Might and Magic: Elemental Guardians: la recensione  3

Un RPG della serie Might and Magic apposta per il mobile

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   07/06/2018

L'RPG mobile si sta piano piano stabilizzando su un genere a sé stante, costruendo un vero e proprio canone nel quale si rilevano degli elementi basilari comuni. Non è chiaro se esista già una definizione specifica per questa tipologia di gioco (una lettera messa accanto a RPG, solitamente, è quello che si usa per definire le innumerevoli sfumature del gioco di ruolo) ma le caratteristiche distintive traspaiono chiaramente in una grande quantità di titoli diversi, tra i quali citiamo - per rimanere nei più recenti - Sdorica: Sunset, Lionheart: Luna Scura e anche Disney Heroes: Battle Mode, sotto certi aspetti. In questo filone rientra anche Might and Magic: Elemental Guardians, che si candida peraltro ad esserne uno degli esponenti migliori. Si tratta di giochi che si basano interamente su due aspetti: il combattimento e la gestione dei personaggi.


In un certo senso si potrebbero definire giochi di ruolo ai minimi termini, ma sarebbe un'ingiusta riduzione della struttura complessa che caratterizza soprattutto l'elemento gestionale del party, che si presenta solitamente poderoso e, in questo caso specifico, anche molto interessante. Quello che manca, qui come negli altri esponenti di questo pseudo-genere, è una vera e propria storia e la classica fase di esplorazione, che sono mancanze non da poco se si considera il gioco di ruolo nella sua accezione classica ma che assumono effettivamente un peso marginale all'interno della struttura studiata per la fruizione mobile. C'è un pretesto abbastanza flebile che ci pone alle prese con un'infinità di scontri all'interno di ambientazioni diverse, e tanto basti: nella fattispecie, ci troviamo ad imparare le basi della magia presso l'Akadimia, una prestigiosa scuola di arti magiche che ha una vaga connessione con l'universo di Might & Magic, come una sorta di Hogwarts in salsa fantasy. Scopo del gioco, essenzialmente, è costituire un party di combattenti collezionando e migliorando varie creature e sconfiggere i nemici che infestano le numerose zone del mondo di gioco.

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Tra Pokémon e Might & Magic

La protagonista si ritrova a comandare un party composto da varie creature tratte alquanto liberamente dalla tradizione di Might & Magic. Come negli altri titoli che abbiamo menzionato, l'azione di gioco si svolge esclusivamente sul campo di battaglia, dove la nostra squadra di creature deve affrontare varie ondate di nemici in scontri a turni. La meccanica del combattimento è piuttosto semplice se si paragona agli RPG classici o a quelli ad impostazione strategica, ma presenta in verità una certa profondità rispetto a molti altri titoli simili in ambito mobile. Di fatto riprende pienamente la tradizione del JRPG, con i personaggi che ad ogni turno possono scegliere tra varie tipologie di attacco e magia (in base alla quantità di turni maturati e all'energia a disposizione) e i rapporti di forza stabiliti sulla base degli elementi di riferimento per ogni personaggio, concatenati come in una sorta di sasso-carta-forbice. A dire il vero le possibilità di vittoria sono calcolate soprattutto in base al livello e al valore dei componenti del party, per cui la preparazione di quest'ultimo è il vero elemento focale su cui si costruisce tutto il bilanciamento, perché lo scontro in sé, pur tattico in alcuni aspetti, non consente di ottenere risultati particolarmente inaspettati, tanto che per comodità è possibile attivare il combattimento automatico a lasciar calcolare tutto alla CPU.


Quest'ultima è una soluzione che potrebbe fare inorridire il giocatore standard, ma una volta capito che la meccanica del gioco si fonda principalmente su altro è facile che venga presa in considerazione per comprimere al massimo i tempi, riducendo il combattimento a un semplice orpello grafico. Il grosso dell'azione avviene dunque lontano dai combattimenti e nella gestione dei personaggi, immersi in quei menù piacevoli ma piuttosto complessi, soprattutto per la quantità di informazioni concentrate in uno schermo che può essere molto piccolo. I combattenti hanno una progressione stratificata in diversi livelli, glifi da applicare per amplificarne le abilità speciali, evoluzioni da imprimere anche a questi ultimi, cambiamenti di rango, evoluzioni e trasformazioni varie che rendono il tutto piuttosto complicato ma anche affascinante e ben congegnato, facendo risultare facile farsi prendere dal tipico meccanismo dell'avanzamento continuo. Non manca la classica dinamica "gacha" che prevede la vincita di nuove creature spendendo dei cristalli e garantendo in questo modo un apporto continuo di nuove leve a sorpresa, con cui scoprire abilità e sperimentare nuove combinazioni per la costruzione della squadra. Essendo un free-to-play con questa struttura, le micro-transazioni sono ovviamente presenti, ma sia l'energia a esaurimento che l'acquisto di potenziamenti e cristalli non sono risultano assolutamente pressanti nel corso del gioco. La possibilità di impegnarsi su diversi fronti fra storia, PvP, gestione dei personaggi e missioni aggiuntive azzera peraltro i tempi morti, ponendo sempre qualche obiettivo da portare a termine.

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Versione testata
Android, iPad 1.83
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Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

8.3

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Da una premessa strana come l'applicazione del marchio Might & Magic su un free-to-play per dispositivi mobile è venuto fuori un ottimo gioco, a dimostrazione di come Ubisoft abbia preso questa sfida per il verso giusto. Le caratteristiche sono quelle ormai codificate per l'RPG a turni in questo contesto, ma la gestione dei personaggi complessa a appagante, supportata da un sistema di combattimento un po' pilotato ma comunque autentico nelle possibilità offerte al giocatore, rendono Might and Magic: Elemental Guardians uno dei migliori esponenti di questo sotto-genere in via di definizione.

PRO

  • Ottima caratterizzazione e realizzazione tecnica
  • Profondo nella gestione dei personaggi
  • Progressione costante e sostanzialmente priva di paywall

CONTRO

  • Combattimenti un po' pilotati dalla costruzione del party
  • Storia ed esplorazione praticamente assenti