Orrore cammina con me: la recensione di Resident Evil: Revelations 1 e 2  15

Torniamo a giocare ai due Resident Evil: Revelations su Switch

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   29/11/2017

Resident Evil ha avuto un rapporto complicato con il progresso videoludico, almeno per diversi anni. Dopo la rivoluzione del quarto capitolo, la formula cominciava a mostrare alcune crepe già nel quinto, per poi inabissarsi nel sesto alla ricerca di una nuova identità che stentava ad arrivare. Di fatto, gli elementi caratteristici della serie non sembravano poter essere riproposti senza incappare in anacronistici difetti o adattati senza snaturarne le fondamenta, piazzando il franchise in una sorta di vicolo cieco. La soluzione adottata da Capcom, solo a prima vista goffa e incerta, si è rivelata geniale: scomporre l'esperienza in filoni differenti, applicando diversi gradi di classicismo e innovazione alle varie soluzioni. In questo modo, mentre la serie principale è ripartita con una rifondazione totale grazie a Resident Evil 7, lo spirito originale è stato infuso in una produzione minore ma che rappresenta in maniera più genuina la continuazione dello stile survival horror classico, con Resident Evil: Revelations (per non parlare poi della riproposizione tout court dei vecchi capitoli con i vari remake, per completare il quadro dell'operazione).


La natura quasi sperimentale del primo Revelations è svelata anche dal fatto che sia stato proposto inizialmente su Nintendo 3DS, quasi a testare il terreno su una piattaforma così particolare e meno esosa in termini di costi di produzione; ma il gioco si è dimostrato tanto valido da fargli effettuare il salto verso le console domestiche con una riproposizione in alta definizione e poi un vero e proprio seguito studiato appositamente per queste, a lanciare definitivamente Revelations come una vera e propria sotto-serie in grado di portare avanti la tradizione di Resident Evil sul fronte più classico e vicino al lore originale, rappresentando in questo modo un'evoluzione ancorata alle origini e liberando la serie principale da eventuali legami con il passato, di fatto offrendo due esperienze diverse e complementari nello stesso universo horror. In attesa di vedere cosa riservi il futuro per questa serie, visto che di notizie su nuovi Revelations non si ha ancora traccia, accogliamo con grande piacere l'arrivo dei due capitoli su Switch.

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Nell'ampiezza di generi e brand del catalogo Switch, ci volevano proprio i Resident Evil: Revelations

Rivelazioni: volume uno

Iniziamo con il primo Resident Evil: Revelations, che ci piacque particolarmente nella sua versione originale su Nintendo 3DS, anche per l'impatto di un gioco del genere sul "vecchio" portatile Nintendo, e che abbiamo apprezzato molto anche nella conversione per le console domestiche, compresa l'ultima riedizione sulle console di attuale generazione, sebbene il titolo cominciasse ad avvertire un po' di stanchezza. La forza del primo Revelations è soprattutto il suo legame con le radici della serie: sebbene le concessioni allo sparatutto in terza persona puro siano ormai inevitabili dopo la svolta del quarto capitolo e la difficile riproposizione delle meccaniche classiche, il gioco riesce comunque a mantenere un buon equilibrio tra l'azione pura e gli elementi survival senza disdegnare il ricorso a qualche enigma dal sapore tradizionale. L'action è ancora preponderante, ma il ritrovarsi di fronte a chiavi da trovare, emblemi da inserire in appositi fori e altri enigmi del genere dà la sensazione di un ritorno a casa, per chi cerca un po' di atmosfera da Resident Evil d'annata.


La scelta di ambientare la maggior parte degli eventi su un'enorme nave è poi particolarmente azzeccata, consentendo di proporre ambientazioni ristrette e claustrofobiche e al contempo giustificando anche la strana alternanza tra scenari vittoriani in pieno stile Villa Spencer e laboratori fantascientifici. In tutto questo si innesta anche un bel po' di fanservice che ha sempre il suo bell'effetto sull'ampia base di appassionati, con il ritorno di personaggi storici e l'allaccio al canone classico, raccontando gli eventi svoltisi tra il quarto e il quinto capitolo. L'effetto su Switch resta invariato: Revelations è chiaramente una produzione minore dal punto di vista tecnologico, ma che anche per questo trova perfettamente la collocazione giusta per un prosieguo fedele alla tradizione della serie Resident Evil, cristallizzata in una sorta di gigantesco, meraviglioso B-movie horror. Sulla console Nintendo, il gioco soffre di una certa inconsistenza nel frame-rate ma ha dalla sua una riproposizione pressoché perfetta del comparto grafico visto su PlayStation 4 e Xbox One, con un'ottima qualità dell'immagine sia in versione docked che portatile.

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Rivelazioni: volume due

Un po' più strana e complessa è la situazione di Revelations 2, per le cui caratteristiche di base vi rimandiamo alla recensione originale. Il gioco è stato proposto come mini-serie episodica, seguendo l'impostazione del primo capitolo ma qui diluita in uscite cadenzate nel tempo e la cosa non ha fatto bene alla compattezza dell'esperienza, che alterna fasi molto intense e divertenti ad altre alquanto tirate per i capelli. Il materiale di partenza era forse più debole di quello utilizzato per il primo capitolo: la potenza iconica di Chris e Jill ha pochi eguali, e sebbene la nuova Claire sia indubbiamente affascinante e Barry sempre un amicone, l'impatto dei due è sicuramente minore nella mitologia di Resident Evil, anche sul fronte del background che si portano dietro. Nel complesso, però, è probabilmente l'accoppiata Barry-Natalia ad emergere con maggiore forza, anche grazie alle particolari dinamiche di gameplay che si porta dietro. Il fatto di poter sfruttare le capacità sensitive dell'(apparentemente) indifesa bambina alternandole con la forza bruta del vecchio guerriero è una variazione sul tema sicuramente più interessante di quella proposta da Claire e Moira, che tuttavia hanno dalla loro un sostrato narrativo più sviluppato, come vittime di un sinistro e misterioso esperimento tutto da comprendere.


