La recensione di Titan Quest Ragnarök  32

Si può aggiornare con successo un gioco dopo più di undici anni dalla sua uscita?

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   27/11/2017

La storia del gioco di ruolo d'azione stile Diablo "Titan Quest" sta diventando quanto mai articolata anno dopo anno. Uscito a giugno del 2006 a opera di Iron Lore, studio di sviluppo formato da ex-Ensemble Studios (Age of Empires), fu espanso l'anno successivo con Immortal Throne. All'epoca non vendette moltissime copie e Iron Lore fu costretta a chiudere nel 2008: dalle sue ceneri nacque Crate Entertainment, cui dobbiamo l'ottimo Grim Dawm, recentemente espanso anch'esso. Nel frattempo Titan Quest aveva imboccato un'altra strada, quella del dimenticatoio.

Non fosse che, lanciato su Steam (quando Steam era ancora un negozio e non una discarica) riuscì a vendere centinaia di migliaia di copie, convincendo il nuovo publisher THQ Nordic, che ne ha acquisito i diritti nel 2013, a rimasterizzarlo lanciando la Titan Quest Anniversary Edition nel 2016, e a produrre a sorpresa una seconda espansione: Ragnarök, uscita pochi giorni fa, più di undici anni dopo il lancio dell'originale. Come il titolo fa intuire, questa volta il nostro eroe abbandona l'antica Grecia per fare una visita alle fredde terre del nord, dove ci sono tante creature fuoriuscite dalla mitologia nordica in compagnia dei popoli celti che attendono di essere massacrati in allegria. Tradotto in termini di contenuti, Ragnarök comprende una nuova campagna, una nuova maestria (Maestro di rune), porta il limite dei livelli a 85 e aggiunge una grande quantità di oggetti e poteri, ritoccando dove necessario il materiale già incluso nel gioco base, che comunque non viene minimamente intaccato nella sua essenza.

È Titan Quest

Di fatto le novità di Titan Quest Ragnarök si esauriscono nell'elencazione dei suoi contenuti, visto che il gioco rimane sostanzialmente quello che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. Le meccaniche sono esattamente le stesse, mentre il gameplay è dedicato ai giocatori più scafati, dato che per essere fruito richiede un personaggio di alto livello, che abbia prima completato Immortal Throne. La storia non si lega in modo molto organico a quella dei capitoli precedenti, anche se va detto che Titan Quest non ha mai brillato dal punto di vista narrativo: comunque, il pretesto addotto per il cambio di scenario non è nemmeno così male come sembra in una prima battuta. Del resto l'importante è avere nuove creature da picchiare e nuovi livelli da superare, magari imparando a sfruttare le rune, che sostanzialmente trasformano il protagonista in un mago guerriero, con attacchi corpo a corpo mescolati con vari incantesimi. Anche in questo caso, niente che non si sia già visto.

Purtroppo sono proprio i nuovi livelli a mostrare alti e bassi evidentissimi.Le mappe migliori sono quelle all'aperto, come del resto è sempre stato per Titan Quest anche in assenza di Ragnarök: come al solito i paesaggi naturali rendono particolarmente bene, soprattutto nelle aree più selvagge. Meno riusciti a nostro avviso gli interni, che appaiono molto anonimi. Pensiamo in particolare ai sotterranei dei nani, che sono davvero poveri di elementi caratterizzanti, ma anche ad alcuni livelli avanzati, di cui non vi sveliamo nulla per non darvi troppe anticipazioni, ma che teoricamente avrebbero dovuto essere molto più potenti dal punto di vista della rappresentazione di quanto non siano, abitati come sono da creature di un certo tipo. Insomma, molte mappe hanno il sapore di grosse arene anche quando si pretende che siano altro e finiscono per penalizzare un po' l'immersione. Oltretutto anche i villaggi visitabili, dove come sempre si possono prendere quest e fare rifornimento di pozioni ed equipaggiamento, sono meno vivi di quelli del Titan Quest originale. Che siano più piccoli è anche normale, visto il diverso scenario, ma mancano a volte di una loro identità che vada oltre il folklore nordico. Certo, non stiamo parlando di una mega produzione e comunque ci sono molti altri elementi che faranno felici i fan, come un gran numero di nemici, tra guerrieri celti, animali tipici delle terre del nord e creature della mitologia norrena. Ovviamente non mancano dei grossi boss, capaci di picchiare davvero pesante e che metteranno a dura prova la vostra capacità di consumare pozioni di cura o del mana. Peccato che, tranne per alcuni attacchi AoE, siano sostanzialmente dei normali nemici più grossi e resistenti, che non richiedono tattiche specifiche per essere affrontati.

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Va anche detto che qualche modello 3D non è proprio eccezionale, ma d'altro canto bisogna considerare che è stato fatto un grosso lavoro per migliorare gli effetti speciali, in particolare quelli di magie e abilità, e che siamo comunque in linea con il Titan Quest originale per quanto concerne la qualità grafica complessiva (a parte per alcune icone delle nuove armi davvero bruttine). Purtroppo gli anni si sentono, nonostante l'ottimo lavoro di rimasterizzazione, ma era inevitabile che fosse così.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows XP / Vista / 7 / 8 / 10 32 o 64 bit
  • Processore 2.0 GHz CPU
  • 1 GB di RAM
  • Scheda video 128 MB NVIDIA GeForce 6800 serie o ATI Radeon X800 serie o equivalente
  • DirectX 9.0c
  • 5 GB di spazio su Hard Disk
Requisiti consigliati
  • Processore 3.0 GHz CPU Dual o Quad Core
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video 256MB NVIDIA o AMD
Digital Delivery
Steam
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

6.5

Lettori (6)

7.6

Il tuo voto

Titan Quest Ragnarök è una valida espansione per tutti quelli che non possono vivere senza Titan Quest, visto che aggiunge molti contenuti per utenti di livello elevato, dandogli tante ore di gioco addizionali. Del resto non porta alcun valore vero e proprio al titolo in sé, limitandosi ad allungarne la durata e basta, ed è anche piena di alti e bassi. Insomma, è un pacco pensato per i fan e che solo loro dovrebbero tenere davvero in considerazione. Chi non era convinto del gioco base o, più semplicemente, chi non abbia alcuna voglia di tornare a giocare a Titan Quest, non troverà in Ragnarök alcuna motivazione che lo possa spingere a cambiare idea, anche in virtù del prezzo, non proprio bassissimo.

PRO

  • Tanti contenuti extra che i fan apprezzeranno
  • Ore e ore di gioco in più
  • È Titan Quest, il gioco che amate

CONTRO

  • Alcune mappe sottotono
  • Alcuni elementi grafici non proprio bellissimi
  • È Titan Quest, undici anni dopo