AO Tennis 2, la recensione 26

La recensione di AO tennis 2 per PlayStation 4: vediamo come se la cava il tennistico di Big Ant Studios

RECENSIONE di Luca Porro   —   09/01/2020

Indice

Quando si parla di riproduzione videoludica del tennis si va a toccare un argomento piuttosto delicato. Mettiamola così: nonostante una discreta nicchia di appassionati, a differenza dei "cugini" dedicati a sport quali calcio, football americano, basket, hockey e baseball, quelli dedicati al tennis da un po' di anni non vedono la luce del successo. Abbiamo avuto esponenti di spicco come fu la serie Virtua Tennis (ferma nei capitoli principali al 2011) o come Top Spin, ma anche qualche non troppo eccellente uscita come Tennis World Tour e AO Tennis. Proprio il franchise su licenza ufficiale Australian Open, dopo l'insuccesso del primo capitolo, si appresta a tornare sugli scaffali forte di una rinnovata linfa data anche da Big Ant Studios che ha preso le redini del progetto. Vediamo dunque nella nostra recensione di AO Tennis 2 se, dopo anni di buio, il mondo del tennis videoludico è pronto a riemergere alla luce del sole.

Diritto e rovescio

Il pregio più grande di AO Tennis 2 è quello di far divertire. Lo vogliamo specificare fin da subito: il gameplay di AO Tennis 2 è un ibrido tra arcade e simulazione estremamente divertente da giocare. Il titolo pubblicato da BigBen Interactive propone una serie di animazioni molto aderenti a quelli che sono i movimenti e le giocate attuabili su un campo da tennis ed esse forniscono al giocatore la sensazione di doversi impegnare molto sia nella precisione dei movimenti, sia nell'approccio alla partita. La ricerca della palla, il tempismo di approccio al colpo, il ritorno nel mezzo per prepararsi alla successiva risposta, sono accorgimenti che devono essere ricercati in-game dal giocatore. A questo si affianca un sistema classico di controllo dei colpi (ai quattro tasti principali X (A), O (B) , quadrato (X) e triangolo (Y) vengono assegnati i colpi piatti, top spin, slice e da sotto) che è integrato con un sistema di potenza/accuratezza del colpo (lo stesso vale per il servizio) che andrà ad agire sul tempo di pressione e sul tempo di rilascio del tasto utilizzato per colpire la palla. A tre tasti dorsali (L2/LT , R1/RB e R2/RT) vengono poi assegnati l'inside out, la corsa a rete e il tasto di modifica del colpo per renderlo una giocata forzata (ovvero l'utilizzo di un colpo più potente del normale di solito utilizzato per cercare di chiudere uno scambio lungo o per costringere l'avversario ad aprire la propria difesa).

Tutto l'insieme di questo gameplay risulta piuttosto armonioso, condito soprattutto da una cura maggiore delle animazioni facciali e corporee atte a ridurre l'effetto fantoccio, proponendo invece corpi più simili alla realtà. Il lavoro fatto con Rafa Nadal, testimonial maschile principale del titolo, è stato probabilmente improntato su questi aspetti e bisogna riconoscere che il salto rispetto alla precedente uscita è sostanziale. Anche l'intelligenza artificiale risulta davvero tosta e reattiva (in alcuni casi anche troppo) spingendo fin dai livelli più bassi di difficoltà i giocatori a non sottovalutare la sfida proposta dal titolo. Purtroppo però il titolo non è esente da difetti: in primis il lato artistico, che accostandosi a un buon livello di animazioni stona per qualità non solo per alcune delle textures dei giocatori ma soprattutto per quello che è il contorno. Intendiamoci, non si tratta di un livello grafico scadente, ma sicuramente per i tempi che corrono c'è di meglio. I giocatori ufficiali inseriti saranno 25 con Nadal, Wawrinka, Monfis, Barty e Stosur a comandare il treno dei celeberrimi, seguiti da un discreto numero di non così tanto noti (ci scuseranno i vari Anderson, Isner, Garcia, Puig). Assenze pesanti dunque a partire da Federer e Djokovic ad esempio che possono però essere colmate con l'utile e ricco editor, se siete bravi nel fai da te, oppure scaricando le creazioni della community (così come avviene nella serie WWE 2K). Un altro problema si ha con il numero di errori commessi dai giocatori sia a rete che sulla rete, ma spieghiamoci meglio: abbiamo visto come i colpi e il servizio di conseguenza siano gestiti sia a livello di potenza che di accuratezza con una barra legata al tempo di pressione del tasto corrispettivo, quindi per centrare il colpo perfetto (ovvero il verde) c'è un tempismo da rispettare nel rilascio del tasto e tale finestra temporale varia non solo in base alla difficoltà scelta ma anche in base alle abilità più o meno alte del giocatore utilizzato. Se dunque con Nadal, Monfis et similia, bene o male la finestra di errore può essere gestita con accuratezza, con un giocatore creato da 0 giocando a modalità Grande Slam per esempio, il numero di errori con colpi fuori dal campo e/o servizi mandati a rete vi costringerà a rivedere molte delle vostre sicurezze in tema tennistico, per usare un eufemismo.