Ci sono momenti davvero memorabili in Revelations 2, soprattutto in quelle fasi in cui si affrontano situazioni e tematiche già sperimentate con successo dalla serie: l'assedio nel villaggio dei pescatori, i richiami alla "Villa", lo svelarsi progressivo della storia come una sorta di oscura fiaba e certi scontri con i boss valgono l'intero viaggio in giro per l'isola dei misteri, nonostante questo risulti anche troppo prolungato nel complesso. Le nuove introduzioni funzionano particolarmente bene: le diverse caratteristiche dei personaggi e dei livelli portano a una maggiore alternanza di approcci tra fasi stealth e furiose sparatorie, mentre a un certo calo di ritmo sul fronte degli enigmi fa da contraltare un'impostazione survival più rigorosa, che richiede grande economia nella gestione delle risorse nonché un'attenzione costante alle condizioni del compagno, oltre a un'interessante accenno di crafting nella costruzione ed evoluzione dell'arsenale. L'implementazione della modalità cooperativa a schermo condiviso rappresenta inoltre un'aggiunta particolarmente gradita, soprattutto nel contesto di Switch grazie al suo multiplayer "al volo" sempre a disposizione.

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L'orrore portatile

Nintendo Switch non è una console come le altre e la sua natura ibrida trasforma anche le possibilità di fruizione di Resident Evil Revelations, dando nuova energia a entrambi i giochi. Tecnicamente si tratta di ottime conversioni, caratterizzate da una qualità dell'immagine in generale perfettamente in linea con quanto visto su PlayStation 4 e Xbox One ma che offrono un po' il fianco in termini di frame-rate, ben più altalenante anche a prescindere dal blocco a 30 fps imposto nel secondo capitolo. Qualche problema di pop-in in particolare in Revelations 2 e una fluidità minore negli spazi più ampi e aperti rappresentano le note stonate, insieme a caricamenti veramente molto lunghi soprattutto nel secondo capitolo. Messi in chiaro i difetti, c'è da dire che entrambi i giochi assumono anche un particolare rilievo nel catalogo dei giochi Switch, ancora piuttosto parco di survival horror, e risultano anche perfettamente adattati alle particolarità della console, come visibile nel sistema di controllo e nelle implementazioni multiplayer.

L'utilizzo del motion sensing con i Joy-Con staccati è infatti sorprendentemente valido, soprattutto per puntare, mentre lo sfruttamento del multiplayer "al volo" in locale, vero e proprio marchio di fabbrica di Switch, dona maggiore spessore sia ai Raid presenti in entrambi i capitoli, sia alla Campagna in cooperativa di Revelations 2. Per quanto riguarda quest'ultima, la possibilità di passare in qualsiasi momento al multiplayer cooperativo in split screen o tornare in un attimo al single player rende molto più sfruttabile l'opzione e apre nuove prospettive di gioco per il survival horror. La portabilità è ovviamente l'altro elemento caratterizzante di questa versione Switch, e sebbene non sia una virtù particolarmente ricercata in un gioco che fa dell'immedesimazione la sua arma principale per scatenare la paura, la possibilità di portarsi in giro l'esperienza completa dei due Resident Evil Revelations con tutti i DLC annessi è molto interessante. Come piccolo ma simpatico extra, le versioni Switch contengono anche un paio di minigiochi da sbloccare: il primo è una sorta di shooting gallery molto basilare, accessibile dal primo Revelations attraverso la schermata delle opzioni del Raid Mode; il secondo, "Ghosts n' Homunculi", è un po' più complicato da trovare ma decisamente più interessante essendo ovviamente una digressione sul tema Ghouls n' Ghosts, trovate le istruzioni per sbloccarlo nel video riportato qua sotto. Ricordiamo inoltre che entrambi i Revelations, così come le edizioni uscite sulle altre console, sono interamente doppiati in italiano.

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Versione testata
Nintendo Switch
Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
19,99 € / 24,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (4)

8.0

Il tuo voto

Non sono sicuramente tra i capitoli più memorabili della serie, eppure i due Revelations rappresentano la migliore mediazione tra le spinte evolutive e la fedeltà agli elementi tradizionali di Resident Evil. Sono giochi spigolosi, sia sul fronte del gameplay che su quello tecnico, emergendo da produzioni di dimensioni minori rispetto ai capitoli ufficiali, ma a loro modo si rivelano i veri eredi delle atmosfere e dell'aura dei vecchi Resident Evil. Le versioni Switch esaltano il comparto multiplayer e presentano buone implementazioni dei controlli a rilevazione di movimento e della portabilità, peccato che a questo punto molti avranno giocato i due capitoli altrove. Tuttavia, chi non l'avesse ancora fatto, dovrebbe davvero prendere in considerazione questo ottimo concentrato di survival horror capcomiano classico, da portare sempre con sé.

PRO

  • Ottimo equilibrio tra classico e moderno
  • Tutti i contenuti condensati in queste versioni Switch
  • Multiplayer a portata di mano
  • Un buon lavoro di conversione in linea di massima

CONTRO

  • Qualche calo nel frame-rate
  • Tecnicamente sottotono rispetto ai capitoli maggiori
  • Alti e bassi nel ritmo di gioco