Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle, la recensione 91

Bayonetta e Vanquish arrivano su console con le loro versioni rivedute e corrette: ecco la recensione del Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   17/02/2020

La recensione di Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle è probabilmente tra le più derivative degli ultimi anni. Oltre ad essere due titoli di gran successo fin dal loro debutto, sono stati riproposti a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro anche su PC e, nel caso di Bayonetta, si è andata aggiungendo anche la riedizione in coppia con il sequel su Nintendo Switch. Per quanto ridondante però, ci è sembrato giusto analizzare anche questi nuovi porting, soprattutto per scongiurare qualsiasi problematica dovuta all'aspetto tecnico.

Bayonetta: la strega ormai matura e d'esperienza

La strega nata in casa Platinum Games dalla geniale inventiva di Hideki Kamiya e del suo team rappresenta ancora oggi un vero e proprio punto di riferimento per lo stylish action. Il genere nato proprio dallo stesso autore giapponese con Devil May Cry era stato in grado di raggiungere, con Bayonetta, un definitivo stato di grazia. Purtroppo la versione PlayStation 3 soffriva di una quantità di problemi tecnici che ne avevano affossato la percezione da parte dell'utenza, senza per questo rovinarne la reputazione acquisita col tempo anche e soprattutto grazie alla versione Xbox 360, sostanzialmente migliore della controparte.

Il primo capitolo della trilogia (aspettando che il terzo titolo torni a farsi vedere) racconta il risveglio e il ritorno alla ribalta della strega che dà il nome al gioco, capace com'è di combattere in maniera magistrale e di aggiungere alle proprie abilità melee anche quattro pistole su altrettanti arti. La campagna, divisa nelle solite iconiche missioni, si conclude in una dozzina di ore senza troppi picchi narrativi, ma con quel gusto per il trash che è sempre stato prerogativa del genere fin dagli albori. Nonostante la facciata tamarra e poco approfondita, l'immaginario di Bayonetta risulta comunque più interessante e ricercato di quanto non ci si possa attendere da un titolo del genere, grazie anche all'approfondimento dell'universo avvenuto successivamente con il secondo capitolo, quest'ultimo però esclusiva di Nintendo.

Dal punto di vista del gameplay, la ciliegina sulla torta di un sistema action già rodato negli anni lo si riscontra nel cosiddetto Witch Time: una tecnica praticata dalle streghe di Umbra e utile a rallentare il tempo intorno a loro. Nella fruizione del gameplay questo elemento non fa che aggiungere un piano importantissimo alla sequenza di combo: la schivata. Riuscire ad utilizzare questa tecnica al momento giusto comporta appunto il rallentamento del tempo per i nostri avversari e non per noi, dettaglio che permette di cambiare totalmente le sorti della battaglia. Attivare il Witch Time significa darci il tempo di assestare più colpi, di combattere agilmente più nemici insieme e anche di attivare una serie di quick time event che diventano il fiore all'occhiello di boss fight tra le più ispirate del decennio. La scelta di inserire questa meccanica è ciò che ha reso Bayonetta il capolavoro che è ancora oggi, capace di non soffrire minimamente del passaggio del tempo. Padroneggiare gli stili, le diverse combinazioni di armi da fuoco e il Witch Time, significa arrivare all'espressione massima del gameplay del gioco, spingendoci a voler completare ogni incontro senza essere mai colpiti.

A venire incontro al giocatore per quanto concerne la soddisfazione personale ci pensano i soliti punteggi tanto cari ai giochi di Platinum Games. Ogni sezione è infatti divisa in "versetti" alla fine dei quali viene assegnato un punteggio che è una media dei valori raggiunti nel corso del segmento stesso.

Dal punto di vista tecnico, su PS4 Pro il gioco si comporta egregiamente, mantenendo granitici i 60fps già visto qualche anno fa su PC e facendo dimenticare con piacere il passato a tutti gli utenti Sony. Difficile attendersi un titolo spaccamascella dal punto di vista della conta poligonale, ma le curve di Bayonetta sono ancora tutte al loro posto e, diciamocelo, questa è l'unica cosa che conta davvero.