Sulle orme di Nadal

Per quanto riguarda le modalità di gioco e le possibilità offerte da AO Tennis 2, oltre al già citato editor di giocatori e stadi, i giocatori potranno cimentarsi nella modalità Gioca Ora, nella modalità Australian Open che vi farà riprodurre il celebre torneo australiano, poi Tutorial per imparare le basi ed allenarvi, l'online per cimentarsi con altri giocatori da tutto il mondo, Competizione e Scenario che vi permetteranno la prima di creare il torneo dei vostri sogni, mentre la seconda di creare una partita con la possibilità di inserire condizioni di vittoria particolari (avere un numero prestabilito di game di vantaggio, non perdere mai un tie break, ecc.). Infine le modalità accademia e carriera. La modalità Accademia conterrà tutti gli editor (giocatori, stadi, scenari loghi e competizioni) ma anche le classifiche delle creazioni più popolari della community oltre che i menù adibiti al download di tali creazioni. Infine la Carriera, vero cuore dell'esperienza ludica del titolo che vi metterà nei panni o di un giocatore da voi scelto o uno da voi creato per affrontare la scalata verso il successo. La modalità Carriera si modellerà in base alla vostra abilità: un giovanotto rampante dovrà fare la "gavetta" nei tornei minori prima di approdare in competizioni quali gli Australian Open o i fittizi Champions de Paris (Roland Garros) e Royal Championship London (Wimbledon), mentre una star sarà già pronta per quei tornei. Interessante anche le scelte di fornire un po' di sostegno narrativo in stile 2K (anche se non con le stesse profondità e possibilità) e di inserire la reputazione dei giocatori in base non solo alle prestazioni ma anche al comportamento in campo (attraverso la pressione di due tasti L2/LT e R2/RT sarà possibile contestare una decisione dell'arbitro chiamando la revisione dell'Occhio di Falco o reagire bene o male ai punti ottenuti e persi. Parliamo ovviamente di feature bene o male viste in altre forme altrove, ma questo non vuol dire che non facciano il loro dovere anche in AO Tennis 2.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
54,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (8)

8.6

Il tuo voto

AO Tennis 2 non è sicuramente un titolo rivoluzionario nel panorama tennistico videoludico ma compie ampiamente il suo dovere, ovvero intrattenere gli appassionati di tennis che vogliono altro oltre alle solite partite in TV. Giocare da soli, online o con uno o più amici (il doppio in locale è molto divertente) ad AO Tennis 2 è soddisfacente e divertente. La scelta di proporre un ibrido tra simulazione e arcade, nonostante alcuni piccoli nei, risulta positiva proprio viste le animazioni coerenti con quanto avviene nei campi da tennis reali. Non siamo di fronte a un titolo eccelso né dal punto di vista grafico né dal punto di vista tecnico, ma siamo di fronte a un titolo che rende piacevole il tempo di chi la sfera di gioco la preferisce gialla e minuta rispetto a quella più grande e altisonante di altri celebri sport.

PRO

  • Animazioni coerenti
  • Gameplay soddisfacente
  • Buon numero di modalità e possibilità ludiche

CONTRO

  • Graficamente non entusiasmante
  • A certi livelli di difficoltà l'IA andrebbe rivista
  • Ai feticisti delle licenze, alcune assenze peseranno