La recensione di Hidden Agenda  41

La serie PlayLink di Sony si tinge di giallo: il risultato è sorprendentemente positivo

RECENSIONE di Simone Pettine   —   20/11/2017

Sony ha varato da qualche mese il progetto PlayLink, ovvero portare nel salotto di casa una serie di piccoli titoli per PlayStation 4 in grado di divertire parenti e amici per qualche ora. Non occorre altro che un Dualshock 4, il resto delle azioni vengono effettuata in modo intuitivo scaricando l'applicazione dei singoli giochi sullo smartphone dei presenti, così da permettere a tutti di partecipare. L'apripista è stato Dimmi chi sei, disponibile ormai da questa estate come titolo gratuito dell'abbonamento PlayStation Plus, ma sono ora disponibili altri tre prodotti dai generi più disparati: un party game alla quiz show (Sapere è Potere), lo spin-off SingStar Celebration, e da ultimo Hidden Agenda. Quest'ultimo, thriller investigativo cinematografico, è forse il più interessante dei tre, soprattutto per l'originalità delle meccaniche messe in campo, per la prima volta proposte in salsa social game.

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Scena del crimine nel salotto di casa

Hidden Agenda merita attenzione anche soltanto per chi ha curato la regia, vale a dire i ragazzi di Supermassive Games. Esattamente, gli stessi che hanno sfornato quel mezzo capolavoro di Until Dawn. Se avete avuto modo di provarlo, con Hidden Agenda vi ritroverete subito a casa, in compagnia di un sistema decisionale composto da bivi, di un'ottima qualità nella recitazione e di un eccellente comparto grafico. Cambia invece il genere narrativo, che si sposta sul poliziesco/thriller alla CSI. Ci troviamo in una grande città americana non meglio definita, alle prese con una serie di brutali omicidi che in qualche modo sembra vogliano coinvolgere tra le vittime anche gli agenti del corpo di polizia locale. La prospettiva del giocatore oscilla tra quella di Becky Marnie, agente a capo del caso, e di Felicity Grames, la procuratrice distrettuale. Il nostro compito è fare luce sugli eventi, scoprendo chi si cela dietro il volto del misterioso Manipolatore. Nel corso di un paio d'ore tra indagini, dialoghi e decisioni angoscianti, i rapporti tra i personaggi mostreranno aspetti sempre più torbidi e ambivalenti, in modo tale che fino alla conclusione capirci qualcosa non sarà un'impresa facile. Non aiutano alcuni momenti davvero poco chiari, in cui la reticenza dei protagonisti o il richiamo a semplici nomi di personaggi che abbiamo visto sì e no per un paio di minuti lasciano spaesati, anche se possono rivelarsi in seguito fondamentali. Il destino degli eroi e dei rapporti umani tra di loro è legato alle azioni che sceglieremo di compiere, all'approccio di gioco meditato o aggressivo, e ai vari bivi narrativi dei momenti cruciali; ma il titolo non nasconde mai la sua natura di gradevole film guidato a forza dagli sviluppatori verso i diversi finali possibili.

Decisioni a portata di touch screen

Il controller della PlayStation 4 è necessario per avviare l'applicazione, di lì in poi Hidden Agenda prevede che tutto venga gestito smartphone alla mano. Uno dei giocatori, per un massimo di quattro partecipanti, viene nominato capogruppo, sostanzialmente l'addetto alla navigazione a schermo nel tutorial e nei pochi menu di gioco. Mentre viene raccontata la vicenda, divisa in tre parti, i giocatori sono chiamati a prendere democraticamente la decisione sul da farsi, trascinando il dito sul touch screen per spostare sulla TV il loro cursore colorato nella casella che desiderano. Esploriamo il giardino o entriamo in casa? Trasciniamo il dito e prendiamo la nostra decisione, la maggioranza vince. Ma non sempre: determinate situazioni, di solito quelle cruciali, richiedono che tutti i partecipanti siano d'accordo. Ed è qui che Hidden Agenda spinge i giocatori a confrontarsi, a chiacchierare, e mostra i suoi risultati migliori appunto come social game. Il titolo riesce anche a stuzzicare i presenti con alcune "trovate" interessanti. Può chiederci, ad esempio, di votare quale dei nostri amici riteniamo più deciso, onesto, o compassionevole. Più avanti la persona in questione sarà chiamata a rispondere di una precisa azione all'interno del titolo, molto importante, e potrà farlo soltanto lei (i cursori degli altri concorrenti spariranno), una responsabilità non da poco. Oppure Hidden Agenda ci dà la possibilità di diventare dei veri infami. Non siamo d'accordo con la decisione della maggioranza? Possiamo allora imporre la nostra volontà, spendendo una Carta Decisione; ne abbiamo a disposizione un numero limitato, ma nessuno ci vieta di raccoglierne altre nelle brevi e sporadiche sessioni QTE del titolo, o in quelle alla "cerca gli oggetti nascosti" nello scenario. Non manca neppure una Modalità Competitiva accanto alla Storia. In questo caso vivremo la stessa vicenda e dovremo fare le stesse scelte, ma il gioco assegnerà di nascosto a determinati partecipanti obiettivi da raggiungere, mostrandoglieli sullo smartphone. Il nostro amico o familiare, senza farsi scoprire, dovrà convincerci a compiere determinate azioni, guadagnando così dei punti. Tuttavia abbiamo trovato questa variante molto meno ispirata e divertente, e francamente sembra completamente forzata. Non solo Hidden Agenda non guadagna nulla in termini di rigiocabilità (la storia proposta resta identica), ma si è portati a trascurare la narrazione e a non godersi la trama, per concentrarsi su meccaniche che non convincono, soprattutto se si gioca in due (o in tre).

Multiplayer.it

8.0

Lettori (10)

8.6

Il tuo voto

Hidden Agenda è un ottimo thriller cinematografico, in cui sono le decisioni dei giocatori a determinare l'esito della vicenda. Può essere affrontato in solitaria come un'avventura grafica moderna qualsiasi, ma in gruppo le meccaniche cooperative proposte lo rendono molto più divertente. La qualità tecnica e narrativa è davvero ottima, e il prezzo proposto estremamente interessante. Lo smartphone lo abbiamo tutti, per giocare insieme non occorre neppure comprare controller aggiuntivi.

PRO

  • Un ottimo thriller su binari
  • Modalità cooperativa riuscita e divertente
  • Grazie agli smartphone non servono controller in più. L'applicazione da scaricare è gratuita

CONTRO

  • La modalità competitiva ha poco senso
  • Per essere breve, è breve
  • Rigiocabilità quasi completamente assente