La fine del mondo

Crisi finanziaria e guerra globale nel nuovo RTS di Eugen Systems

RECENSIONE di Andrea Centini   —   07/09/2015
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Pur essendo evoluti sotto molteplici punti di vista, talvolta introducendo laboriose e inutilmente complesse dinamiche di microgestione, gli strategici in tempo reale (RTS) più amati dagli appassionati restano soprattutto quelli ancorati alle alchimie della cosiddetta epoca d'oro, ovvero l'intervallo tra la fine degli anni '90 e gli inizi del nuovo millennio, un periodo florido che ha dato i natali a veri e propri capolavori alla stregua di Command & Conquer, Starcraft e Total War dei The Creative Assembly. Spinta dalla nostalgia per le "ricette classiche" e dalle pressioni della community, l'esperta software house francese Eugene Systems, autrice dei buoni Act of War, R.U.S.E. e Wargame, ha deciso di fare un passo indietro e proporre un prodotto fortemente ispirato a uno dei migliori capitoli della saga EA, quel Generals (2003) ambientato nel decennio 2020-2030 e costruito attorno a tematiche fantapolitiche basate sulla lotta al terrorismo. In Act of Aggression ritroviamo tutti gli ingredienti necessari per riportare il genere ai fasti di un tempo, e dopo averne già apprezzato la beta, della quale potete leggere la nostra approfondita analisi cliccando sul seguente link, non possiamo che confermare la bontà dell'opera.

In Act of Aggression Eugen Systems porta l'essenza degli RTS vecchia scuola

Bolla finanziaria

Nel codice da noi precedentemente testato mancavano del tutto la campagna single player e il tutorial, elementi fondamentali per valutare la resa complessiva di un buon RTS e soprattutto carpirne a fondo le dinamiche. Prima di lanciarci nell'intima analisi delle suddette caratteristiche, che fra l'altro confluiscono in un unico "pacchetto", forniamo qualche dettaglio aggiuntivo sulla trama, che avevamo già sviscerato in parte nel nostro precedente articolo. Tra i temi d'attualità che suscitano maggiore preoccupazione, con potenziali effetti catastrofici su scala globale, vi è la tenuta dell'economia cinese, finita proprio in questi giorni sotto i riflettori per lo scoppio della bolla del mercato azionario con le relative, pericolose fluttuazioni.

La fine del mondo

Partendo da questi presupposti e aggiungendo un classico copione da thriller fantapolitico, gli sceneggiatori di Eugene Systems hanno immaginato una nuova, tremenda recessione mondiale scatenata da un fantomatico "Shangai Crash" (il tonfo della borsa cinese) nel 2019, che tuttavia sarebbe orchestrato dall'esterno - un vero e proprio atto terroristico - da parte di un'organizzazione segreta (The Cartel) col chiaro scopo di far cadere gli Stati Uniti e assurgere a nuova superpotenza mondiale. In opposizione al misterioso Cartello, costituito da magnati dell'industria e dell'informazione, politici e militari corrotti, oltre all'esercito a stelle e strisce troviamo l'avanzatissima fazione Chimera, protagonista indiscussa della campagna single player e frutto della cooperazione tra i vari Stati membri delle Nazioni Unite. Nel calderone fantapolitico di Act of Aggression confluiscono anche corporazioni militari private come la Weyland Defense Corporation (WDC) e la Yueng Corporation, dichiarazioni d'indipendenza di improbabili separatisti messicani guidati dal rivoltoso di turno (Raul Escobedo) e le immancabili macchinazioni da agenzia governativa in puro stile Tom Clancy. Il tutto, per accentuarne il sapore da blockbuster hollywoodiano, è accompagnato da (semplici) cutscene plasmate sul cliché del telegiornale internazionale dai toni drammatici, con le classiche cartine geografiche zoomate, musica da "breaking news" e briefing segretissimi col quartier generale e i cospiratori. Insomma, dal punto di vista della presentazione sapete esattamente cosa aspettarvi, ma pur peccando un poco sotto il profilo dell'originalità, la storia di Act of Aggression svolge dignitosamente il proprio compito. Il meglio di sé, comunque, l'opera di Eugen Systems lo esprime una volta scesi sul campo di battaglia.

Buoni e cattivi

Benché la campagna rappresenti di fatto una parentesi introduttiva alle fazioni e alle abilità delle singole unità da schierare nella modalità schermaglia, il vero cuore del gioco, essa comunque risulta sufficientemente coinvolgente, mettendo sul piatto una efficace curva d'apprendimento, nonostante alcuni inaspettati e prematuri picchi di difficoltà.

