La recensione di Assassin's Creed Origins per PC  87

Dopo la recensione della versione console, ecco un approfondimento dedicato ad Assassin's Creed Origins su PC

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —  3 settimane fa

Solitamente quando esce un nuovo capitolo di Assassin's Creed si cerca, non appena possibile, di immergersi fino alla testa nella libertà d'azione che il franchise storicamente concede, scalando le torri più alte dello scenario al fine di ammirare il panorama. È una sorta di controllo di qualità istintivo, un "fammi vedere stavolta cos'hanno combinato gli sviluppatori" che deriva dalle origini della serie, fin da principio capace di regalare panorami mozzafiato: i tetti di Acri, Damasco e Gerusalemme prima, quelli della Firenze e della Venezia rinascimentale poi, passando per Roma, Istanbul, l'America coloniale, i Caraibi, la Parigi rivoluzionaria e la Londra fumosa dell'epoca vittoriana. Ebbene, sembrerà strano ma durante le prime ore di Assassin's Creed Origins questa necessità appare sfumata, quasi dimenticata, e ci si ritrova un po' spaesati di fronte all'inedito approccio utilizzato da Ubisoft Montreal.

È cambiato il sistema di combattimento, nella filosofia e finanche nella mappatura dei comandi; è diversa l'esplorazione, ora molto più valorizzata e "avventurosa" nelle sue continue scoperte; ci sono tanti elementi che derivano senza dubbio da The Witcher 3: Wild Hunt e che rendono l'esperienza entusiasmante, densa, sfaccettata. Accade così che lo spettacolo che in precedenza si andava a cercare sulle sommità delle torri sia stato portato a terra, ad altezza d'uomo, riscontrabile nei paesaggi diurni che alternano tonalità oro e blu, nei raggi di sole che filtrano attraverso una densa vegetazione e si rifrangono sulla superficie dell'acqua, nei dettagli cesellati sui pavimenti e sulle colonne, ma anche nelle fiamme che illuminano una fase notturna liberamente richiamabile, sulla falsariga dell'ultimo Metal Gear Solid. Ci troviamo insomma di fronte a un titolo che concretizza perfettamente le ambizioni di Ubisoft? No, ma ci va abbastanza vicino e pone senz'altro le basi per un futuro radioso, smentendo le previsioni di chi due anni fa parlava di un franchise destinato inevitabilmente al declino. E così, dopo aver analizzato le versioni PlayStation 4 e Xbox One di Assassin's Creed Origins e aver dedicato un approfondimento alle performance del gioco su Xbox One X, eccoci come da tradizione a parlare della versione PC.

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Come vorrei vivere in Egitto

La serie di Assassin's Creed ha senza dubbio il merito di aver stimolato un certo grado di entusiasmo attorno al turismo legato alle ambientazioni dei vari capitoli, e Origins non fa eccezione, sebbene la maggior parte degli evocativi panorami visibili nel gioco siano frutto di una mera ricostruzione, per quanto affascinante ed elaborata, visto che determinati luoghi non esistono più o hanno cambiato completamente volto nel corso dei secoli. Ciò non toglie che visivamente lo spettacolo offerto da questa nuova produzione sia straordinario, come detto un'alternanza di oro e di blu che di fatto continua il percorso cominciato dal team di sviluppo con Black Flag e lo arricchisce sotto ogni punto di vista. L'acqua è la stessa, splendida, che avevamo apprezzato nei panni di Edward Kenway, mentre le enormi lande desertiche esplorabili a cavallo richiamano l'approccio avventuroso e talvolta imprevedibile (quantomeno nelle intenzioni di Patrice Desilets) del primo Assassin's Creed. Un omaggio forse voluto, che in qualche modo sottolinea come questo episodio sia tornato con i piedi per terra dal punto di vista del gameplay, pronto a sorprenderci in modi meno canonici e inflazionati rispetto a ciò a cui eravamo stati abituati nel corso degli anni.

Curiosamente c'è un po' di Altair anche nei combattimenti, come detto rivoluzionati nell'approccio e nei comandi: in netta contrapposizione con la figura dell'Assassino come inarrestabile macchina da guerra, capace di inanellare decine di uccisioni e di lasciare sul proprio cammino una scia di cadaveri, Assassin's Creed Origins si dimostra molto concreto nel dirci che no, quella particolare quest richiede un livello d'esperienza superiore e cercare di portarla a termine ugualmente potrebbe tranquillamente condurci alla sconfitta una volta di fronte ad avversari più tosti, scaltri e meglio equipaggiati di noi. Promesse che alla lunga perdono coerenza e non vengono mantenute fino in fondo, è vero, ma in ogni caso simboli forti di un rinnovamento nei fatti, non soltanto nelle parole. Appare molto interessante in tal senso il nuovo albero delle abilità, ma soprattutto la visione RPG che caratterizza armi e corazzature, non più elementi di contorno bensì protagonisti di un combat system più variegato e corposo, sebbene a tratti poco rifinito. Aspetti dell'esperienza che stabiliscono un'ossatura solidissima, non esente da tratti di ripetitività strutturali ma certamente in grado di intrattenere per decine di ore, coadiuvata peraltro da una narrazione coinvolgente e intelligentemente proiettata al futuro.

