Ricordi dal mortuario  92

Torna il Nameless One con tutto il peso della sua esistenza in Planescape: Torment Enhanced Edition

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   18/04/2017

Ci sono vari modi per rimasterizzare e, più in generale, rilanciare un vecchio videogioco. Uno dei più sbagliati è quello di cercare di aggiungerci contenuti che nessuno ha chiesto: né chi giocò l'originale, né i nuovi giocatori, che non si faranno certo convincere all'acquisto dalla presenza di qualche missione in più o di qualche linea di dialogo cambiata.

Ogni operazione di attualizzazione dovrebbe fondarsi sul rispetto per l'opera, limiti compresi. Beamdog ha stentato a capirlo con le Enhanced Edition dei Baldur's Gate, comunque ben fatte, ma spesso criticate proprio per i contenuti revisionati e quelli aggiunti. Lo stesso Siege of Dragonspear, espansione autonoma proprio dei Baldur's Gate, che ha tentato di colmare il buco tra i primi due capitoli, al netto di alcune polemiche politiche, ha ricevuto forti critiche per non essere riuscita a raggiungere la qualità degli originali. Insomma, rimasterizzare un classico può essere sicuramente fruttuoso, ma allo stesso tempo è un campo minato da cui si rischia di non uscire vivi. Planescape: Torment Enhanced Edition è stato annunciato poche settimane fa. Si sospettava che Beamdog ci stesse lavorando già da qualche mese, intanto perché era silenziosa da tempo e inoltre perché era l'ultimo tra i grandi titoli creati con l'Infinity Engine di BioWare a non essere stato ancora rimasterizzato (in realtà manca ancora Icewind Dale II, che però non è famoso come questo). La certezza si è avuta però a sviluppo praticamente concluso. Visti i precedenti, molti hanno subito messo mano alle armi, dichiarandosi pronti a scendere in guerra nel caso in cui quello che viene considerato uno dei migliori giochi di ruolo elettronici di sempre fosse stato intaccato da qualche scellerata decisione commerciale. Addirittura sono iniziate a girare voci incontrollate su presunte modifiche, aggiunte e quant'altro, dovute alla presenza di Chris Avellone come consulente, uno degli autori del gioco. Fortunatamente non è andata così...

Abbiamo recensito Planescape: Torment Enhanced Edition: è ancora una dei migliori GDR di sempre?

La forza di Planescape: Torment

A differenza dei già citati Baldur's Gate o degli Icewind Dale, Planescape: Torment (1999), sempre una traduzione in forma videoludica di uno scenario di Advanced Dungeons & Dragons, è un titolo misuratissimo e composto, capace di raccontare la storia del suo personaggio principale con grande efficacia, ma senza cedere mai a eccessi deleteri.

Lo spazio di manovra per modificare o ampliare un simile tessuto narrativo è praticamente nullo, anche perché si rischierebbe seriamente di romperne gli equilibri, facendo collassare con essi l'intero gameplay. Insomma, in un Baldur's Gate un combattimento in più o in meno, magari su uno scenario inedito, non fa grossa differenza, mentre in Torment sarebbe difficile, se non impossibile, da giustificare. Per questo motivo Beamdog ha fatto l'unica scelta sensata: l'Enhanced Edition a livello di contenuti è rimasta identica all'originale, dialoghi compresi. Per chi non lo conoscesse, Planescape: Torment, da non confondersi con Torment: Tides of Numenera, che è solo un seguito spirituale, ma che non è legato direttamente a questo, racconta la storia di un personaggio senza nome e senza memoria, chiamato Nameless One, che si risveglia nel mortuario della città di Sigil, la cosiddetta "Città delle Porte", il crogiolo dei piani del multiverso. Insieme a lui facciamo immediatamente la conoscenza di un altro personaggio, il teschio fluttuante Morte, che ci introduce ai rudimenti del gioco, si unisce subito al party e aiuta il Nameless One a scappare. Da qui in poi l'obiettivo diventa ricostruire l'identità del protagonista, scoprire come e perché ha dimenticato la sua storia e chi o cosa lo abbia fatto diventare immortale.