Vanquish: dieci anni e tante scivolate dopo

A ripensarci ci rendiamo conto che dieci anni fa in Platinum Games, tra i tanti, c'era ancora quello Shinji Mikami che, oltre ad essere mentore dello stesso Kamiya, è anche uno dei più importanti game designer della storia del medium. Vanquish rappresenta proprio un emblema dei giochi in grado di mettere in mostra il suo genio. Nonostante non rappresenti il suo titolo di maggior successo, nonché una proprietà intellettuale mai più riproposta, lo shooter in terza persona di Platinum Games ancora oggi risulta ludicamente inarrivabile dalla maggior parte dei suoi competitor.

Siamo in un futuro nel quel l'essere umano è chiamato alla colonizzazione spaziale e, al controllo dell'agente della DARPA Sam Gideon, siamo chiamati a respingere l'attacco dell'Ordine della Stella Rossa diretto alla stazione orbitante dove ci troviamo. Questo arco narrativo risulta breve e senza particolari picchi di intensità, d'altronde Platinum Games non è certamente conosciuta per le sue trame straordinariamente profonde. Nonostante questo la progressione nella storia fila liscia e si lascia vedere ed ascoltare, soprattutto grazie ad un gameplay dall'altissimo tasso adrenalinico.

Esattamente come nel caso di Bayonetta, ma come in tanti altri giochi nella storia del team giapponese, Vanquish costruisce tutta la sua progressione sulle spalle di un unico e geniale elemento di gameplay: la scivolata. Sfruttando la speciale tuta di Sam dotata di propulsori è infatti possibile lanciarsi ad alta velocità per decine di metri sull'asfalto. Questo elemento rende la progressione all'interno delle mappe e gli scontri tra i più interessanti ed originali che il genere ci abbia regalato. 

Nonostante ci si possa sentire immortali, la scivolata è anche capace di surriscaldare la tuta fino a rendere difficoltosa la sopravvivenza, inserendo nell'equazione quell'elemento tattico che spinge il giocatore a dosare le proprie partite tra uno sprint e una copertura, così da non rimanere sempre ad un passo dalla morte. Proprio le coperture concludono un sistema rodato e riuscitissimo, soprattutto perché prese di peso da un altro gigante del genere: Gears of War.

Ciò che purtroppo ancora oggi lascia a bocca asciutta del titolo è la sua scarsa longevità e la quasi totale mancanza di extra, elementi che lo rendono un'esperienza quasi one shot, da una botta e via. Adrenalinica, riuscita e indimenticabile, ma pur sempre veloce e narrativamente includente. Questo unico contro della produzione viene certamente smorzato da un prezzo ed un'offerta totale che, in questa collection, rende assolutamente sensata la spesa effettuata e che difficilmente vi farà rimpiangere anche un solo centesimo.

Dal punto di vista tecnico anche Vanquish riprende l'eccellente lavoro effettuato sulla rimasterizzazione uscita su PC e ci imbastisce una versione per console che su PS4 Pro non cala mai di un singolo frame e che rimanda tutte le ottime sensazioni avute qualche anno fa. Anch'esso, come la strega di Umbra, non spicca certo per conta poligonale e dettagli, ma ancora oggi si lascia guardare e non disturba troppo neanche un occhio abituato al fotorealismo dei giorni nostri.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
PlayStation Store, Xbox Store
Multiplayer.it

8.7

Lettori (4)

8.6

Il tuo voto

Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle non è certamente la collection che non ti aspetti, o la grande riproposizione che mancava da tanto. Al contrario, chiunque avesse avuto una dannata voglia di rigiocare questi titoli avrà avuto modo di farlo già da parecchio tempo. Nonostante questo è innegabile che la loro mancanza sulle console dell'attuale generazione rappresentava uno smacco da colmare e Platinum Games ha visto bene di metterci una pezza. Nei rispettivi generi sono ancora oggi due delle migliori esperienze sul mercato e, lì dove Bayonetta è stato superato solo dal suo successore, Vanquish resta ancora oggi orfano di una propria serie, quindi entrambi risultano più che consigliati. Ottimo anche il prezzo che non fa altro che mettere insieme i costi delle due edizioni rimasterizzate su PC.

PRO

  • Sono Bayonetta e Vanquish, basta e avanza
  • Bayonetta su PlayStation non ha mai girato così bene
  • Prezzo discretamente buono
  • Magari con la retrocompatibilità li porteremo anche sulla prossima generazione

CONTRO

  • Dov'è Bayonetta 3?
  • Dov'è Vanquish 2?