La versione PC

Al di là di qualche dichiarazione in favore di marketing, è chiaro ed evidente come Assassin's Creed Origins dia il meglio di sé in ambiente Windows, a patto naturalmente di utilizzare una componentistica all'avanguardia. Per ottenere i 4K reali con (quasi) tutti gli effetti al massimo e 60 frame al secondo stabili bisogna possedere una GTX 1080 Ti, questo è chiaro, ma l'incredibile abbondanza di regolazioni grafiche consente di godersi l'esperienza al meglio anche su PC di fascia inferiore. Nel nostro caso, abbiamo inaugurato il test con una piccola verifica, lanciando cioè il precedente episodio della serie, Assassin's Creed Syndicate, con impostazioni simili per confrontarne le performance.

Il capitolo ambientato a Londra non vanta la ricchezza e l'atmosfera di Unity, abbiamo già avuto modo di parlarne, ma il carico computazionale appare estremamente simile a quello di Origins, sebbene quest'ultimo utilizzi un sistema di illuminazione molto più complesso, capace di stressare la GPU quando molteplici fonti di luce volumetrica vanno a rifrangersi in contemporanea sullo scenario. Può essere spiegata in tal senso la vistosa difficoltà del gioco con le cutscene in tempo reale, che vengono renderizzate utilizzando modelli poligonali sostanzialmente migliorati, ma immaginiamo si tratti di un aspetto su cui Ubisoft potrà intervenrie con i prossimi aggiornamenti. Come detto, le opzioni sono tantissime: oltre alla scelta della risoluzione, della frequenza di aggiornamento, del campo visivo, della sincronia verticale e dell'eventuale limitatore di fotogrammi, è presente fin da subito uno scaler che consente di ottimizzare le performance del gioco pur senza cambiare l'output della risoluzione. Chi non ha voglia di individuare questa o quella feature più pesante per aumentare il frame rate, insomma, può agire solo su quel modificatore per ottenere i risultati desiderati.

Le regolazioni di fino sono in effetti moltissime: si parte dal preset generale e dal sistema adattivo (che cambia dinamicamente la risoluzione per rispettare il target di fotogrammi selezionato) per arrivare alla qualità dell'antialiasing, dalle ombre ai dettagli dell'ambiente, dalle texture alla tassellatura, dal terreno agli elementi casuali, dalla nebbia all'acqua, dai riflessi alle nubi volumetriche, passando per i dettagli dei personaggi e delle loro texture per arrivare infine all'occlusione ambientale e alla profondità di campo. Ebbene, come si è comportato Assassin's Creed Origins sulla configurazione di prova? Selezionando i 4K reali e impostando tutti gli effetti al massimo, il gioco girava a 30 frame al secondo, soffrendo però di cali abbastanza evidenti durante alcune situazioni e, in particolare, nelle cutscene.

Disattivando l'antialiasing (che in Ultra HD non ha ovviamente questa incredibile incidenza) e portando la qualità delle ombre su "alto" abbiamo invece sperimentato una grande stabilità, garantita anche dalla sincronia verticale "di fondo", attivata tramite il pannello di controllo NVIDIA. Assassin's Creed è un titolo nato con in mente i 30 fotogrammi, ma volendolo giocare al doppio della frequenza con una GTX 1070? È naturalmente possibile farlo, ma per ottenere 60 frame stabili e senza incertezze bisogna agire sullo scaler di cui abbiamo parlato in precedenza, portando la percentuale della risoluzione di 2160p al 60% o al 70%, a seconda di eventuali overclock. Parliamo insomma di qualcosa di molto vicino ai 1440p, probabilmente la risoluzione di riferimento utilizzata su Xbox One X, ma per un frame rate raddoppiato; e questo ci fa pensare che stavolta davvero Ubisoft abbia fatto un ottimo lavoro in termini di ottimizzazione.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 6600K
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1070 Jetstream
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core i5 2400S, AMD FX 6350
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 660, AMD Radeon R9 270
  • Memoria: 6 GB di RAM
  • Hard disk: 42 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1, Windows 8.1, Windows 10 a 64 bit
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i7 3770, AMD FX 8350
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 760, AMD Radeon R9 280X (1080p)
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Hard disk: 42 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1, Windows 8.1, Windows 10 a 64 bit
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam
Multiplayer.it

8.5

Lettori (27)

8.9

Il tuo voto

Assassin's Creed Origins mantiene tante delle promesse fatte, sebbene non tutte e non fino in fondo. Ci troviamo di fronte a un episodio che sfiora l'eccellenza in svariati frangenti, che rivoluziona letteralmente alcuni dei meccanismi tradizionali della serie e ci consegna un solido punto di ripartenza, nell'ottica di un open world mai così ricco, denso e affascinante. La versione PC consente di godersi l'esperienza al meglio, fino a 4K reali e 60 frame al secondo, a patto di possedere una configurazione adeguata; vanta una quantità enorme di regolazioni che strizzano l'occhio a un certo grado di scalabilità verso il basso, ma soprattutto un livello di ottimizzazione che raramente abbiamo riscontrato nelle produzioni Ubisoft.

PRO

  • Ambientazione straordinaria, resa in maniera eccellente
  • Tanti elementi del gameplay rivoluzionati
  • Uno spettacolo magnifico a 4K e con tutti gli effetti al massimo

CONTRO

  • Alcuni elementi richiedevano ulteriori rifiniture
  • Qualche semplificazione di troppo, specie nell'ambito dell'azione stealth
  • Alcune quest secondarie ripetitive