Un mondo meraviglioso nella recensione di Gorogoa  6

Dopo uno sviluppo lungo oltre 7 anni, l'opera prima di Jason Roberts è finalmente arrivata

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   30/12/2017

Delle produzioni indipendenti ciò che spesso si apprezza è l'originalità, la capacità di osare e sperimentare, tentando strade inusuali che nella stragrande maggioranza dei casi sono semplicemente precluse ai titoli dei grandi publisher. Giocando a Gorogoa, appare fin da subito evidente e chiarissimo come la fatica di Jason Roberts sia un qualcosa di speciale, straordinario e prezioso: un prodotto unico, diverso da qualsiasi altro, in cui una brillante idea è diventata realtà attraverso un lavoro dalla complessità e precisione che per forza di cose necessita di un pizzico di follia. O di genio. O, molto più probabilmente, di entrambi.

Fuori dalla finestra

Gorogoa è anzitutto un'opera d'arte, e sia ben chiaro che chi vi scrive è sempre stato estremamente restio dall'associare tale concetto al mondo dei videogiochi. Eppure sarebbe impossibile catalogare diversamente un gioco così fortemente e indissolubilmente legato al sorprendente lavoro creativo dell'autore, laddove è chiaro che il medium videoludico sia soltanto il mezzo che è stata scelto dallo stesso per esprimere il proprio genio. Perché è evidente che Jason Roberts sia in primo luogo un disegnatore di grande talento; anzi, in realtà la faccenda è ancor più interessante, dal momento che Jason Roberts è un ingegnere informatico della Silicon Valley che mai fino ad ora aveva realizzato un videogioco. Gorogoa è quindi il suo titolo d'esordio, frutto di un'idea nata ed elaborata per più di sette anni in una sorta di lungo e complicato labor limae. La storia si apre con un ragazzo che, guardando fuori dalla finestra della sua camera, scorge una enorme e coloratissima creatura attraversare la città sovrastando i tetti delle case. Consultando un libro scopre che lo stesso mostro viene raffigurato come una sorta di divinità adorata dai suoi seguaci; la trama si sviluppa poi tra folclore e astrattismo lungo il paio d'ore necessario per raggiungere la fine. In buona sostanza, Gorogoa è un'avventura grafica a enigmi del tutto priva di testo che si svolge su di un'area divisa in quattro pannelli quadrati: in ognuno di essi si può posizionare liberamente, trascinandola, una immagine disegnata a mano che rappresenta un luogo all'interno del quale ci si può muovere in maniera predefinita, agendo su determinate aree interattive. Per esempio dall'interno di una stanza si può toccare su dei libri posti su uno scaffale e quindi restringere l'inquadratura su di essi, oppure piuttosto agire su una finestra per trovarsi proiettati di fronte alla collina che fino a pochi istanti prima si poteva solo scorgere in lontananza. Ogni illustrazione è collegata ad un'altra, ma la cosa straordinaria è che nel processo di zoom e allontanamento, nell'interazione con oggetti e nella risoluzione dei puzzle ci si può trovare trasportati in un istante da un posto ad uno completamente diverso, senza alcuna soluzione di continuità.

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Tutto è collegato

I collegamenti, le trasformazioni e i cambiamenti passano infatti interamente attraverso le transizioni ideate dall'autore, che trascendono lo spazio e il tempo dando vita a sequenze assolutamente incredibili, in una sorta di magia. In tutto questo, le illustrazioni possono essere manipolate, sovrapposte, smontate e rimontate per trovarne la chiave di lettura necessaria alla risoluzione dei rompicapo. Una finestra, per esempio, può essere letteralmente sganciata dal resto dello sfondo e spostata in un altro pannello per mostrare un luogo completamente diverso. A volte bisogna mettere due immagini affiancate per generare una nuova sequenza, e poter così proseguire: il dettaglio di una scatola finemente decorata posta all'interno di una stanza disordinata può essere anche la parte inferiore di una enorme torre, da posizionare quindi sotto alla sua naturale altra metà per trovare la soluzione all'enigma. Descrivere Gorogoa a parole, cercare di spiegarne le meccaniche è difficile, se non impossibile: non esistono termini capaci di replicare ciò che si prova giocandoci, lo stupore e l'ammirazione che nascono spontaneamente e crescono sempre più ad ogni ulteriore passaggio, ad ogni momento in cui ci si ferma a contemplare il dettaglio e la cura con cui sono disegnate le centinaia di illustrazioni e come esse siano collegate tra loro. Ridurre però Gorogoa a puro sfoggio di abilità artistica nel disegno sarebbe estremamente riduttivo, perché nella progressione il giocatore non si sente mai soltanto spettatore: al contrario le meccaniche offrono un forte senso di coinvolgimento fino a renderlo parte integrante di questo mondo onirico e misterioso, in cui anche il livello di difficoltà e l'intelligenza dei puzzle risultano calibrati in maniera tale da garantire continue gratificazioni. L'unico reale problema risiede quindi nella longevità, visto che molti potrebbero trovare troppo breve un'avventura che si esaurisce nel giro di un paio d'ore: dal nostro punto di vista l'intensità dell'esperienza compensa ampiamente la sua concisione, ma è una valutazione soggettiva che spetta al singolo utente.

Versione testata
iPhone
Prezzo
5,49 € / 14,99 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (4)

6.4

Il tuo voto

Gorogoa dura solo un paio d'ore, ma potrebbero essere tra le più intense che abbiate giocato da tanto, tanto tempo. Un'opera sorprendente di un solo, geniale autore, il frutto di un lavoro lungo sette anni capace di tradursi in puzzle game così originale da non assomigliare davvero a nessun altro. Se pensate di poter apprezzare un videogioco come questo, è molto probabile che Gorogoa sia destinato a lasciare un segno indelebile nei vostri ricordi.

PRO

  • Componente artistica eccezionale
  • Puzzle intelligenti e sempre ben strutturati
  • Un'esperienza unica

CONTRO

  • Davvero molto breve