Per farcela bisogna esplorare prima la città di Sigil, quindi iniziare a viaggiare per i piani alla ricerca della verità, entrando in contatto con personaggi misteriosi quanto potenti e vivendo situazioni fortemente drammatiche, che rispondono a molte delle nostre domande, aprendone contemporaneamente delle altre. A fare da corollario al tutto c'è un cast ricco e variegato di comprimari assoldabili per il party, tutti interessanti e con una loro storia da raccontare. All'epoca Black Isle, lo studio di sviluppo originale, fece di tutto per schivare stereotipi e cliché del genere fantasy, dimostrando che si può essere originali e profondi anche maneggiando del materiale fortemente sedimentato nella cultura del pubblico di riferimento. Ancora oggi la scrittura di Planescape: Torment si lascia ammirare per la capacità dimostrata dagli sceneggiatori di alternare i registri linguistici dei vari personaggi, che finiscono per comporre un universo organico e sfaccettato, anche solo dal punto di vista linguistico. Ovviamente la forte impostazione filosofica dell'intera avventura c'è ancora, così come la possibilità di scegliere l'approccio da tenere, ossia se essere più combattivi o più dialoganti. Niente è cambiato.

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E l’italiano?

Planescape Torment: Enhanced Edition non è ufficialmente tradotto in italiano. Abbiamo però fatto una veloce ricerca e abbiamo scoperto che il gruppo degli Allegri Buffoni sta collaborando con Beamdog per adattare la traduzione amatoriale della versione originale all'Enhanced Edition. Speriamo che sia questione di giorni più che di mesi, ma diamo tempo a questi ragazzi di completare l'aggiornamento in tutta tranquillità e ringraziamoli vivamente per quello che stanno facendo.

Enhanced Edition?

Paradossalmente la forza più grande di Planescape Torment: Enhanced Edition è la distanza tenuta da Beamdog rispetto al lavoro di Black Isle.

Come già detto, non ci sono cambiamenti di gameplay, a parte un zoom maggiore, che rende meno problematica l'esplorazione, e alcuni miglioramenti dell'interfaccia, ora più vicina agli standard moderni del genere e perfetta per le risoluzioni più disparate (l'originale era stata pensata per una risoluzione di 640x480, alzabile a 800x600). Volendo possiamo dirvi la banalità che, trattandosi di un titolo del 1999, la grafica è visibilmente invecchiata, ma ve ne potete rendere conto anche guardando uno screenshot. Certo, se qualche ruga vi impedirà di vivere uno dei giochi di ruolo migliori di sempre, sono problemi vostri. Gli unici punti negativi dell'intera operazione sono quelli 'contabili'. Fino al lancio dell'Enhanced Edition infatti, Planescape: Torment era venduto per 9,99€, mentre ora non è più possibile acquistarlo a parte ma lo si ottiene insieme alla nuova edizione che costa 19,99€. Aggiungiamoci anche che prima la colonna sonora scaricabile era compresa nel gioco, mentre ora va acquistata a parte come se fosse un DLC e non costa nemmeno pochissimo (se già l'avevate, comunque, la ritroverete lì dov'era). Insomma, capiamo la necessità di rientrare dell'investimento e di guadagnarci, ma a volte bisogna anche cercare di apparire meno rapaci di quel che si è, soprattutto quando si va a sfruttare un capolavoro riconosciuto.

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Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows XP, Vista, 7, 8, o 10
  • Processore 1 GHZ
  • 512 MB di RAM
  • Scheda video compatibile con OpenGL 2.0
  • 2 GB di spazio su Hard Disk
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, GoG
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

9.3

Lettori (13)

8.3

Il tuo voto

Planescape: Torment Enhanced Edition è attualmente il modo migliore di giocare a uno dei grandi classici dei giochi di ruolo elettronici, grazie alla revisione dell'interfaccia che lo rende finalmente fruibile decentemente anche a risoluzioni molto alte. Il suo più grande pregio è l'essere rimasto invariato rispetto all'originale, mentre l'unico problema vero che si porta dietro è la rapacità dell'intera operazione, che però non può penalizzare più tanto il giudizio sul titolo. Sostanzialmente si tratta di un'operazione molto rispettosa che soddisferà chi ha amato Planescape: Torment e renderà la vita più semplice a chi non l'ha mai giocato.

PRO

  • Storia appassionante e profonda
  • Sistema di gioco versatile che consente di arrivare alla fine senza combattere
  • Colonna sonora eccezionale
  • Cast di personaggi variegato e non banale
  • Si merita la definizione di classico

CONTRO

  • Almeno la colonna sonora scaricabile potevano regalarla
  • Graficamente rimane un gioco del 1999

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