguarda il supporto delle proprie console con titoli di grosso calibro, nel senso che sono proprio i titoli first party a coprire praticamente tutto il catalogo dei best seller, come dimostrato dai dati diffusi con quest'ultimo trimestre fiscale.


Concentrando gran parte degli sforzi su un parco titoli limitato, diventa necessario massimizzare l'investimento ampliandone il ciclo vitale, appunto con il ricorso ai DLC. A ben vedere è in effetti un passo avanti per gli utenti, considerando che i titoli Nintendo fino a un po' di tempo fa avevano comunque un ciclo vitale enorme, in termini di vendite, anche senza dover ricorrere a contenuti aggiuntivi. Per quanto riguarda il passaggio sul gioco online, bisogna anche considerare la necessità di spingere il nuovo servizio Nintendo Switch Online, per cui una menzione su tale settore era d'obbligo in un'occasione ufficiale, da parte del presidente della compagnia. Il fatto di iniziare a imporre una sottoscrizione per accedere alla piattaforma online deve sottendere una volontà di investire in questo settore, oltre ad aver richiesto un probabile investimento importante per la costruzione dell'infrastruttura, dunque l'aumento di giochi multiplayer online sarebbe la conseguenza più logica. In definitiva, le parole di Furukawa si inseriscono in uno scenario più di continuità con il passato di quanto potesse sembrare a una prima occhiata, dunque il ricambio generazionale alla guida di Nintendo non è detto che porti a una rivoluzione nei modelli di business e progettazione del lavoro all'interno della compagnia, ma certo la difficoltà palesata nello stare dietro agli obiettivi prefissati (invero alquanto difficili da raggiungere) potrebbero anche spingere la compagnia a qualche variazione importante nel proprio modus operandi.