La fine del mondo

La campagna è suddivisa in due tronconi paralleli; da una parte abbiamo le dieci missioni dedicate alla fazione Chimera e agli Stati Uniti (che entrano in gioco in un secondo momento), dall'altra il punto di vista dei cattivi in cinque scenari, che si sbloccano progredendo nel primo filone narrativo. Come già anticipato, il tutorial confluisce direttamente all'interno della modalità principale, introducendo passo dopo passo nuove unità, armi e strutture da costruire, sino a sbloccare l'arsenale più potente e devastante nelle ultime fasi. Tutte le missioni offrono sia obiettivi primari che secondari, il cui completamento è visibile nel menù di selezione. I target principali spaziano generalmente dalla scorta all'uccisione (o alla cattura) del classico VIP di turno, passando per la conquista di strutture e basi nemiche, recupero di informazioni dai database e costruzione di nuovi avamposti con lo sviluppo delle relative tecnologie. Gli obiettivi secondari, indicati in arancione, possono invece essere legati alla sopravvivenza di specifiche unità o al completamento del livello in un tempo prestabilito. Alcuni di essi risultano piuttosto complessi da raggiungere, e conquistare il 100% in ciascuna missione è tutto tranne che una passeggiata, anche perché l'intelligenza artificiale può essere molto aggressiva e talvolta mette il giocatore alle corde, come nell'ultima fase della terza missione che ci ha costretti a ricaricare il salvataggio numerose volte.

La fine del mondo

Per quanto concerne le tre fazioni giocabili, esse presentano naturalmente caratteristiche piuttosto differenti fra loro sia in termini di unità che di alberi tecnologici. Il Cartello è indubbiamente la fazione più complessa da governare, poiché i suoi mezzi, seppur potentissimi e spesso suffragati da tecnologie stealth ed evasive (i carri Scorpio possono ad esempio creare cortine fumogene), risultano particolarmente delicati sotto il fuoco nemico. Gli Stati Uniti d'America offrono un approccio più tradizionale e robusto, grazie a carri armati (come l'Abrams), blindati di vario tipo, fanteria eterogenea e velivoli ben inquadrati nell'immaginario collettivo, mentre Chimera rappresenta la fazione più versatile e affascinante del lotto grazie all'utilizzo di avanzati prototipi. Basti pensare alla sua devastante unità di "Exosoldiers", che oltre a equipaggiare un fucile efficace contro uomini e veicoli porta in dote una "nanosuit" corazzata e capace di rigenerare la salute. Benché la fanteria negli RTS faccia quasi sempre da carne da macello, in Act of Aggression essa ricopre un ruolo particolarmente importante, dato che oltre a poter imprigionare i soldati nemici, con un impatto diretto sulle finanze del giocatore, può anche conquistare gli edifici occupati, aprendo la strada ai mezzi bloccati da eventuale fuoco pesante. I soldati sono inoltre suddivisi in molteplici unità che spaziano dai semplici marines sino agli specialisti muniti di cecchino, mortaio, gatling gun e armi efficaci contro svariati mezzi.

Alla bersagliera

Come in ogni RTS vecchia scuola che si rispetti, lo scopo del gioco consiste nel recuperare le risorse presenti sul campo, nel caso specifico petrolio (la valuta principale), alluminio e le cosiddette Terre Rare, al fine di ampliare il proprio quartier generale e di conseguenza il potenziale bellico, da scatenare contro uno o più avversari (le schermaglie online arrivano fino a serratissimi 4vs4). Un altro fattore incluso nel sistema di microgestione di Act of Aggression è rappresentato dall'elettricità, che va tenuta sempre sotto controllo per non incappare in catastrofici blackout nella linea di produzione. Gli Stati Uniti, ad esempio, possono mantenere l'equilibrio energetico costruendo piccoli impianti fotovoltaici, che tuttavia si trasformano in uno dei bersagli prediletti dal nemico.

La fine del mondo
La fine del mondo

Se si eccettuano alcune specifiche infrastrutture, i nuovi edifici possono essere sviluppati attorno al quartier generale e all'interno di una griglia guida, che a sua volta può essere ampliata attraverso apposite costruzioni, come ad esempio i preziosi depositi per le risorse. I giacimenti di terre rare, come suggerisce il nome stesso, sono gli elementi più rari e preziosi da individuare attraverso lo scouting (ciascuna fazione ha il proprio mezzo da ricerca), e rappresentano la chiave per realizzare le armi più devastanti del gioco, come ad esempio i bombardieri B2. Ovviamente sono presenti anche le cosiddette "Super Armi" come i missili nucleari, tuttavia in Act of Aggression è possibile difendersi da qualunque minaccia sviluppando le apposite contromisure. L'avanzamento all'interno di una mappa va approntato mantenendo il consueto equilibrio tra rapidità di esecuzione/costruzione e strategia militare, organizzando le varie unità secondo una precisa logica che bilanci offesa e difesa. Ad esempio con i Chimera si possono mandare in avanscoperta i delicati ma potenti elicotteri Comanche, particolarmente efficaci contro le pericolose torrette del Cartello, per poi far seguire l'attacco di terra con fanteria, carri armati e blindati di supporto equipaggiati con la contraerea. Le unità sono tantissime così come le diverse abilità dell'albero tecnologico, la cui gestione viene purtroppo minata da un'interfaccia grafica davvero poco usabile e intuitiva, come avevamo già sottolineato nel nostro precedente test. Con la pratica e l'esperienza la situazione migliora sicuramente, ma una riorganizzazione più efficace di questo fondamentale strumento sarebbe auspicabile, dato che barcamenarsi tra i potenziamenti e i vari protocolli "Defcon", che sbloccano edifici e unità sempre più potenti, è inutilmente macchinoso e rappresenta una sorta di freno al flusso delle operazioni. Nel momento in cui stiamo scrivendo gli sviluppatori sono ancora a lavoro per equilibrare il bilanciamento di alcune unità, facendo particolare attenzione alle richieste e ai feedback della community; ad esempio sono state appena ricalibrate certe abilità stealth e rigenerative, mentre molti giocatori impegnati nella beta stanno richiedendo a gran voce che venga abbassato il costo dei poderosi carri Abrams americani.

