Scontri fra cavalieri e castelli nella recensione di Stormbound  2

C'è una bella proposta di strategia mobile in Stormbound

RECENSIONE di Giorgio Melani   —  8 settimane fa

C'è qualcosa che avvicina naturalmente il genere strategico, preso in diverse accezioni, alle piattaforme mobile. Probabilmente la possibilità di adattare così bene l'interfaccia all'interazione via touch screen, ma anche il naturale adeguarsi del ritmo di gioco al multiplayer asincrono, oltre alla classica assuefazione che deriva da quella progressione costante verso la conquista che è tipica del genere. In ogni caso, fra tower defense, MOBA, clicker e simili, le piattaforme smart non solo hanno rappresentato terreno fertile per la proliferazione di una tipologia di gioco che ha radici antiche e profondamente collegate al PC, ma hanno anche trovato delle interpretazioni proprie e di grande successo dei concept strategici sfruttando anche - come spesso accade sul fronte mobile - ibridazioni sperimentali tra tipologie di gioco diverse. Ora il panorama si presenta molto più complesso e codificato di qualche anno fa e non è facile sfuggire alle catalogazioni imposte nella logica dei generi e dei cloni, ma qualche volta si trovano giochi in grado di uscire un po' dal seminato. È questo il caso di Stormbound: è facile pensare a Clash Royale quando si parla di un gioco di strategia nel quale due eserciti contrapposti devono conquistare il castello avversario all'interno di una mappa ad estensione ristretta, trattandosi a tutti gli effetti di un derivato dei MOBA, ma ridurre il titolo Kongregate a un clone del celeberrimo spin-off da parte di Supercell sarebbe alquanto fuorviante. Le premesse e vari elementi dello svolgimento sono in effetti gli stessi: anche in questo caso troviamo due castelli contrapposti, eserciti di diversa composizione intenti a conquistare la base avversaria e una meccanica basata sulle carte, ma le caratteristiche qui vengono mischiate, modificate e arricchite fino a trovare una formula alquanto originale. C'è anche da rilevare un sistema free-to-play che appare decisamente generoso, con una quasi totale assenza di forzature verso le micro-transazioni, a meno che non si voglia competere necessariamente ad alti livelli in multiplayer e nel minor tempo possibile.

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Stormbound sembra un semplice clone di Clash Royale ma nasconde diverse sorprese interessanti

Tempesta di cavalieri

La guerra si svolge su una scacchiera composta da 4x5 caselle, divisa da una linea che rappresenta il fronte della battaglia e il limite massimo entro cui è possibile schierare le proprie truppe. Questa si sposta verso uno o l'altro castello in base allo spostamento delle unità, che avviene automaticamente verso il castello avversario, e dell'andamento degli scontri, favorendo dunque l'avanzata di una o l'altra fazione. Squadre di soldati, armi speciali, fortificazioni o altro corrispondono a carte da pescare all'interno di un mazzo, estratte casualmente in mani da cinque (con una limitata possibilità di scambiarne una all'occorrenza). Così come in Clash Royale, per schierare le carte bisogna tenere presente il dispendio di mana richiesto da ognuna di esse, che deve rimanere ovviamente all'interno del livello disponibile, con ricariche che avvengono a ogni turno. Questo significa che le carte più potenti e dispendiose possono essere utilizzate solo con parsimonia e un certo studio nel consumo dell'energia di turno in turno o nell'applicazione di metodi per poterla aumentare.


All'interno di una meccanica generale non del tutto nuova, è il bilanciamento delle parti e l'introduzione della variabile della linea del fronte a caratterizzare fortemente l'esperienza di gioco in Stormbound: l'andamento degli scontri fra le truppe modifica sensibilmente l'equilibrio delle forze in campo, perché il terreno guadagnato dalle truppe si riflette in una maggiore possibilità di schierare elementi in maniera tattica e sempre più vicini al castello avversario, ottenendo così un vantaggio strategico di grande rilievo. La forte impronta stilistica data al comparto grafico contribuisce a rafforzare l'identità del gioco, anche in mezzo a una concorrenza alquanto agguerrita all'interno di questo genere: non si tratta solo della qualità del tratto 3D e 2D, ma anche del design generale delle unità e delle loro caratteristiche, che creano un'interessante varietà di soluzioni da impiegare in battaglia con un'ampia gamma di risultati, anche grazie al differente grado di rarità delle carte da conquistare e utilizzare. La complessità generale ha come risvolto una certa lunghezza degli scontri che potrebbe associarsi male alla fruizione mobile, ma chi apprezza una sana esperienza strategica dal gusto tradizionale non avrà di che lamentarsi.

Versione testata
iPad 1.0.3
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

8.0

Lettori (1)

7.0

Il tuo voto

Se c'è ancora spazio per un po' di strategia nella vostra ludoteca mobile, o se siete comunque in cerca di nuovi stimoli in tale ambito, allora Stormbound merita sicuramente attenzione. È la struttura generale è chiaramente derivativa, visto che è stata ormai esplorata in lungo e in largo da queste parti, ma il modo in cui fa combaciare i suoi elementi e alcune introduzioni originali, come la linea del fronte e le soluzioni adottate per le carte, lo rendono un gioco in grado di spiccare in mezzo alla nutrita concorrenza. Stormbound è consigliato in particolare a coloro che hanno una predilezione per i giochi di carte collezionabili, visto il fascino delle illustrazioni e la grande varietà di unità inserite nel sistema di carte in questo caso.

PRO

  • Ottima interpretazione dello strategico mobile
  • Interessante stile grafico
  • Buona varietà e ampiezza del sistema di carte
  • Free-to-play senza troppi lati oscuri

CONTRO

  • Piuttosto derivativo come struttura
  • Ritmi un po' lenti per una fruizione mobile
  • Per essere competitivi diventa necessario comprimere i tempi (micro-transazioni)