La fine del mondo

È molto probabile che tale processo di rifinitura proseguirà anche dopo il lancio. Le mappe dedicate alla modalità Skirmish, per la quale possono essere impostati sia la durata della partita che l'intervento delle Super Armi, sono in tutto una ventina e sono suddivise per numero massimo di giocatori ospitati. Ambientate in varie parti del globo come Messico, Cina, Russia, Olanda e Stati Uniti, esse offrono svariate tipologie di terreni e topografie in grado di soddisfare appieno le esigenze dell'appassionato di RTS. Dal punto di vista squisitamente tecnico Act of Aggression è una gioia per gli occhi grazie agli scenari e alle singole unità ricchissimi di dettagli, suffragati da effetti particellari splendidi, illuminazione globale realistica, animazioni curate e soprattutto da un senso di potenza incredibile quando si scatenano le armi più potenti e i bombardamenti a tappeto. Con la nostra configurazione di prova, indicata nel box successivo, abbiamo selezionato il preset "Insane" con tutti i dettagli al massimo, e in 1080p non abbiamo sofferto alcun tentennamento nella fluidità di gioco. La scalabilità del celebre motore IRISZOOM di Eugen Systems è comunque notevole, grazie a un'infinità di opzioni grafiche che spaziano dalle voci più classiche come il filtro antialiasing e quello anisotropico sino alla gestione della qualità delle unità, del terreno, dell'acqua, delle ombre e degli shader, oltre che della tasselation e della resa del render. Nel complesso siamo innanzi a un lavoro curatissimo, accompagnato anche da ottimi effetti sonori e da un buon doppiaggio in inglese; solo la colonna sonora ci è parsa un poco anonima, stancando dopo alcune partite. Act of Aggression è sottotitolato in italiano, ma curiosamente per impostare il nostro idioma è necessario inserirlo da Steam, nel menù delle proprietà del gioco.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo Windows 10
  • Processore Intel Core i7-4790 3,60 GHz
  • 8 GB RAM
  • Scheda Video MSI Geforce GTX 980

Requisiti minimi

  • Sistema operativo Windows VISTA 7/8
  • Processore AMD/Intel Dual-Core 2.5 GHZ
  • 2 GB RAM
  • Scheda video 512 MB AMD Radeon HD 4870/NVIDIA GeForce 9800 GT o superiore

Requisiti consigliati

  • Processore AMD/Intel Quad-Core 3 GHZ
  • 4 GB RAM
  • Scheda video 2 GB AMD Radeon HD 7870/NVIDIA GeForce 660 o superiore

Commento

Digital Delivery Steam
Prezzo 44,99 €
Multiplayer.it

8.3

Lettori (14)

7.9

Il tuo voto

Ispirato dagli RTS classici lanciati tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio, come il bellissimo Command & Conquer: Generals cui gli sviluppatori hanno fatto costante riferimento in fase di promozione, Act of Aggression è un prodotto curato, divertente e coinvolgente, suffragato da un comparto tecnico raffinatissimo e da un'ottima modalità multigiocatore, stabile e ricca di contenuti. L'unico vero neo dell'opera, al di là di una campagna valida ma non fulcro principale dell'esperienza, risiede nell'interfaccia grafica poco usabile e intuitiva, che richiede diverso tempo per essere assorbita nelle sue dinamiche più intime e laboriose. Nonostante questo dettaglio, per il quale si auspica una patch correttiva, si tratta di un titolo in grado di soddisfare appieno gli appassionati del genere.

PRO

  • Tantissime unità e abilità
  • Intelligenza artificiale davvero ostica e tenace
  • Ottimo comparto tecnico
  • Multiplayer serrato e avvincente
CONTRO
  • Interfaccia poco intuitiva e usabile
  • La campagna è valida ma non memorabile